vertice a palazzo chigi

Moscovici: «Con la riforma del Mes l'Italia non finisce sotto tutela»

Alla vigilia, dopo la polemica con il leader della Lega Matteo Salvini, accusato di essere un «irresponsabile» per aver sollevato un «delirio collettivo» su una riforma in realtà ampiamente condivisa dal Carroccio, Conte ha ricordato che lo stesso Salvini «qualche mese fa partecipava ai tavoli dove si discuteva del Mes»

Mes, cosa cambia con la riforma "Salva-Stati"

Alla vigilia, dopo la polemica con il leader della Lega Matteo Salvini, accusato di essere un «irresponsabile» per aver sollevato un «delirio collettivo» su una riforma in realtà ampiamente condivisa dal Carroccio, Conte ha ricordato che lo stesso Salvini «qualche mese fa partecipava ai tavoli dove si discuteva del Mes»


2' di lettura

È durato circa due ore a Palazzo Chigi il vertice di maggioranza sul Meccanismo europeo di stabilità, ovvero sul sì dell'Italia alla revisione del cosiddetto Fondo salva Stati. Alla riunione, oltre al premier Giuseppe Conte, erano presenti il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, il titolare della Farnesina Luigi Di Maio, il capo delegazione del Pd e ministro della Cultura Dario Franceschini, il ministro degli Affari Ue Enzo Amendola, e il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D'Incà. Italia Viva era rappresentata da Luigi Marattini. Per Leu, Stefano Fassina.

Moscovici difende il Mes
Nel corso del vertice, Conte si è assentato per incontrare, sempre nelle sale di Palazzo Chigi, il Commissario europeo agli Affari economici (in scadenza) Pierre Moscovici, reduce da un incontro al Qurinale con il capo dello Stato Sergio Mattarella. Moscovici dopo il faccia a faccia con il premier ha difeso il Mes, che ha il pregio di aver evitato meccanismi automatici «nocivi», sottolineando come la riforma costituisca «non un problema ma un progresso», e un «passo in avanti» per il sistema bancario italiano. «Nessuno ha voluto mettere l'Italia sotto tutela» con la riforma del Mes, «credo sia una riforma accettabile e vantaggiosa per l'Italia», ha concluso Moscovici.

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Salvini: galera per Conte se colpevole di alto tradimento
Il leader della Lega torna intanto ad attaccare il premier sul fronte Mes. «Non vorrei che Conte avesse venduto la nostra sovranità per tenersi la poltrona. Se fosse andata così, allora saremmo di fronte ad alto tradimento. E, in pace come in guerra, è un reato punibile con la galera», ha ammonito Salvini intervistato a "Unomattina".

Le accuse del premier
Alla vigilia del vertice, dopo la polemica con il leader della Lega accusato di essere un «irresponsabile» per aver sollevato un «delirio collettivo» su una riforma in realtà ampiamente condivisa dal Carroccio, Conte ha ricordato che Salvini «qualche mese fa partecipava ai tavoli dove si discuteva del Mes». Da marzo a giugno 2019, in particolare, la maggioranza tenne quattro incontri con anche rappresentanti della Lega «in cui abbiamo discusso di Mes, delle fasi di avanzamento del negoziato e tutti i risvolti. Oggi lo stesso partito scopre l'esistenza del Mes e grida allo scandalo».

Dibattito avviato tre anni fa
Il riassetto dell'attuale governance del Mes per tener conto delle indicazioni che è possibile trarre dalla crisi dei debiti sovrani è stato avviato più di tre anni fa. Nel corso dell'ultimo anno, solo tre proposte sono sopravvissute al dibattito tra economisti, politici e governi Ue: la riforma che dà più poteri al Mes, il bilancio dell'Eurozona proposto dalla Francia ma poi depotenziato a "strumento di convergenza", e il completamento dell'Unione bancaria con lo schema comune di assicurazione sui depositi solo di recente rilanciato dalla Germania.

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