FRANCIA

Metà imprese in «serio pericolo». Il governo apre ai ristori del 20%

Pitrou (Unimev): gli aiuti devono continuare dopo la crisi

di Chiara Bussi

Pitrou (Unimev): gli aiuti devono continuare dopo la crisi


3' di lettura

«Il settore degli eventi è uno dei pilastri della nostra economia, ma gran parte delle manifestazioni in presenza sono state annullate dopo i primi due mesi del 2020». A parlare è Frédéric Pitrou, delegato generale di Unimev, l’Union Française des Métiers de l’Evénement, che riunisce gli attori in gioco in Francia (fiere, saloni, congressi e i loro fornitori). Gli effetti collaterali del Covid hanno colpito duro anche su questa filiera. Complessivamente, spiega Pitrou, «abbiamo registrato perdite per oltre l’80% dei ricavi». È andata meglio a chi ha potuto mettere in campo soluzioni digitali, «ma gli organizzatori, i gestori dei siti e gli espositori sono stati gravemente colpiti».

Per comprendere la portata dell’impatto basti pensare che in anni “normali” si tengono Oltralpe 1.200 fiere e saloni con 23 milioni di visitatori e 230mila imprese in vetrina. La moda prima di tutto, seguita dal design e dall’agroalimentare. Le manifestazioni riservate alle imprese (B2B) sono 370 (99mila espositori e 4,5 milioni di visitatori). E si contano 750 saloni rivolti al grande pubblico con oltre 100mila aziende e 12,5 milioni di ingressi, mentre le esposizioni sono un’ottantina. Una macchina in corsa che realizzava un giro d’affari complessivo di 34,5 miliardi di euro all’anno e ricadute economiche di 5,8 miliardi. Poi è arrivata la pandemia e lo scorso anno, secondo le stime di Unimev, sono andati in fumo 28,8 miliardi di euro di ricavi (10,8 da marzo ad agosto e 18 da settembre a dicembre) e 4,8 di ricadute economiche. «Secondo un sondaggio che abbiamo realizzato tre mesi fa - spiega Pitrou - il 50% delle nostre imprese dichiara di essere in serio pericolo da qui ad aprile. Un caso emblematico è quello di Compexposium». A settembre il colosso che organizza 140 saloni all’anno ha chiesto la procedura di salvaguardia. E si temono altre ondate.

Loading...

Il 2021 è iniziato con la cancellazione di due eventi simbolo: il salone internazionale dell’agricoltura, che si tiene ogni anno a Parigi a fine febbraio e quello dell’aerospazio a Le Bourget a giugno. Per quest’ultimo, al contrario del salone inglese che si è svolto in modalità digitale (si veda l’articolo in alto), gli organizzatori hanno deciso per uno stop. Unimev ha fatto appello al Governo per inserire anche il settore degli eventi tra i beneficiari del pacchetto di aiuti anti-Covid. «Ci sono ancora questioni in sospeso - spiega Pitrou - e restiamo vigili, ma molte delle nostre richieste sono state recepite e annunciate lo scorso 14 gennaio». Tra queste un allargamento delle maglie del “fondo di solidarietà” con un sistema di ristori: chi ha perso almeno il 70% dei ricavi ha diritto a una compensazione del 20% del volume d’affari fino a 200mila euro al mese, indipendentemente dalle dimensioni. È anche previsto un sostegno pari al 70% dei costi fissi per chi realizza almeno un milione di fatturato al mese. «Abbiamo chiesto al Governo - afferma Pitrou - che gli aiuti non cessino il giorno in cui saranno di nuovo possibili gli assembramenti. Il nostro settore necessita di almeno 4 mesi per riorganizzarsi».

In attesa della ripartenza, che secondo gli addetti ai lavori più ottimisti arriverà a giugno e per gli altri a settembre, la filiera si interroga sul digitale. «Per alcuni - conclude - una formula ibrida è inevitabile, molti auspicano invece che la situazione ritorni come prima. Non dimentichiamo il “dietro le quinte” che si perde da remoto. È presto per individuare una tendenza che dovrà comunque tenere conto delle esigenze dei clienti».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti