CAMBI E POLITICHE MONETARIE

Merkel: il valore dell’euro è un problema per l’Eurozona

Angela Merkel con il vicepresidente americano Michael Pence

2' di lettura

Angela Merkel entra in maniera inconsueta nel dibattito sul valore dell’euro. Parlando alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, la cancelliera ha dichiarato senza mezzi termini che «in questo momento abbiamo ovviamente un problema nell’Eurozona con il valore dell’euro», un chiaro riferimento al livello troppo basso della moneta unica. «La Bce - ha continuato - ha una politica monetaria che non risponde alle esigenze alla Germania, anzi è fatta su misura per Paesi come Portogallo, Slovenia o Slovacchia. Se avessimo ancora il marco - ha concluso - avrebbe sicuramente un valore ben diverso da quello che ha l’euro in questo momento».

Una dichiarazione molto netta, assolutamente insolita per la Merkel, che appare come una risposta all’amministrazione Trump, protagonista di una serie di attacchi alla Germania, accusata di approfittare di «un’euro nettamente sottovalutato» come ha detto il consigliere di Trump, Peter Navarro, capo del National Trade Council. La Germania ha chiuso il 2016 con un surplus commerciale record di 253 miliardi di euro. L’interscambio con gli Usa è nettamente a favore della Germania: lo scorso anno gli Stati Uniti hanno importato 114 miliardi di dollari di merci dalla Germania contro i 49 miliardi di import tedesco dagli Usa.

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La cancelliera ha comunque precisato che «la politica monetaria della Bce è indipendente e dunque io non ho alcuna influenza in quanto cancelliere». Il messaggio a Trump è chiaro: è vero, l’euro è sottovalutato, ma non per colpa della Germania e anzi se fosse per Berlino, preferirebbe avere una moneta più forte come ai tempi del marco. Dichiarazioni da leggere anche in chiave pre-elettorale: la Merkel cerca il quarto mandato nelle elezioni di settembre e secondo gli ultimi sondaggi è indietro rispetto al candidato socialdemocratico Martin Schulz.

LA DISCESA DELL’EURO

Dollari per euro. Dal 2014 al 2017

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Negli ultimi tre anni l’euro è sceso di quasi il 25% nei confronti del dollaro, toccando un minimo di 1,034 a gennaio, il livello più basso da circa 14 anni. Venerdì ha chiuso intorno a quota 1,06 dollari. La Bce ha avviato un massiccio programma di acquisto di titoli di Stato nel marzo 2015, un programma che andrà avanti almeno fino a dicembre: questo ha contribuito a indebolire l’euro proprio mentre la Federal Reserve ha iniziato - sia pure molto lentamente - ad alzare i tassi d’interesse.

In una conferenza stampa congiunta con il vice presidente Michael Pence, Merkel ha anche difeso il surplus commerciale da record della Germania. «Se ci guardiamo intorno in questa stanza e osserviamo quanti iPhones e prodotti Apple sono presenti, credo che il vicepresidente americano possa essere completamente soddisfatto, mentre la Quinta Strada a New York è ancora poco popolata di auto tedesche». Poco prima di essere eletto, Trump in un’intervista si era lamentato per il numero eccessivo di Mercedes che a suo avviso circolano sulla Quinta Strada.

Al di là delle battute, Merkel ha concluso con una riflessione: «Nei prossimi vent’anni - ha detto - la Germania vivrà uno dei più grandi cambiamenti demografici dopo il Giappone. Questo porta a determinati attitudini al consumo e al risparmio da parte dei tedeschi che in qualche modo si riflette sull’avanzo commerciale». Tradotto: la popolazione tedesca invecchia, spende meno e risparmia di più e dunque la Germania importa meno di quanto esporta.

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