New York

Met chiuso: perdita di 100 milioni di dollari

In programma la resistenza sul web nel 150° anniversario della fondazione. Porte sbarrate anche negli altri musei dal MoMA al Whitney e al Guggenheim

di Giuditta Giardini


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3' di lettura

Il coronavirus arriva anche a New York, dove uno dopo l'altro i musei di Manhattan e Brooklyn, pubblici e privati hanno chiuso le porte per prepararsi all'emergenza. Uno dei primi ad annunciare la chiusura al pubblico è stato il Metropolitan Museum of Art , già dallo scorso giovedì 12 marzo, assieme al Jewish Museum e alla Frick Collection . I turisti durante weekend non si davano per vinti e bivaccavano sugli scalini del Met, ma le intenzioni del museo sono chiare. Nella lettera che Daniel H. Weiss, presidente e ceo, e Max Hollein, direttore del Met, hanno inviato ai capi dei vari dipartimenti si comunica che il museo resterà probabilmente chiuso fino a luglio. La perdita calcolata è pari a 100 milioni di dollari. “Questo è un momento estremamente difficile per tutti noi, come membri dello staff del museo abbiamo una profonda responsabilità di proteggere e preservare i tesori del museo che abbiamo ereditato”. La governance del Met mai si sarebbe aspettata di dover pronunciare queste parole nel 150° anniversario della fondazione museo, anno che avrebbe dovuto celebrare i fasti dell'istituzione con una ricca programmazione a facilitare nuovi record di visite e incassi.

Il Metropolitan Museum ha una media annua di 7 milioni di visitatori, l'ingresso è a offerta, ma il prezzo “raccomandato” per persona è pari a 25$ circa 23,18€, il budget annuale del museo è di 320 milioni di dollari con un fondo fatto di lasciti e donazioni (endowment funds) pari a $3,6 miliardi per investimenti e programmazione a lungo termine. Se un museo del calibro del Met tentenna di fronte alla chiusura forzata, che cosa accadrà a musei o istituzioni culturali di piccole e medie dimensioni o ai musei privati?

Gestione del personale e fondo di emergenza
Se il Met riesce ancora a pagare 16 milioni di dollari al mese in stipendi, altre istituzioni culturali più piccole non ce la fanno. Il modello utilizzato da alcuni musei newyorchesi e librerie indipendenti prevede misure drastiche come il licenziamento del personale da poco assunto per evitare la dispersione di fondi. Secondo il New York Times, il Tenement Museum del Lower East Side, con un endowment pari a $2,7 milioni di cash, ha licenziato 13 dipendenti, il 20% dello staff. La libreria McNally Jackson , storico ritrovo culturale newyorchese, ha già mandato a casa il personale assunto negli ultimi 5 anni, tenendo soltanto i dipendenti “storici”. Il Metropolitan, invece, ha pronto un piano di contenimento del rischio per far fronte all'emergenza che si divide in tre fasi: nella prima fase (fino al 4 aprile) è previsto che tutti i dipendenti – regolarmente retribuiti - lavorino da casa, sono già disponibili, online e sui social network, programmi e percorsi guidati per poter visitare le sale del museo in modo interattivo. Da aprile fino a luglio si cercherà di contenere le spese e programmare la riapertura delle sale. Da luglio ad ottobre si riapriranno le porte con “programmazione ridotta” perché si prevedono entrate contenute e turismo in calo rispetto alla media di inizio 2020. Il museo ha già pronto un fondo di emergenza di oltre 50 milioni di dollari con risorse che, in tempi normali, sono usate per acquisiti e programmazione e che oggi saranno impiegate per campagne di fund-raising e richieste di assistenza da parte del governo.

Altri musei
Non si danno per vinti il Museum of Modern Art e il Whitney Museum of American Art . Il MoMA, prima del generale shut-down dell'intera Manhattan, il 13 marzo aveva fatto sapere che avrebbe riconsiderato la situazione il 30 marzo, ma ha chiuso insieme al Ps1. Stessa cosa per il Witheny, museo privato, che alla chiusura (ore 17) del 13 marzo aveva fatto sapere che il 30 marzo il board avrebbe rivisto la decisione di chiudere temporaneamente, ma ha dovuto chiudere di corsa annunciando che cercheranno di riaprire: “il prima possibile per il bene del nostro staff e della comunità”. Il Guggenheim , invece, resterà chiuso fino a data da destinarsi.

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