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Meta, indagine su Sheryl Sandberg per l’utilizzo privato di risorse aziendali

Secondo il Wall Street Journal l’azienda vuole capire di più del contributo dato dai dipendenti ad alcuni progetti della fondazione e alla stesura del libro

Sheryl Sandberg, coo dimissionaria di Meta (Reuters)

2' di lettura

Scrive il Wall Street Journal che gli avvocati di Meta, società che controlla Facebook, Instagram, WhatsApp e Oculus, stanno indagando su alcune attività degli ultimi anni di Sheryl Sandberg, la coo del gruppo che ha annunciato pochi giorni fa le sue dimissioni, che saranno operative in autunno. Resterà comunque nel board. La manager ha spiegato di aver preso questa decisione per avere «più spazio per fare di più come filantropa e con la mia fondazione».

L’indagine è partita lo scorso autunno. È concentrata in particolare sul lavoro che gli impiegati di Facebook hanno fatto per sostenere la sua fondazione, Lead In, che si occupa di promuovere le donne sul lavoro, oltre alla scrittura e promozione del suo secondo libro “Option B: Facing Adversity, Building Resilience, and Finding Joy”, un testo autobiografico scritto dopo la morte del marito Dave Goldberg nel 2015, al tempo ceo di Survey Monkey.

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Il giornale americano aveva scritto qualche giorno fa del presunto utilizzo di risorse aziendali anche per organizzare il prossimo matrimonio con Tom Bernthal, fatto smentito da un portavoce di Meta citato dal Wall Street Journal.

L’azienda non ha invece rilasciato dichiarazioni dopo quest’ultimo scoop. Sandberg, dice il Wsj, ha dichiarato ad amici e colleghi di aver deciso di dimettersi perché stanca, in particolare di dover svolgere il ruolo di parafulmine per i critici di Meta. La coo, decisamente la manager più in vista dopo Zuckerberg, non avrebbe inoltre condiviso i progetti pluriennali del cofondatore rispetto al metaverso.

Il giornale aggiunge che l’uso di risorse aziendali per questioni personali del top management non è un segreto, è l’azienda stessa a fornire questo tipo di informazioni per Zuckerberg.

Nella sezione dei ringraziamenti del suo ultimo libro, la Sandberg ha citato anche alcuni dipendenti di Facebook. Secondo alcune persone sentite dal Wsj, alla Sandberg potrebbe essere chiesto di rimborsare all’azienda il tempo speso dai dipendenti per il suo lavoro personale. Altri parlano di possibili violazioni della Securities and Exchange Commission nel caso in cui la Sandberg avesse utilizzato le risorse professionali per questioni personali senza un’adeguata informativa.

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