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Mes, accordo Eurogruppo: prestiti a tassi quasi zero per spese sanitarie fino al 2% del Pil. All’Italia 36 miliardi

Ogni Stato membro potrà spendere fino al 2% del Pil per finanziare la lotta al Coronavirus ottenendo finanziamenti a tassi agevolati con durata fino a 10 anni e senza alcun tipo di condizionalità se non quella di destinare i fondi alla sanità

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Il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno (Reuters)

Ogni Stato membro potrà spendere fino al 2% del Pil per finanziare la lotta al Coronavirus ottenendo finanziamenti a tassi agevolati con durata fino a 10 anni e senza alcun tipo di condizionalità se non quella di destinare i fondi alla sanità


2' di lettura

L’Eurogruppo ha trovato un accordo definitivo sull’uso del Mes per finanziare la spesa sanitaria anti-Covid. Ogni Stato membro potrà spendere fino al 2% del Pil per sostenere la lotta al Coronavirus ottenendo finanziamenti a tassi agevolati con durata fino a 10 anni e senza alcun tipo di condizionalità da parte del fondo salva-Stati per l’erogazone dei prestiti, a differenza di quanto avvenuto in passato per i salvataggi di Stati membri come accadde con la Grecia.

O meglio, c’è una sola condizione: che le spese, dirette o indirette, siano destinate ad affrontare la crisi sanitaria e quindi vadano a finanziare gli ospedali e tutta la rete medica di assistenza pubblica, come ha ricordato il commissario agli Affari Economici Paolo Gentiloni. I fondi potranno essere richiesti fino alla fine del 2022 ma sono possibili ulteriori proroghe. I prestiti agli Stati del Meccanismo europeo di stabilità saranno pienamente operativi dal 1° giugno. Per l’Italia sono potenzialmente disponibili fino a 36 miliardi di euro. Ogni Stato membro è libero di decidere se e in quale misura attivare la richiesta di prestiti.

Scadenza dei prestiti a dieci anni, tasso annuale a 0,1%, costo una tantum di 0,25% e costo annuale di 0,005%: queste le caratteristiche della nuova linea di credito del Mes dedicata alla pandemia. «Dopo il 2022, gli Stati restano impegnati a rafforzare i fondamentali economici, in modo coerente con il coordinamento fiscale e di bilancio, e il quadro di sorveglianza, compresa la flessibilità» delle regole Ue, si legge nelle conclusioni dell'Eurogruppo.

«Tutti i paesi dell'area dell'euro saranno in grado di trarre il 2% del loro pil in prestiti a condizioni molto favorevoli e scadenze lunghe. Ciò coprirà i loro costi sanitari diretti e indiretti, che si sono gonfiati», ha detto il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno ricordando che «non tutti i Paesi hanno la stessa potenza di fuoco e dobbiamo garantire condizioni di parità. Questo è il motivo per cui siamo stati impegnati a rendere pienamente operativi questi ‘backstop'.Oggi l'Eurogruppo è pronto a concordare tutte le caratteristiche e i dettagli del sostegno alla crisi pandemica, il nostro backstop basato sul Mes».

«Tutti quelli che hanno fatto perdere tempo agli italiani e hanno lanciato offese, adesso abbiano il coraggio di chiedere scusa». È il primo commento del presidente dell'Europarlamento David Sassoli sulle conclusioni dell'Eurogruppo. «Non ho mai avuto dubbi - continua Sassoli - che la linea sanitaria del Mes sarebbe stata senza condizioni e utile per affrontare l'emergenza sanitaria nei nostri paesi», ha aggiunto Sassoli.

Di segnale forte di solidarietà Ue parla il ministro delle Finanze tedesco, Olaf Scholz: «Oggi i Paesi dell'Eurozona hanno inviato un segnale forte e solidale esprimendo la volontà di combattere insieme la crisi del coronavirus». I “240 miliardi di euro” della linea “sono una risposta forte”, ha detto, sottolineando che l'intesa è “il prerequisito per azionare rapidamente l'intero pacchetto di salvataggio a sostegno degli Stati membri”.

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