l’emergenza covid

Merkel rassicura i tedeschi: vaccino per tutti entro settembre

Criticata per le difficoltà nella campagna di vaccinazione, Angela Merkel scende in campo. Rassicurazioni su tempi e forniture anche da Ursula von der Leyen

di Redazione Esteri

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La cancelliera tedesca Angela Merkel

2' di lettura

Criticata per le difficoltà nella campagna di vaccinazione anti-Covid, Angela Merkel scende in campo e assicura che il vaccino sarà garantito a tutti i tedeschi entro settembre se le case farmaceutiche si atterranno agli impegni. Meno ambizioso ma altrettanto impegnativo l’obiettivo che, nelle stesse ore, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen annuncia in un’intervista ad alcuni quotidiani internazionali: vaccinazioni per il 70% della popolazione Ue entro l’estate.

Vertice a Berlino

Le rassicurazioni della cancelliera tedesca sono arrivate lunedì 1° febbraio, al termine di un vertice con i dirigenti delle case farmaceutiche, ministri e presidenti dei Länder e funzionari della Commissione Ue. Nonostante i ritardi di questi primi mesi - ha sottolineato - la Germania avrà forniture sufficienti anche se non saranno approvati nuovi vaccini; «non mancheranno - ha aggiunto - i finanziamenti o l’impegno» per centrare l’obiettivo.

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Carenze fino ad aprile, scatto nel secondo trimestre

Sulla stessa lunghezza d’onda il ministro della Salute Jens Spahn. In un’intervista alla rete televisiva ARD, il ministro - dopo aver avvertito delle «carenze gravi» che dovranno essere fronteggiate da qui ad aprile - ha assicurato che «ci sarà un incremento apprezzabile dei vaccini disponibili nel secondo trimestre» e che, comunque, «il fattore limitante non saranno i finanziamenti, che renderemo rapidamente disponibili».

La Germania ha finora vaccinato circa 3 cittadini ogni 100 contro i 10 degli Stati Uniti e i quasi 15 della Gran Bretagna, che però hanno autorizzato e avviato le campagne prima. Angela Merkel in Germania è stata attaccata per aver demandato all’Unione europea il compito di acquistare i vaccini, delegando in qualche modo la responsabilità dei negoziati a Bruxelles e così rallentando - secondo i suoi critici - il programma nazionale. A questo si sono poi aggiunti i problemi nelle forniture sperimentati un po’ in tutta Europa e ora in parziale e graduale miglioramento.

Von der Leyen: entro l’estate il 70% degli europei vaccinati

Un quadro di moderato ottimismo è quello fornito anche dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, a sua volta oggetto di critiche per la gestione dei negoziati con le cause farmaceutiche. «Mi sento di confermare l'obiettivo di arrivare a vaccinare il 70% della popolazione adulta in Europa entro l'estate», ha dichiarato von der Leyen in un’intervista a un gruppo di quotidiani internazionali. Quanto ad AstraZeneca, ha aggiunto, «ci aspettiamo che recuperi le dosi tagliate».

La presidente della Commissione Ue ha dunque fatto il punto su consegne e tempi programmati: «A un mese dall'avvio delle vaccinazionii abbiamo consegnato 18 milioni di dosi. A febbraio ne arriveranno altre 33 milioni e a marzo 55 milioni. Nel secondo trimestre saranno ancora di più: 300 milioni dalle tre aziende già autorizzate dall'Ema (Pfizer-BionTech, Moderna e AstraZeneca, ndr) e, se otterranno anche loro il via libera, altre 80 milioni di fiale da Johnson&Johnson e Curevac».

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