trend sotto lente

Mete nuove, sicure e vicine a prezzi flessibili

Il turismo per ripartire deve confrontarsi con le mutate dinamiche della domanda dove in primo piano emergono fattore sicurezza e voglia di novità

di Lucilla Incorvati

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“Sicilia: your happy Island”, la campagna con un nuovo logo a colori per rilanciare l'Isola nel panorama turistico internazionale e per attrarre i visitatori, ma anche un video con le immagini più suggestive dell'isola (Ansa)

Il turismo per ripartire deve confrontarsi con le mutate dinamiche della domanda dove in primo piano emergono fattore sicurezza e voglia di novità


5' di lettura

Nel settore del turismo c’è voglia di ripartire. E se a livello internazionale sia in termini di riduzione del fatturato sia di passeggeri (si stima tra il 60 e il 90% a seconda dell'area) il 2020 sarà la peggiore performance dal 1950 ( nel 2019 aveva dato un contributo del 10% al Gdp mondiale secondo i dati del World Travel and Tourism Council), intercettare i nuovi trend e le nuove dinamiche è la via per la ripresa.

Sei mesi da dimenticare: focus sul mercato domestico
Se il trasporto aereo internazionale ne esce tra i più sconfitti (ad aprile la domanda di passeggeri è precipitata del 94% rispetto all'aprile 2019 secondo Iata, con un lieve recupero a maggio per i voli nazionali ma sempre sotto il 70% rispetto al 2019) tutti gli operatori del settore, in particolare nelle aree compresa l'Italia che dipendono fortemente dal turismo internazionale, devono far i conti con previsioni non ottimistiche (secondo l'Fmi Caraibi e il sud est asiatico affrontano la loro più profonda recessione da oltre mezzo secolo). E se in Italia si stima che per tornare a vedere i numeri pre Covid ci vorranno non meno di due anni, tuttavia una ricerca della società Comin & Partners stima che ben oltre la metà degli italiani, il 61%, quest’estate non rinuncerà alle vacanze e il 93% sceglierà l'Italia, con un crollo significativo delle mete estere del 17%. Si stima che rispetto ai 72 miliardi spesi nel 2019 per le vacanze, nel 2020 si azzera la previsione di spesa all'estero che crolla dell'85%, mentre quella sul territorio nazionale passerà da 45 miliardi a 42 (-7%).

Nuove dinamiche, nuove proposte
Cambiano anche le dinamiche determinate soprattutto per effetto delle mutate esigenze dei consumatori, in termini di durata delle vacanze, destinazione scelta e capacità di spesa. Come dimostrano i primi timidi segnali di recupero in Cina, Messico e Stati Uniti dove il turismo domestico sta ricevendo nuovi impulsi .
Tuttavia, il turismo è anche un settore reattivo (a livello globale negli ultimi cinque anni vi appartiene uno su quattro di tutti i nuovi posti di lavoro) e tra gli operatori, ancora colpiti drammaticamente dall'emergenza, è forte la voglia di rimettersi in gioco e creare nuove proposte di viaggio approcciandosi a nuovi prodotti, ampliando la programmazione e forgiandola secondo le nuove esigenze del cliente. Una prima fotografia su come sarà necessario innovare l'offerta, con nuove destinazioni, esperienze e sistemazioni, emerge da un'indagine condotta a livello internazionale dal network internazionale Travel Consul del quale fa parte l'italiana AIGO, tra gli attori della distribuzione nei principali mercati mondiali. L'indagine è stata svolta nell'ultima decade di maggio 2020 su oltre 900 professionisti (tour operator, agenzie di viaggi e altri soggetti del settore). Il focus sul mercato italiano (hanno risposto 150 professionisti dei quali 65% lavora in agenzie di viaggi e 26% nel tour operating) a confronto con il contesto internazionale restituisce una fotografia del momento zero della ripartenza e consente di delineare alcuni tratti che caratterizzeranno le dinamiche del settore nel prossimo futuro, sottolineando l'importanza di strumenti che favoriscano innovazione e flessibilità. «Alla luce dei dati analizzati – precisa Massimo Tocchetti, Presidente AIGO - possiamo dedurre come le chiavi della ripartenza risiedano nell'innovazione di prodotto, nella relazione con il consumatore e nelle campagne consumer in collaborazione con enti del turismo e altri partner, cui viene richiesta la sicurezza dei clienti e il rilascio di dati puntuali. Non sorprende che dalla ricerca emerga con forza, fra gli interventi maggiormente auspicati in termini di collaborazione con gli enti del turismo, la richiesta dell'introduzione di una certificazione per garantire la sicurezza della destinazione per i clienti (58%), la necessità di condivisione di dati aggiornati (52.67% ) e di campagne marketing rivolte ai consumatori (50.67%). Nuovi tool di marketing territoriale che dovranno accompagnarsi a flessibilità e alla capacità di proporre viaggi ed esperienze in grado di intercettare le nuove esigenze di viaggio».

