Studenti e ricercatori

«Mettere gli studenti al comando per poter preparare le sfide educative del futuro»

di Redazione Scuola

3' di lettura

Gli studenti hanno bisogno di sentirsi padroni e in controllo del proprio apprendimento per essere preparati alle nuove sfide ed opportunità, secondo il più recente libro bianco pubblicato nel settore English language teaching (Elt) di Oxford University Press (Oup).
Il saggio, denominato Learner Agency: Maximizing Learner Potential, è stato scritto in consultazione con il “Elt Expert Panel” della casa editrice, un gruppo di ricercatori e operatori esperti nel campo della pedagogia globale, e mette in evidenza la necessità da parte degli educatori di aiutare i discenti a sviluppare un senso di “agency”, ossia uno sviluppato senso di controllo che gli studenti stessi hanno sul proprio processo di apprendimento e la consapevolezza che le loro azioni possono fare la differenza nel miglioramento delle proprie capacità di apprendere, crescere e migliorarsi.

L'importanza di promuovere “agency” è stata enfatizzata dalla pandemia Covid-19, la quale ha messo in risalto l'impatto che fattori esterni come le pandemie ed il cambiamento climatico possono avere sia sull'istruzione che sul mondo in generale, sottolineando il bisogno di preparare discenti ed educatori per un futuro incerto.

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Come viene riportato nel saggio, i discenti che si sentono in controllo del proprio sviluppo hanno più probabilità di sentirsi impegnati e coinvolti nell'apprendimento, portando ad un incremento dell'autostima, la motivazione, il senso di responsabilizzazione, ed infine dei risultati stessi.

Gli studenti che «assumono un ruolo attivo nel proprio apprendimento (… ) svilupperanno la capacità di crescere, adattarsi e prosperare», così da trovarsi preparati per affrontare ogni eventuale incontro nel presente e futuro. Promuovere “agency” può anche stimolarli a partecipare nella formazione permanente (lifelong learning), offrendo un sostegno al loro sviluppo continuativo.

«Gli studenti devono credere che possono influenzare il proprio apprendimento» sostiene Sarah Mercer, professore dell'Insegnamento della lingua straniera e “Head of Elt” presso l'Università di Graz, una fra gli esperti autori del saggio. Questa fiducia aiuterà gli studenti ad elaborare dei comportamenti come il porsi delle domande per colmare le lacune nelle loro conoscenze, assumere delle diverse strategie di apprendimento, ed avere la capacità di correre dei rischi ed imparare dai propri errori.

Gli studenti sviluppono la “agency” in modi e ritmi diversi – ad esempio, i più giovani avranno spesso bisogno di un approccio strutturato che offre un guida specifica – ma con il sostegno appropriato, ogni studente ha il potenziale per diventare più “agentivo”.

Il saggio evidenzia inoltre il ruolo essenziale giocato dagli educatori nel facilitare lo svilupparsi del “learner agency”. «Agency non è l'attributo di una persona. È il frutto del rapporto tra il discente e le circostanze del suo contesto», sostiene Diane Larsen-Freeman, autrice del saggio e professor emerita dell'Istruzione e Linguistica presso l'Università del Michigan.

Il saggio invita insegnanti e istituzioni a dare agli studenti delle opportunità per esercitare e accrescere la propria “agency”, assumendo un approccio all'insegnamento che mette lo studente al centro (learner-centered approach). Suggerisce di concentrarsi su ciò che gli studenti pensano e sentono, oltre alla considerazione di ciò che devono ancora imparare. Ad esempio, anziché porre degli obiettivi fissi per l'intera classe, un insegnante può invitare gli studenti a porsi dei propri obiettivi basati sui loro punti di forza e di debolezza, lavorando in collaborazione con i discenti per dargli un senso di titolarità verso i loro obiettivi.

La “Agency” non implica lasciare gli studenti a se stessi ma piuttosto sviluppare un'approccio che gli permette di assumere un ruolo attivo nella formazione delle loro opportunità di apprendimento.Yordanka Kavalova, l'editore dietro il saggio, commenta: «Promuovere la “learner agency” significa non fare per gli studenti ciò che possono fare da soli. Dei cambiamenti straordinari possono verificarsi quando gli insegnanti raccolgono il feedback dagli studenti, quando invitono alla partecipazione e lavorano con i discenti per promuovere la loro “agency”. Come consigliono i nostri esperti, la “agency” si evolve nel modo più efficace quando viene sostenuto e concordato da tutte le parti interessate in una comunità di apprendimento, e questo include gli insegnanti, gli studenti, i descisori, i dirigenti scolastici ed i genitori. Nell'incoraggiare la “agency”, gli insegnanti possono aiutare gli studenti a sentirsi valorizzati come discenti capaci ed independenti. A loro volta, gli insegnanti acquisiscono il privilegio di osservare i loro studenti creascere in autostima e abilità e diventare dei competenti allievi della formazione permanente», ha concluso l’editore.

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