OPERE ETERNE

Metropolitana di Napoli, 44 anni di progetti (non ancora conclusi)

di Gianni Trovati


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2' di lettura

«Ma la metropolitana la state costruendo o la state cercando?». La metropolitana è quella di Napoli, la domanda è del comico Alessandro Siani. E la risposta arriva dalla Corte dei conti: la stanno costruendo. Con calma.
Perché a essere incompiuta non è solo l'opera, ma anche il progetto, che a Natale compirà 44 anni. Il via libera è arrivato con la delibera comunale 7771 del 27 dicembre 1974, ma in 44 anni non si è trovato il tempo di finirlo.
Risultato: la metropolitana di Napoli è costruita ad anello, ma l'anello non chiude.

La terra di mezzo
In mezzo ci sono gli 870 metri che separano la stazione Di Vittorio da Capodichino, ma nell'Italia delle competenze frastagliate basta poco a creare il caos amministrativo. Perché 225 metri di galleria in uscita da Capodichino verso piazza Di Vittorio sono di competenza del Comune, ma agli altri 645 metri da piazza di Vittorio verso Capodichino ci deve pensare la Regione. Le «opere elettromeccaniche» sono state affidate all'Ente Autonomo Volturno, la disastrata società pubblica che gestisce la Circumvesuviana, mentre per le opere civili, nota sconsolata la Corte dei conti, «l'attuatore non è stato ancora individuato».

L’archeologia delle norme
Il tutto è stato finanziato dal Cipe da anni, ma nel frattempo il tavolo tecnico fra Regione e Comune è stato impegnato in discussioni serrate. Meglio partire con i lavori da Capodichino e andare verso Di Vittorio, come prevedono due possibili soluzioni alternative, o è più utile partire da Di Vittorio per puntare a Capodichino, com'è scritto in altre tre ipotesi? E con scavo tradizionale o con talpa? E chi deve guidare i lavori? Discuti, vaglia, soppesa, alla fine si è deciso per la soluzione più tradizionale: l'estensione della vecchia «concessione di committenza», prevista dalla convenzione degli anni '70 in un quadro di regole ormai consegnato all'archeologia normativa.

La spesa record
Proprio questo meccanismo, nota la Corte dei conti, è alla base del rigonfiamento dei prezzi che ha portato a 3,6 miliardi abbondanti il costo iniziale calcolato intorno a 1,9 miliardi. Perché il sistema funziona «senza rischi per l'affidatario e con il ricarico delle spese generali», grazie al sistema della «revisione prezzi» che sarebbe abrogato da anni. Il risultato è un altro record della metropolitana di Napoli: ogni metro lineare in galleria è costato finora 18.830 euro, contro i 12.432 euro della metro di Roma che non entrerà certo nella storia come esempio di opera low cost.

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