verso l’eurogruppo

Mes, la Commissione Ue non porrà condizioni a chi riceve i fondi

I commissari Gentiloni e Dombrovskis chiariscono in un documento che la richiesta dei fondi della nuova linea di credito del Mes non comporterà programmi di aggiustamento dei conti pubblici

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(AFPAFP)

I commissari Gentiloni e Dombrovskis chiariscono in un documento che la richiesta dei fondi della nuova linea di credito del Mes non comporterà programmi di aggiustamento dei conti pubblici


3' di lettura

La Commissione europea scende in campo nel dibattito, molto acceso in Italia, sulla condizionalità dei prestiti del Mes, il fondo salva-Stati europeo. E afferma che non ci saranno programmi di aggiustamento macroeconomico richiesti agli Stati che usufruiranno dei prestiti del Meccanismo europeo di stabilità.

È quanto indica una serie di documenti che la Commissione europea ha inviato all'Eurogruppo e al Mes in vista della riunione di domani dell'Eurogruppo e in una lettera del vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis e del responsabile dell'economia Paolo Gentiloni al presidente Eurogruppo Mario Centeno.

Niente troika per controllo spese sanitarie
Il controllo sulle spese sanitarie, precisano i due commissari responsabili dei portafogli economici, avverrà senza coinvolgere organismi con la troika, la triade formata da Commissione, Bce e Fmi che monitora i Paesi che chiedono assistenza finanziaria. La Commissione concentrerà il suo monitoraggio sull'uso dei fondi della nuova linea di credito Mes soltanto sulla sua «unica condizionalità», cioè le spese dirette e indirette legate al virus. «La Commissione ritiene che non ci sia bisogno di reporting aggiuntivo», scrivono i commissari, e che «non condurrà missioni ad hoc in loco, oltre a quelle previste dal Semestre europeo».

L'impatto della pandemia «pone dei rischi per la stabilità finanziaria dell'Eurozona, ma allo stesso tempo la situazione economica è fondamentalmente solida» scrive la Commissione nella valutazione di idoneità al Mes chiamata a fare in vista della nuova linea di credito destinata alla spesa sanitaria. In tutti i 19 Paesi della zona euro «i debiti pubblici sono sostenibili, si manterrà l'accesso ai mercati a condizioni ragionevoli, nessuno è in procedura per debito o deficit e per la Bce non ci sono problemi di solvibilità del settore bancario».

Debito italiano sostenibile
L'analisi della sostenibilità del debito italiano «indica che, malgrado i rischi, il debito resta sostenibile nel medio termine, anche grazie a importanti fattori mitiganti» come il profilo del debito, con scadenze medie a 8 anni che smorzano i rischi dei temporanei aumenti dei tassi. Quindi «anche se il debito si deteriora per la crisi del COVID-19, il rapporto debito/Pil nello scenario di base resta su una traiettoria di discesa nel medio termine».
Il debito italiano aumenterà a quasi 154% del Pil nel 2021, il deficit a 11% del pil quest'anno e & 6,5% l'anno prossimo. Nel tempo il debito dovrebbe scendere progressivamente portandosi al di sopra del 140% nel 2030 “sostenuto da un aggiustamento fiscale graduale e dalla ripresa dell'economia”. Così scrive la Commissione europea nel rapporto preparato per l'Eurogruppo sulla sostenibilità del debito negli Stati. La Commissione nota che “le condizioni del finanziamento sul mercato restano accomodanti, i rendimenti sono bassi e lo spread è rimasto contenuto”. Non solo il Tesoro “ha grandi riserve di liquidità”, ma “il profilo del debito e la posizione esterna mitigano le vulnerabilità derivanti dal debito” elevato. Inoltre, “la valutazione della sostenibilità del debito indica che, nonostante i rischi, la posizione del debito resta sostenibile nel medio termine anche dati importanti fattori di mitigazione. In particolare, anche se la posizione del debito si è deteriorata in conseguenza della crisi covid-19, il tasso debito/pil è atteso restare in un percorso sostenibile declinante nel medio termine”.
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