L’INTERVENTO

Merkel al Parlamento Ue: l’Europa sia solidale, serve compromesso sul bilancio

La cancelliera spiega le priorità del semestre tedesco di presidenza della Ue, invita alla coesione e lancia un messaggio a Ungheria e Polonia: la pandemia non sia pretesto per sospendere i diritti

dal nostro corrispondente Beda Romano

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La cancelliera spiega le priorità del semestre tedesco di presidenza della Ue, invita alla coesione e lancia un messaggio a Ungheria e Polonia: la pandemia non sia pretesto per sospendere i diritti


3' di lettura

Angela Merkel ha sfidato le regole ferree di distanziamento fisico imposte nelle sedi delle istituzioni comunitarie per pronunciare mercoledì 8 luglio qui a Bruxelles un atteso discorso con il quale ha inaugurato al Parlamento europeo il periodo di presidenza tedesca dell'Unione europea. Pragmaticamente, la cancelliera ha sottolineato la necessità di mostrare a livello europeo «straordinaria solidarietà» sulla scia delle sequele provocate della pandemia influenzale di questo inverno.

«L'Unione sta affrontando la più grave sfida della sua storia», ha detto la signora Merkel, ricordando che la malattia ha provocato oltre 100mila morti nel continente europeo. «Perché l'Europa sia più forte in futuro, deve rafforzare la coesione e la solidarietà». Ha parlato addirittura dell'urgenza di una «straordinaria solidarietà» tra i paesi membri. Lo sguardo corre al negoziato sul nuovo bilancio comunitario 2021-2027, a cui è associato un Fondo per la Ripresa da 750 miliardi di euro.

Le cinque priorità della Germania, dallo stato di diritto al digitale
Più concretamente, la cancelliera tedesca ha elencato le cinque priorità della presidenza tedesca: il rispetto dello stato di diritto, la coesione tra i paesi e le regioni, la transizione climatica, la rivoluzione digitale, il ruolo dell'Europa sulla grande scena internazionale. Il discorso è parso molto concreto, poco retorico, relativamente corto (20 minuti), conclusosi con un applauso che è sembrato lasciare sul viso della signora Merkel un inatteso velo di emozione.

Il messaggio a Budapest e Varsavia sullo stato di diritto
Oltre ad elencare gli obiettivi della presidenza tedesca, la cancelliera ha usato l'opportunità per lanciare due messaggi. Il primo rivolto ai paesi – l'Ungheria o la Polonia - che flirtano con lo stato di diritto: «La pandemia non può essere usata come pretesto per limitare i diritti civili». L'avvertimento giunge mentre i Ventisette discutono di come condizionare i fondi europei al rispetto dello stato di diritto.

«Richieste assolute sui due fronti non ci porteranno ad alcuna soluzione».Il secondo messaggio è stato lanciato ai paesi membri e al Parlamento europeo. «Dovremo trovare un compromesso» sul prossimo bilancio comunitario che sarà oggetto di un vertice straordinario il 17-18 luglio. «Tutti dovranno fare sforzi, inclusa l'assemblea parlamentare».

Il compromesso in bilico sul bilancio comunitario
Il momento è delicato. I principali gruppi parlamentari hanno sottolineato le loro priorità nelle trattative in corso, ricordando che l'istituzione sarà chiamata a dare il suo benestare finale.La proposta di bilancio presentata dalla Commissione europea ha suscitato non pochi dubbi tra i paesi membri e nelle file del Parlamento europeo.

Non piace l'idea di chiedere all'esecutivo comunitario di prendere soldi in prestito sul mercato; non piace l'idea di distribuire ai paesi membri sussidi anziché prestiti; si discute animatamente delle condizioni da imporre ai governi che ricevono l'aiuto europeo, della durata delle linee di credito, degli ammontari del bilancio e del fondo.

Accusata spesso di non avere spirito europeista, a differenza dei suoi predecessori, la signora Merkel ha concluso il suo discorso ricordando il 250mo anniversario della nascita di Ludwig van Beethoven: «Voglio terminare con una nota personale. Ogni volta che ascolto Beethoven scopro nella sua musica qualcosa di nuovo. Lo stesso vale per l'Europa: ogni volta che la osservo scopro qualcosa di nuovo (…) Credo nell'Europa. L'Unione europea non è solo un retaggio del passato, è anche la speranza del futuro».

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