LA NOTA DELL’EX PREMIER

Mes, Berlusconi annuncia: «Non voteremo a favore della riforma». E scoppia la protesta nei gruppi azzurri

Dopo il sostegno di Forza Italia al Governo in occasione del voto sullo scostamento di bilancio, nota dell’ex presidente del Consiglio: «La modifica del Meccanismo di Stabilità approvata dall'eurogruppo non è soddisfacente per l'Italia e non va neppure nella direzione proposta dal Parlamento europeo»

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Dopo il sostegno di Forza Italia al Governo in occasione del voto sullo scostamento di bilancio, nota dell’ex presidente del Consiglio: «La modifica del Meccanismo di Stabilità approvata dall'eurogruppo non è soddisfacente per l'Italia e non va neppure nella direzione proposta dal Parlamento europeo»


3' di lettura

L’appoggio al governo fornito da Forza Italia in occasione del voto in parlamento sullo scostamento di bilancio è stata una mossa dettata da quella particolare situazione, ma non sembra preludere a una strategia strutturata di sostegno esterno all’esecutivo.

La sensazione emerge dalla lettura della nota con la quale il leader del partito Silvio Berlusconi ha chiarito che il 9 dicembre, giorno delle comunicazioni in aula al Senato del presidente del Consiglio Conte sulla riforma del Salva Stati vista del Consiglio europeo del 10 e dell’11 che dovrebbe approvarla, «non sosterremo in Parlamento la riforma del Mes perché non riteniamo che la modifica del Meccanismo di Stabilità approvata dall'eurogruppo sia soddisfacente per l'Italia e non va neppure nella direzione proposta dal Parlamento europeo». Insomma, con questa comunicazione Forza Italia annuncia una posizione comune alle altre due forze politiche del centrodestra, la Lega e Fratelli d’Italia.

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Scoppia protesta gruppi Fi, capigruppo prendono tempo

Una strategia che ha creato scompiglio nel partito. È scoppiata la protesta e il malessere dei parlamentari azzurri, spiazzati dalla scelta di Berlusconi di votare contro la riforma del Mes. Subito dopo la nota del Cavaliere, in linea con le tesi della Lega, le chat di Forza Italia sono esplose. In molti hanno ricordato come per mesi Fi si sia battuta a favore del Mes, tanti di loro fanno anche parte dell'intergruppo favorevole al Mes. Quindi hanno chiesto un chiarimento immediato alle due capigruppo, che però - a quanto si apprende - avrebbero deciso di rinviare un confronto. Tenerlo oggi avrebbe comportato il rischio di spaccare i gruppi.

I due punti deboli

«Due sono i motivi che principalmente ci preoccupano - ha messo ancora in evidenza la nota del leader azzurro -. Il primo: le decisioni sull'utilizzo del fondo verranno prese a maggioranza dagli Stati. Il che vuol dire che i soldi versati dall'Italia potranno essere utilizzati altrove anche contro la volontà italiana. Il secondo: il Fondo sarà europeo solo nella forma perché il Parlamento europeo non avrà alcun potere di controllo e la Commissione europea sarà chiamata a svolgere un ruolo puramente notarile».

L’altolà di Salvini

Un chiarimento che è giunto a stretto giro dopo che Matteo Salvini aveva lanciato un messaggio chiaro: parlando della riforma del Mes in una diretta Facebook, il leader del Carroccio aveva lanciato una sorta di “ultimatum”. «Chiunque in Parlamento approverà questo oltraggio e danno per l'Italia e le generazioni future - aveva detto -, si prende una grande responsabilità. Se lo fa la maggioranza, non mi stupisce. Se lo fa qualche membro dell'opposizione, finisce di essere compagno di strada della Lega, perché si ipoteca il futuro dei nostri figli per i prossimi 30 anni mettendolo in mano a qualche burocrate che sta a Bruxelles».

Meloni (FdI), grazie a Cav per averci seguito sul no

La nota di Berlusconi ha registrato anche il plauso di FdI. «Fratelli d'Italia ringrazia gli alleati di Forza Italia, e in particolare Silvio Berlusconi, per averci seguito sul tema del Mes e aver deciso di votare no insieme a noi il 9 dicembre in Parlamento - si legge in una nota di Giorgia Meloni -. È una battaglia di cui Fratelli d'Italia si è fatto promotore fin da subito, che da sempre condividiamo con Matteo Salvini e la Lega e che siamo felici oggi raccolga la posizione del centrodestra unito». «Il 9 dicembre - conclude Meloni - scriveremo insieme una pagina di storia per difendere la sovranità nazionale dal cappio che l'eurosistema vorrebbe stringere al collo dell'Italia. Sarà l'ennesima prova di unità e di compattezza di un centrodestra che la maggioranza sperava inutilmente di riuscire a dividere».

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