Voglia di innovazione e sicurezza
Il 50% degli italiani interpellati dall’indagine ha risposto che con buona probabilità prenderà in considerazione nuovi hotel
; il 41% lo ritiene quasi una necessità. La tendenza all'innovazione si nota anche in termini di approccio a nuove destinazioni: il 44% degli intervistati considererà sicuramente nuove mete, il 46,67% lo ritiene molto probabile. Minore la propensione a cambiare fornitori, privilegiando partner affidabili o comprovati.

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Il viaggio prenotato si rimanda ma non si cancella
L'indagine ha messo in evidenza come a causa dell'incertezza della situazione, la maggior parte delle prenotazioni sia stata cancellata (47%). Tuttavia, il consumatore italiano sembra aver adottato un atteggiamento più cauto: il 37% delle prenotazioni di viaggi è stato infatti spostato al prossimo anno. Il dato confortante è che, ad oggi, una buona percentuale dei clienti (31%) sta considerando di confermare il proprio viaggio verso le destinazioni prenotate in origine. Anche a livello internazionale si segue questo trend incoraggiante: 4 clienti su 10 vogliono mantenere inalterata la propria scelta. Diverso l'atteggiamento verso i viaggi futuri: il clima di incertezza è più forte in Italia, dove più della metà dei partecipanti al sondaggio (58%) dichiara che i clienti stanno ancora aspettando di capire come evolverà la situazione prima di prenotare nuovamente un viaggio.

Le nuove regole del gioco: priorità alla “cancellazione” gratuita
Farsi parte attiva con i clienti ed essere più concilianti sarà una priorità per gli operatori: nell'85% dei casi nel corso del 2020, gli intervistati ritiene che la modifica delle politiche o dei termini e condizioni di cancellazione rientrerà tra le loro priorità. Altri elementi segnalati sono la creazione di nuove partnership (70%) e l'espansione dei canali di comunicazione con i clienti (69%). E per accelerare la fase di recupero, tra gli strumenti di marketing utilizzati al primo posto ci sono i social media (lo conferma il 71% degli intervistati in Italia verso il 65% a livello globale), seguiti da campagne di comunicazione in collaborazione con enti del turismo e partner commerciali (36%). Infine, un maggior ricorso al comparto digital (lo conferma il 35% degli intervistati italiani verso un 51% a livello globale) per supportare la vendita. Per quanto riguarda le prime fonti di dati utilizzate per reperire informazioni durante la crisi, gli operatori turistici e le associazioni delle agenzie di viaggio guidano la classifica (69% come media globale, 79,33% a livello nazionale). Nel dato italiano spicca l'autorevolezza dei media di settore, utilizzati dal 63,3% degli intervistati per informarsi su quanto accade.


Safe destination: l’esempio del Portogallo
Alla domanda su come Enti ed uffici del turismo possano aiutare gli operatori turistici nella fase di recupero, la risposta più frequente a livello globale - Italia compresa - è stata “introducendo certificati di salute a disposizione degli agenti di viaggio così da far percepire ai clienti che le destinazioni sono sicure dal punto di vista sanitario” espressa da due intervistati su tre. Nel nostro Paese è questa la risposta data dal 58% del campione, seguita dal rilascio di dati puntuali (52,67%) e dall'opportunità di effettuare marketing campaign rivolte ai consumatori e finalizzate alla prenotazione (50,67%). In questo senso fa scuola il caso del Portogallo, primo paese europeo a ricevere il marchio “Safe Travels” dal World Travel & Tourism Council. Questo marchio mira a riconoscere le destinazioni che rispettano i protocolli di salute e igiene in linea con i protocolli di viaggio sicuri da parte del WTTC, aiutando soprattutto a incoraggiare la fiducia dei consumatori, in modo che si sentano sicuri quando, non appena verranno revocate le restrizioni, potranno viaggiare. Un esempio che altri (Paesi, Regioni, singole località) potranno cercare di ottenere con evidenti benefici sul gradimento dei turisti.


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