la polemica sul fondo salva stati

Mes, asse Di Battista con Di Maio: così non conviene

In un lungo post condiviso da Alessandro Di Battista, il capo politico M5s ribadisce la trincea del M5S sul Mes: «Decideremo noi come e se dovrà passare questa riforma»


Cosa è il Mes, il meccanismo europeo di stabilità

3' di lettura

Il giorno dopo le dichiarazioni di Giuseppe Conte in difesa di se stesso e del Mes (il Fondo Salva Stati), il capo politico dei 5 Stelle torna sulla vicenda con una dichiarazione via Facebook dai toni barricaderi: «Il M5S dice una cosa chiara: c'è una riforma in corso, prendiamoci del tempo per fare delle modifiche che non rendano questo fondo un pericolo. Siamo al governo. Questo significa che abbiamo la possibilità, ma anche la responsabilità, di agire per migliorare le cose. Il M5S continua ad essere ago della bilancia. Decideremo noi come e se dovrà passare questa riforma del Mes». Una posizione che ottiene il plauso di Alessandro Di Battista, che lo segue nella linea dura: «Concordo. Non così, non conviene all'Italia. Punto».

Di Maio: non si firma solo Mes, ma pacchetto
Il leader M5s non solo rivendica dunque il ruolo decisivo nel via libera alla riforma del Mes ma inserisce quest’ultima in un pacchetto complessivo. «Giuseppe Conte ha detto ieri che tutti i ministri sapevano di questo fondo. Sapevamo che il Mes era arrivato ad un punto della sua riforma, ma sapevamo anche che era all'interno di un pacchetto, che prevede anche la riforma dell'unione bancaria e l'assicurazione sui deposito. Per il M5S - è il ragionamento - queste tre cose vanno insieme e non si può firmare solo una cosa alla volta». Di Maio osserva inoltre che «il Meccanismo europeo di stabilità è quel fondo da cui uno Stato può attingere in caso di difficoltà. E questa sarebbe anche una cosa positiva, se solo nella riforma che si sta discutendo in Europa non ci fossero aspetti che in futuro rischiano di far finire l'Italia sotto ricatto. È questo che non ci sta bene».

Conte: lavoriamo per rendere Mes utile all'Italia
«È legittimo sollevare criticità ma poi bisogna operare una sintesi complessiva. Certamente l'ultima parola spetta al Parlamento ma noi prima lavoreremo per rendere questo progetto non solo compatibile ma utile agli interessi dell'Italia» ha detto il premier Giuseppe Conte registrando le «differenti sensibilità» tra le forze politiche di
maggioranza sulla riforma del Mes (il Pd è sostanzialmente favorevole all'accordo raggiunto) ma negando una sua contrapposizione con Di Maio: «mi sento quotidianamente, abbiamo fatto sul Mes un vertice, ci siamo
confrontati, abbiamo fatto un comunicato congiunto». Parole confermate dal leader M5s: «Conte l'ho sentito due ore fa e siamo in piena sintonia sia sul Mes sia sul tema della prescrizione».

Salvini: trattato non è emendabile, è da bloccare
Mentre il leader della Lega chiude su tutta la linea. Sul Mes «noi non abbiamo cambiato posizione rispetto a sette anni - spiega Salvini - eravamo contro allora siamo contro le modifiche oggi». E attacca: dal nostro punto di vista il trattato sul Mes «non è emendabile, è da bloccare punto. Quando parlavo di emendabilità riportavo le parole del vice-capogruppo dei 5 stelle Silvestri che esprimeva tutti i suoi dubbi ieri alla Camera. Per noi è una esperienza chiusa, che non è utile né modificare né ripetere».

Panetta: è un'assicurazione, va fatta ora senza crisi
Diversa la posizione di Fabio Panetta, nell'audizione al Parlamento. Per il candidato al board della Bce, nella riforma del Mes non ci sono grandi cambiamenti, e bisogna vederla come una sorta di assicurazione che va fatta ora che nessun Paese è in difficoltà sui mercati o con i suoi conti pubblici. «Non vedo grandi cambiamenti nella riforma del Mes, che va visto come una sorta di assicurazione, come quella delle auto, che compriamo ma poi speriamo di non usarla. Ed è il momento giusto per introdurla perché nessun Paese è in crisi, o sotto procedura per deficit, gli Stati possono accedere ai mercati a buone condizioni e nessuno sembra aver bisogno del Mes» ha detto Panetta. Il Mes e la sua riforma sono pensati per «per rafforzare la zona euro», ha aggiunto.

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