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Metalli preziosi, trovare il giusto mix è una questione di stile personale

Giallo, bianco, rosa, beige e persino nero. Se in passato abbidanre metalli diversi in un gioiello rappresentava un errore. oggi mescolare le tonalità e i materiali non è più un tabù. E fa tendenza.

di Maria Fitzpatrick

(Foto di Jennifer Cheng)

5' di lettura

L'ultima volta che gli anni Venti ruggirono, Louis Cartier rispose alla chiamata con un oggetto destinato a rimanere per sempre. Un anello diventato poi famoso come Trinity e oggi iconico della maison – che intrecciava oro rosa, giallo e platino, e lanciava un nuovo modo di indossare i metalli preziosi. «Era volutamente contemporaneo, adatto a un nuovo stile di vita in cui non c'era più bisogno di cambiarsi d'abito varie volte in una giornata come invece era d'obbligo a inizio secolo», spiega Pierre Rainero, direttore immagine, stile e heritage di Cartier. «La cosiddetta “rivoluzione” proponeva un prezioso da indossare tutto il giorno, che non faceva distinzioni di genere e in tre diversi colori». Il concetto, il senso e anche l'evoluzione di questo pezzo, scelto da esteti come Jean Cocteau e Grace Kelly, si fondavano sulla fluidità. Non stupisce che oggi, poco prima di compiere 100 anni, Trinity sia tornato a essere simbolo della libertà di esprimersi attraverso i gioielli.

C'è un rinnovato interesse intorno a questi pezzi: gli anelli Trinity sono stati l'unico gioiello incluso nei bestseller 2021 di 1stdibs e di Omneque, sito di e-commerce specializzato in oggetti antichi e vintage. I pezzi anni Settanta che associano metalli differenti – come i bracciali in oro giallo con inserti in platino e la collana bicolor di Buccellati – offrono «l'ispirazione per un approccio allo stile più rilassato e aperto», spiega la curatrice del sito Joanna Hardy, orafa e storica dei gioielli. Intanto, dalle sfilate di Stella McCartney, Bottega Veneta e Jil Sander ai più noti atelier del mondo, arriva una nuova generazione di creazioni che punta proprio sull'accostamento di metalli con diverse tonalità. Iconica, la collezione di Pomellato in oro rosa, ora comprende un bracciale e orecchini che presentano anche oro giallo e bianco. Chanel , invece, mixa l'oro bianco con il suo oro beige, dai riflessi color mandorla, nei nuovi orecchini Coco Crush a effetto matelassé, e con i diamanti negli anelli Toi et Moi.

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Anche le collezioni Spiral e Laurence Graff Signature di Graff danno un tocco romantico al trio di ori con una cascata di pavé di diamanti. Nel caso di Spinelli Kilcollin , il marchio di Los Angeles conosciuto principalmente per i suoi “connecting rings” – anelli multipli con una linea semplice, che s'indossano uno sull'altro o infilati in più dita (scelti, tra gli altri, da Gwyneth Paltrow e da Heidi Klum) –, l'accostamento di metalli a contrasto è stato un fattore pratico, oltre che estetico. «Lanciare un nuovo marchio costa molto», ricorda Yves Spinelli. «Quando, nel 2010, stavamo creando i nostri prototipi li realizzavamo soprattutto in argento, che molti dimenticano essere pur sempre un metallo prezioso. Questo rendeva però difficile ai buyer posizionarci: è gioielleria, è fashion? Così noi (lui e sua moglie, l'artista Dwyer Kilcollin, ndr) abbiamo cominciato a usare l'oro giallo per i piccoli link che legano un anello all'altro. Era un dettaglio creativo, ma era anche tutto l'oro che potevamo permetterci. D'improvviso siamo stati percepiti in modo nuovo, e quell'accostamento a contrasto è diventato una nostra caratteristica».

Il brand è ora proposto da oltre 50 retailer di lusso, inclusi Browns e Net-A-Porter. I pezzi, che possono anche essere personalizzati o realizzati su misura, giocano con una palette di gemme e con un mix di metalli preziosi in diversi spessori. L'idea di indossare contemporaneamente gioielli realizzati in differenti tonalità di oro bianco, rosa o giallo – cosa che un tempo veniva considerata un errore di stile – ora è un effetto voluto, dà un'allure di imprevedibilità. «Solo di recente la maggior parte delle persone ha cominciato a sentirsi a proprio agio accostando metalli diversi», dice Joanna Hardy. «Il “si dovrebbe” o “non si dovrebbe” non sono più importanti, ciò che conta è che l'insieme ti piaccia e il risultato ti diverta». «Vediamo clienti che di solito preferiscono una certa tonalità guardare i nostri anelli e apprezzare la libertà che si può sperimentare abbinandoli a pezzi diversi, che magari hanno già, in ogni tipo di combinazione», aggiunge Spinelli. È la versatilità che rende questo look destinato a durare, dice Hardy. «Puoi abbinare un elaborato gioiello simile a quelli che Hans Holbein disegnava per Enrico VIII – e che tornarono di moda a metà Ottocento – a qualcosa di contemporaneo. Se il mix è fatto a regola d'arte, l'effetto sarà di grande impatto. Cambiandone le dimensioni e le texture, questi pezzi funzionano da perfetti trait d'union tra antico e nuovo».

Rainero di Cartier osserva, per esempio, che un tempo la scelta della tonalità del metallo «dipendeva dalla sensazione che un certo colore si intonasse meglio con un certo tipo di incarnato», mentre oggi i clienti di Cartier comprano esemplari multipli di uno stesso gioiello, per esempio del bracciale Juste un Clou, in metalli diversi proprio per poterli indossare tutti insieme. «Mixare tonalità diverse per creare il proprio stile è molto attuale», dice Francesca Amfitheatrof, direttrice artistica Orologi e Gioielli di Louis Vuitton . La collezione unisex LV Volt della maison esalta il contrasto tra oro giallo, bianco e rosa, magari accompagnati da diamanti, creando un intreccio multistrato di maglie grafiche, astratti effetti rete, curve armoniose, trame e volumi. «Sono gioielli che esaltano l'espressione di sé e offrono la libertà di essere unici».

Chaumet concorda e definisce Bee My Love, la sua ultima collezione tempestata di diamanti con pezzi mix-and-match in oro rosa, giallo e bianco, «un'ode alla spontaneità». Il motivo esagonale ripetuto su bracciali, anelli e pendenti fa sì che i vari pezzi si combinino perfettamente come in un puzzle, sia se vengono abbinati insieme sia nel caso in cui s'indossi un singolo gioiello. La collezione ha una finitura lucidata a specchio che riflette i colori – e in particolare le ombre – così che certe sue parti appaiono radiose in alcuni angoli e scure in altri.

Jessica McCormack , da tempo appassionata di questo tipo di gioielli, sta esplorando anche le possibilità del nero come ulteriore protagonista della palette. «Usare metalli diversi nel modo in cui io faccio con i diamanti aiuta a rendere la pietra più soft, è come se trasformasse il modo in cui si comporta. Ho sempre considerato uno dei miei più grandi successi quello di convertire una persona “single-metal” in una “tri-metal”», dice la designer londinese. La sua nuova collezione Fringe, che si connette ai suoi pezzi iconici Gypset e Button Back, utilizza oro bianco “blackened”, cioè scurito, insieme a oro giallo. «Nei gioielli antichi si trova tantissimo oro scuro: usarlo oggi rende un pezzo immediatamente interessante. Sdrammatizza l'oro bianco, rende le pietre più pop e i gioielli più casual».

Femminile, con grinta

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