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Metaverso in ufficio, virtuale ma anche in presenza: ecco come si lavorerà in futuro

L’ufficio del futuro, da dopo due anni di smartworking, non sarà un ufficio. Non necessariamente, almeno. Ecco le intuizioni di Google, Microsoft e Meta

di Luca Tremolada

Facebook: "Il futuro del lavoro e' nel metaverso"

3' di lettura

Come sarà l’ufficio del futuro? La risposta più credibile a questa domanda dopo due anni di smartworking è che non sarà un ufficio. Non necessariamente. Come suggerisce il buonsenso sarà «in presenza» e in remoto. Tuttavia, le novità più distopiche si stanno manifestando dalle parti della seconda opzione. Perché in questi ultimi 24 mesi le grandi piattaforme digitali hanno avuto il tempo immaginare metaversi, potenziare i loro servizi di videoconferenza e mettere a terra nuovi applicazioni per lavorare a distanza. Parliamo quindi di ufficio da terziario avanzato. Per usare uno slogan potremmo dire che lo scenario collaborativo post-pandemico ha effetti speciali inquietanti.

Starline, la ricetta di Google

Come nel caso del progetto Starline di Google. Immaginate una cabina piena di sensori e telecamere: si accende e dietro un vetro compare la persona cercata. L’effetto sembra quello di quando, nei film, vanno a trovare un parente o un amico in prigione. Dall’altra parte compare un ologramma in tre dimensioni della persona chiamata come se fosse dietro a un vetro. I tech reporter americani che l’hanno vista da vicino dicono che sia una delle cose più realistiche mai realizzate, l’evoluzione definitiva della videochiamata. Presentato un anno fa al Google I/O, sembra quasi pronto a diventare un prodotto-servizio ed è già entrato in fase sperimentale in alcune grandi multinazionali.

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Horizon Workrooms, la risposta Microsoft-Meta

Più terra-terra sono le ultime novità di Microsoft che la scorsa settimana ha stretto acccordi con Meta per portare le proprio app enterprise nel metaverso facebookiano. L’ufficio secondo Mark Zuckerberg è così diventato quanto di più concreto abbiamo ad oggi alla voce metaverso. In Horizon Workrooms, che poi è il suo «giocattolo»enterprise, Meta ha aggiunto una funzionalità di Personal Office, che ti consente di creare il tuo ufficio personalizzato del metaverso per il lavoro. Come si è visto nel video, i gruppi di lavoro, potranno lavorare su schermi multipli, integrare Zoom, applicativi di modellazione 3D e «stanze magiche», che consentono ai team di creare luoghi in realtà virtuale sia in remoto che di persona. L’impressione però è quella di uno spazio con gli avatar sul modello Minecraft ma più bellini, dove però si possono aggiungere software di produttività. Vuol dire aprire un progetto in 3D o un foglio excel mentre si discute, creare spazi di conversazione e tavoli di lavoro con un gesto e dentro i visori di realtà virtuale.

Arriva anche Teams Mesh Avatars

Lato Microsoft, un po’ anche per tradizione aziendale, settimana scorsa sono state presentate Teams Mesh Avatars, strumenti che permetteranno a ogni utente di associarsi a un suo gemello virtuale e la nuova app Places per gestire i meeting interni e la comunicazione fra gruppi di lavoro remoti e con fornitori e clienti. L’ufficio del futuro appare più concreto ma non meno inquietante. Come ha spiegato Jared Spataro, vicepresidente di Microsoft 365, in un’intervista apparsa sulla stampa specializzata online, vuole dire anche «monitoraggio dei modelli di traffico nelle sale riunioni per far sapere ai dipendenti, per esempio, quando potrebbe essere più intelligente lasciare l’ufficio in anticipo e partecipare all’ultima riunione». Che è un po’ come se ti arrivasse in automatico una notifica :«Ehi, non hai intenzione di essere in ufficio mercoledì? Sappi che lo sarà l’80% della tua squadra e saranno nell’edificio 3». Che è un modo anche per farti sentire in colpa oltre che inefficiente. A ogni modo , ed è questo il vero paradosso, saremo condannati a stare vicini-vicini, virtualmente o in presenza. E pensare che i primi uffici, nel Medioevo, erano semplicemente luoghi di solitudine in cui svolgere lavori solitari: scrivere, copiare, contabilizzare e così via. Qualcuno primo o poi li rimpiangerà.

Riproduzione riservata ©
  • Luca TremoladaGiornalista

    Luogo: Milano via Monte Rosa 91

    Lingue parlate: Inglese, Francese

    Argomenti: Tecnologia, scienza, finanza, startup, dati

    Premi: Premio Gabriele Lanfredini sull’informazione; Premio giornalistico State Street, categoria "Innovation"; DStars 2019, categoria journalism

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