dopo il discorso di montecitorio

Mes, frizioni tra Conte e Di Maio: preoccupa la tenuta del governo

Sempre più in bilico i rapporti tra premier e M5S. Il Pd invoca «responsabilità e buonsenso», intanto il Movimento prepara una risoluzione. In attesa dell’Eurogruppo del 4 dicembre


Mes, Conte: contro di me accuse false, il trattato non è firmato

4' di lettura

«Soddisfatti della posizione espressa dal premier Giuseppe Conte» in Parlamento sul Mes «ma preoccupati delle fibrillazioni che a turno alcuni alleati quotidianamente sembrano provocare al governo». È quanto emerge dalla riunione dei ministri Pd con Dario Franceschini, che ha preceduto il Consiglio dei ministri. «Siamo fiduciosi che prevalga responsabilità e buonsenso», sottolineano le stesse fonti. Intanto sul fronte M5S si studiano le prossime mosse da intraprendere.

Dentro e fuori Montecitorio
Un punto sui lavori dell’esecutivo, inclusa la manovra, è stato fatto prima del Consiglio dei ministri nel corso della riunione dei ministri e sottosegretari pentastellati con il capo politico Luigi Di Maio. Nella riunione, che si è svolta a Palazzo Chigi e non alla Farnesina, è stato toccato anche il dossier del Mes. E, a quanto si apprende, è stato deciso di affidare la risoluzione del M5S ai due capigruppo alla Camera e al Senato, Francesco Silvestri (che è facente funzioni) e Gianluca Perilli. Alla risoluzione lavorerà in coordinamento per il governo la sottosegretaria agli Affari Ue Laura Agea.
Lunedì 2 dicembre doveva essere il giorno del gran duello tra Giuseppe Conte e Matteo Salvini ma è stata anche l’ennesima giornata di tensione all’interno della maggioranza sul Mes. Con l’ennesima tappa del rapporto sempre più in salita tra il capo del governo e Luigi Di Maio. Per questo, in queste ore più che mai, la date da segnare con il rosso sono quelle del 10 e 11 dicembre, quando Conte riferirà alla Camera e al Senato in vista del Consiglio Ue (potendo contare su una possibile sponda di Berlino).

Di Maio: «Criticità evidenti»
Il leader M5S Luigi Di Maio, intanto, non arretra: «Nel suo intervento alla Camera - dichiara - il presidente del Consiglio ha messo a tacere falsità e fake news diffuse dalle opposizioni in questi giorni, il che restituisce dignità al dibattito politico in corso, sul quale abbiamo apprezzato la posizione ribadita circa la logica di pacchetto come richiesto al vertice di maggioranza dal Movimento 5 Stelle. A tal proposito, il M5S oggi più che mai è compatto di fronte alla necessità di dover rivedere questa riforma che, a oggi, presenta criticità evidenti», ha concluso il ministro degli Esteri.

GUARDA IL VIDEO. Mes, Conte: «Contro di me accuse false»

Verso l’Eurogruppo del 4 dicembre
E quando la maggioranza sarà chiamata a una risoluzione unitaria che non sconfessi quel negoziato che, da qui alla prossima settimana, l’Italia intavolerà con l’Ue sull’intero pacchetto dell'Unione economica e monetaria. I margini, spiegano fonti di Palazzo Chigi, ancora ci sono. Sarà il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, all’Eurogruppo del 4 dicembre, a valutarne la percorribilità. Difficile cambiare, nel suo cuore, il nuovo trattato per il Meccanismo Economico di Stabilità. Più concreta la possibilità di «migliorare» gli allegati e il pacchetto dell’Unione bancaria, o comunque, di rinviare la firma della riforma con il placet di qualche alleato Ue.

La porta socchiusa di Merkel
«C’è sempre e c’è sempre stato spazio» per la trattativa per i singoli Paesi, «ma ci sono anche regole che vanno rispettate» nell’interesse di tutti i Paesi membri, è la porta socchiusa lasciata oggi dalla cancelliera Angela Merkel, sponda spesso cercata da Conte anche nei momenti più critici. Un escamotage per rinviare all’inizio del 2020, osserva una fonte di maggioranza, potrebbe essere la situazione politica di Malta, dove le proteste incombono e Muscat è un premier alle sue battute finali. Ma si tratta di ipotesi, anche perché, dall’Eurogruppo sono piuttosto chiari: «La riforma del Trattato sul Mes è stata già approvata a giugno, stiamo solo discutendo la legislazione secondaria, meglio chiudere ora», sottolineano.

Le frizioni Conte-M5S
Gualtieri, insomma, difficilmente potrà fare miracoli. Tutto sta nel come il suo lavoro sarà accolto dal M5S. Movimento nel quale, per il premier, ci sono due ordini di problemi: l’atteggiamento di Di Maio e la tenuta dei gruppi. A pochi, alla Camera, è sfuggito l’atteggiamento del ministro degli Esteri durante l'informativa di Conte. Mentre i colleghi di governo annuivano Di Maio assisteva impassibile, senza mai applaudire. E al Senato il capo politico M5S non era in Aula, come anche una trentina di senatori del Movimento. Del resto, a qualcuno tra i pentastellati l’intervento di Conte è sembrato soprattutto una difesa di Gualtieri. E non è sfuggito il riferimento del premier - nelle ricostruzioni fatte in Aula - al fatto che «tutti i ministri» sapevano del negoziato. Tanto che, nel pomeriggio, lo stesso Conte è stato costretto a chiarire un concetto: nelle sue parole non c’erano frecciate a Di Maio ma il governo è «unito» nel voler migliorare il Mes.

Le mosse di Salvini e Renzi
Al Senato, però, in vista della risoluzione, si naviga in alto mare. «Bisogna fare interventi nel merito, bisogna studiare», spiega Laura Bottici, che si occupa da mesi e mesi della materia. Il problema, in realtà, è più generale e lega il Mes alle alleanze sulle Regionali fino alla durata e alla densità che nel M5S si vuole dare al governo giallorosa. Al Senato e alla Camera ci sono i pasdaran del Mes ma c’è anche chi, sull’argomento, prevede senza alcun rimpianto la caduta del governo. Ed è su questi esponenti che si concentra l’Opa di Matteo Salvini che, in Aula al Senato, non a caso punta il mirino proprio sulle divisioni tra Conte e il M5S. I malumori nel Pd si moltiplicano. Goffredo Bettini avverte che o si cambia musica o si chiude il sipario e i renziani, mai come in queste ore scettici sulla durata del governo Conte 2 (ma non della legislatura). Tutte tensioni che, se da un lato lasciano intatto l’intervento di emergenza su Alitalia, dall’altro rischiano di complicare le battute finali della manovra. Non a caso, da giorni, Conte pensa al rilancio del programma di governo subito dopo l’ok alla legge di bilancio. Il rischio, tuttavia, è che allora sia già troppo tardi.

PER APPROFONDIRE:
Se la Repubblica è fondata anche sul debito
Mes, 5 miti da sfatare sul Fondo salva-Stati

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...