resta incertezza su progetto, tempi e costi

Metro C Roma, pronta la stazione-museo San Giovanni: apertura in autunno

di Alessandro Arona

Metro C, la stazione di San Giovanni aprirà in autunno (Ansa)

4' di lettura

Sono ufficialmente conclusi i lavori per la costruzione del tratto Lodi-San Giovanni della metropolitana linea C di Roma, e della nuova stazione di San Giovanni, e questa mattina la nuova “stazione-museo” (con i reperti dell'azienda agricola romana del I° secolo d. C.) è stata mostrata alla sindaca Virginia Raggi e ai giornalisti, per aprirla poi a tutti i cittadini nella giornata di domani, 1° aprile, dalle 10 alle 17. L’apertura al servizio, nel tratto Lodi-San Giovanni, avverrà in autunno (la data non è prefissata), dopo i collaudi e il pre-esercizio dei treni da parte di Atac, l’azienda di trasporti di Roma che gestisce la linea dopo la costruzione da parte del consorzio di imprese Metro C Spa (Astaldi e Vianini Lavori al 34,5% ciascuno, Ansaldo Sts al 14%, Cmb al 10%, Ccc al 7%). Sulla prosecuzione dell’opera (tre miliardi di euro di costo per la tratta finanziata, Pantano-San Giovanni-Fori Imperiali) restano però pesanti incognite: sui costi (delle tratte in cantiere e di quelle aggiuntive), sul progetto, sui tempi, sui pagamenti alle imprese.

Stop&go all’Amba Aradan per mancati pagamenti
Finora (dall'avvio lavori nell’aprile 2007) sono state realizzati 22 km di linea e 22 stazioni (ad oggi funzionanti per 21 km, da Pantano, nella periferia est della capitale, a piazzale Lodi), per una spesa di 2,3 miliardi di euro. Sono in corso i lavori da San Giovanni a Colosseo/Fori Imperiali, e il primo nodo è sui tempi: oggi l’assessore alla mobilità di Roma Capitale Linda Meleo ha confermato «l’obiettivo di completare la tratta per Fori Imperiali entro il 2021», ma fonti di Metro C ritengono tale obiettivo non più realistico dopo le modifiche chieste dalla Soprintendenza sulla stazione Amba Aradam (che ha comportato un blocco dei lavori per quasi otto mesi, da aprile a dicembre 2016) e i vari stop & go ai cantieri per i mancati pagamenti. Il completamento della tratta San Giovanni-Colosseo, da contratto 2006, era previsto entro ottobre 2013, termine poi aggiornata a fine 2021 in sede di progettazione esecutiva.

I soldi non bastano per comprare i treni
La seconda incognita è sui costi della stessa tratta San Giovanni-Colosseo. Il costo coperto dai finanziamenti (70% Stato, 18% Regione Lazio, 12% Comune di Roma) è di 792 milioni di euro, ma al ministero delle Infrastrutture (Mit) spiegano che i soldi non bastano per comprare i treni: quelli attualmente in servizio non bastano per garantire le frequenze necessarie e i 792 milioni non coprono anche i treni (servono alcune decine di milioni di euro aggiuntivi). L'assessore Meleo ha infatti detto che «è in corso un dialogo con il Mit per dirottare i fondi Cipe già stanziati» (155 milioni per la tratta Colosseo-piazza Venezia) «sull'acquisto di nuovi treni». La cosa è possibile, ammettono al Mit, ma dopo aver elaborato un Piano urbano per la mobilità sostenibile (Pums) e un progetto di fattibilità su come modificare l'opera dopo la stazione Colosseo/Fori Imperiali (in base al progetto a base di gara la tratta sotterranea dovrebbe proseguire fino a piazzale Clodio, con progetti e costi tutti da definire dopo anni di scavi archeologici su piazza Venezia: dopo i circa 400 milioni per la Colosseo-Venezia servirebbero con il progetto attuale in sotterranea almeno altri 1,3 miliardi).

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Sulla Colosseo-Venezia il Campidoglio non si è espesso
Poi c'è appunto il nodo del futuro del progetto. Il “definitivo” sulla Colosseo-Venezia è stato consegnato dalle imprese nel dicembre 2014, ancora con la giunta Marino. Costerebbe 430 milioni, coperti dallo Stato per 155 (al netto della questione treni). Da allora il Comune di Roma (Marino, il commissario Tronca, la giunta Raggi) non si è mai espressa sul progetto. Oggi la sindaca Virginia Raggi, rispondendo a una domanda su questa tratta, ha detto che «la nostra volontà è garantire il miglior trasporto pubblico per Roma: e dunque valutare i migliori progetti e le migliori soluzioni». Il consorzio Metro C (il general contractor dell'opera) ha però più volte fatto notare che il contratto firmato prevede la realizzazione fino a Venezia: trasformare Colosseo nel capolinea è tecnicamente possibile, ma le imprese farebbero valere un “diritto” al risarcimento pari al 10% dei mancati utili, almeno 55 milioni di euro. In ogni caso - spiegano al Mit - progetti di fattibilità per valutare possibili alternative per il collegamento Colosseo-Venezia non ne sono stati ancora avviati.

Il nodo contenziosi
Infine c'è il nodo dei contenziosi con le imprese. Dal 2015 è in piedi una causa aperta da Metro C contro il Comune (che svolge il ruolo di ente appaltante con Roma Metropolitane e di ente pagatore per conto di tutti i finanziatori pubblici), con la quale le imprese chiedono 365 milioni di euro per mancati pagamenti di lavori fatti e per oneri non riconosciuti. Altri 23 milioni di euro di Sal (stato di avanzamento dei lavori) non pagati si sono accumulati successivamente. Lo stesso allestimento museale della stazione di San Giovanni ha un costo aggiuntivo non ancora riconosciuto alle imprese. «La stazione appaltante - spiegano fonti del Consorzio - paga comunque con un ritardo medio di 240 giorni, anche i Sal riconosciuti».

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