il vertice sul fondo salva stati

Mes, Gualtieri difende la riforma. Incontro non risolutivo

Il ministro Gualtieri riferirà sul caso in Senato il 27 novembre, Conte il 10 dicembre.


Mes, cosa cambia con la riforma "Salva-Stati"

3' di lettura

È stato un incontro nel merito, tecnico, svoltosi in un'atmosfera positiva e costruttiva. È quanto si apprende da fonti di maggioranza in merito al vertice tenutosi questa mattina a Palazzo Chigi sul Meccanismo economico di Stabilità. Il titolare del Mef Roberto Gualtieri, spiegano le stesse fonti, è stato e determinato nello spiegare la bontà dell'accordo, pur sottolineando la posizione paradossale in cui si è trovato, ossia dover difendere un'intesa attaccata dalla Lega, che invece l'ha negoziata.

Nel vertice, si spiega, non c'è stato alcuno scontro ideologico: non è stato un incontro risolutivo però è sicuramente un passo avanti. All'incontro c'è stata forte sintonia sulla necessità che, riguardo al terzo aspetto del pacchetto richiesto dall'Italia a giugno che riguarda l'introduzione della garanzia sui depositi nell'ambito del completamento dell'Unione bancaria, la roadmap sia sufficientemente ambiziosa e salvaguardi gli interessi del Paese.

Alla riunione, chiesta a Di Maio dai deputati M5s, oltre al premier Giuseppe Conte, erano presenti, tra gli altri, il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, il titolare della Farnesina Luigi Di Maio, il capo delegazione del Pd e ministro della Cultura Dario Franceschini, il ministro degli Affari Ue Enzo Amendola, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D'Incà. Il ministro Gualtieri riferirà sul caso comunque in Senato il 27 novembre, Conte il 10 dicembre

Salvini: pronto a un confronto con Conte sul Mes
Intanto il leader della Lega Matteo Salvini chiede in diretta su Rai Uno un confronto televisivo con il premier: «Abbiamo sempre detto no - ha ribadito Salvini a Unomattina - Sono pronto a un confronto tv con Conte sul Mes, se viene qui fa la figura del bugiardo o dello smemorato, sono pronto quando vuole». Poi aggiunge: «Non vorrei che Conte avesse venduto la nostra sovranità per tenersi la poltrona. Se così fosse, sarebbe alto tradimento e, in pace o in guerra, è un reato punibile con la galera».

Moscovici: riforma Mes non è un problema per Italia
«Sulla riforma del Meccanismo europeo di stabilità abbiamo evitato una deriva dannosa che altri avrebbero voluto, un automatismo nella ristrutturazione del debito che sarebbe citata dannosa» ha detto il commissario Ue agli Affari economici Pierre Moscovici, aggiungendo che
«nessuno ha voluto mettere l'Italia sotto tutela» e parlando di «una riforma accettabile e vantaggiosa» per il nostro Paese.

Ecco cosa cambia con la riforma del Salva-Stati
La riforma del Meccanismo europeo di stabilità è un dossier aperto da almeno due anni e che dovrebbe chiudersi a dicembre, se Eurogruppo ed Eurosummit daranno l’ok. Già a gennaio 2018 l’Eurogruppo cominciò a
discutere di come utilizzare al meglio il fondo che in passato è servito a salvare la Grecia e gli altri Paesi che hanno chiesto aiuti all’Ue, ma che oggi si vorrebbe rendere utile non soltanto nelle emergenze. Con la riforma, il Mes, acquisterebbe dunque nuove funzioni e nuovi poteri. L’innovazione principale è quella che vede il fondo assumere la funzione di paracadute finale (backstop) del fondo di risoluzione unico delle banche (SRF). Si tratta di una linea di credito da 70 miliardi, a cui i Paesi potranno accedere qualora i loro fondi nazionali per le risoluzioni bancarie (risorse
delle banche e non pubblici) non siano sufficienti.

Un’altra novità è l’introduzione di linee di credito precauzionali più efficaci, ovvero utilizzabili in caso un Paese venga colpito da uno shock economico e voglia evitare di finire sotto stress sui mercati. La novità è che non si dovrà firmare un Memorandum, come quello che firmò la Grecia e che conteneva condizioni molto rigide, ma si firmerà una lettera d’intenti che assicura il rispetto delle regole del Patto di stabilità. Ma il ministro dell’economia Roberto Gualtieri assicura che la riforma non introduce «in nessun modo la necessità di ristrutturare preventivamente il debito per accedere al sostegno finanziari».

Per approfondire

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