Audizione davanti alle commissioni riunite

Franco: pronti a rivedere Pnrr se caro-bollette impatta. A maggio Dpcm revisione spesa ministeri

In occasione di un question time alla Camera, invece, il ministro ha chiarito che il Governo presenterà un disegno legge di ratifica del Mes alla Camera e che con Ue non è stata ancora definita la proroga della dismissione di Mps

Il ministro dell’Economia Daniele Franco (foto Ansa)

3' di lettura

I costi elevati dell’energia potrebbero avere un impatto sui progetti del Pnrr ma è ancora presto per quantificare. È quanto ha chiarito il ministro dell’Economia Daniele Franco, durante un’audizione alle Commissioni riunite Bilancio, Finanze e Politiche Ue di Camera e Senato, sullo stato di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. «C’è molta incertezza su quanto a lungo i costi dell’energia resteranno elevati», ha continuato il responsabile dell’Economia, e quindi della «dinamica dei costi delle materie prime. È presto per avere una quantificazione ma siamo consapevoli che è un problema rilevante e siamo pronti a vedere se questo debba essere affrontato», ha detto Franco, ricordando che «la normativa Ue prevede una procedura di revisione dei contenuti del piano ove sopravvengano fattori che rimettono in discussione gli obiettivi».

A maggio Dpcm revisione spesa ministeri

L’intervento del ministro ha toccato anche il tema della spesa pubblica. «Sul lato della spesa pubblica, vi è l’impegno a una revisione annuale per il 2023-2025 con il potenziamento degli strumenti di analisi del Mef. Si prevede che ai ministeri siano attribuiti per il 2023-2025 obiettivi di spesa con un Dpcm entro il 31 maggio, con a dicembre una relazione sui risultati».

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In arrivo 24 miliardi dalla Ue

Il ministro ha poi detto che sono in arrivo 24 miliardi dalla Ue. «I risultati previsti per l’attuazione del Pnrr nel 2021 sono stati raggiunti, e abbiamo inviato la prima richiesta alla Commissione europea per 24 miliardi. Ci aspettiamo che il pagamento avvenga nelle prossime settimane», ha spiegato il ministro dell’Economia Daniele Franco durante un’audizione alle Commissioni riunite Bilancio, Finanze e Politiche Ue di Camera e Senato, sullo stato di attuazione del Pnrr.

A giugno 200 milioni in meno su 191 miliardi

Il responsabile dell’Economia ha spiegato che dei 191,5 miliardi di euro del Pnrr, cui si aggiungono i 30 miliardi del fondo complementare, «ci aspettiamo che a giugno le risorse a disposizione per l’Italia siano ridotte di circa 200 milioni». Franco ha fatto riferimento agli aggiustamenti in sede europea alla luce dell’andamento del Pil nel 2020 e 2021. «Ci saranno aggiustamenti maggiori per altri Paesi nelle due direzioni. - ha detto il ministro - Si pone il problema di questi 200 milioni, comunque di entità relativamente limitata».

Inflazione preoccupa, pronti a intervenire

Franco ha parlato anche dell’effetto che la corsa dei prezzi potrebbe avere sul Pnrr. L’inflazione elevata era «un elemento non atteso quando si è disegnato il Next Generation EU», ha affermato, quindi «se diventasse un ostacolo sulle linee di progetto, molte o poche, dovremo intervenire. Lo faremo nei prossimi mesi quando sapremo il tasso» come evolve. Franco ha sottolineato che «resta uno dei problemi principali» e che preoccupa il Governo. «Nel calcolare i 191 miliardi si è tenuto conto di un’inflazione al 2%», ma «non si era messo in conto che i prezzi potessero accelerare come ora», ha detto.

100 obiettivi nel 2022, enti locali al centro

«Per il 2022 gli obiettivi del Pnrr - ha aggiunto Franco - sono 100, a cui è legata l’erogazione di 46 miliardi», e nel primo semestre gli obiettivi sono 45, di cui due già raggiunti, per una rata da 26 miliardi. «Rispetto al 2021 cresce il numero degli obiettivi quantitativi, che diventano 17» dai 2 del 2021. Inoltre «nel 2022 cresce molto il ruolo degli enti locali», che è «uno dei temi più complessi dell’attuazione del piano: è importante che gli enti abbiano nella fase di attuazione delle competenze adeguate», ha ricordato il ministro nel suo intervento. Franco ha ricordato che «è stato appena istituito un tavolo di monitoraggio delle misure per rafforzare gli enti locali», che avrà un ruolo «molto importante».

Il question time alla Camera

Poche ore prima Franco è intervenuto in aula alla Camera, in occasione di un question time. È stata quella l’occasione per affrontare dossier politicamente ed economicamente importanti, quali il Mes e il destino di Mps. Il Governo, ha spiegato in quell’occasione, intende presentare il disegno di legge di ratifica del Mes alla Camera. Franco ha ricordato che l’iter di ratifica è stato già completato da 17 stati membri europei su 19. E sul dossier Mps, Franco ha chiarito che è stata avviata un’interlocuzione con Bruxelles per una congrua proroga.

Mps, con Ue non ancora definita proroga dismissione

Sul Montepaschi, ha continuato Franco, «l’interlocuzione con la Commissione europea è in corso» e riguarda sia il piano industriale che il rafforzamento patrimoniale, con un aumento di capitale stimato in 2,5 miliardi di euro. lIl ministro ha ricordato che anche riguardo alla proroga di Mps, richiesta dal Mef dopo la «comprovata impossibilità» di dismettere la partecipazione pubblica nei tempi precedentemente concordati, «il termine non è stato ancora definito».

Al Mezzogiorno il 45% delle risorse già allocate

E proprio sul tema Pnrr, il ministro in occasione del question time ha spiefìgato che al Mezzogiorno è stato destinato il 45% delle risorse già allocate del Recovery plan. Franco ha aggiunto che il raggiungimento dell’obiettivo dei fondi per il Mezzogiorno è «una priorità».

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