oggi le maratone iridate

Meucci e La Rosa, sfida sui 42 km all'ombra del Tower Bridge

di Dario Ricci

(Giancarlo Colombo)

2' di lettura

Londra - Dal Tower Bridge al Tower Bridge, lungo un percorso cittadino di circa 10km da ripetere quattro volte, attraverso un fiume di almeno 150mila spettatori che nulla avrà da invidiare, almeno per una mattina, al Tamigi che placidamente guarderà magari incuriosito allo spettacolo che andrà in scena fra le due sue rive. E per la prima volta nella storia dei mondiali, la gara delle donne (alle 15) so svolgerà subito dopo quella degli uomini (che partirà alle 12 italiane). Dopo la notte di Usain Bolt, ci pensa la maratona ha dare una nuova fiammata ai Mondiali, esaltando il palcoscenico unico al mondo offerto dalla capitale britannica.

Tra passato e futuro
Davvero singolare che la formula “a percorso”, certo più coinvolgente per il pubblico perché vede più volte passare gli atleti, venga sperimentata proprio nella città in cui la moderna maratona venne codificata. Era il 1908, e per volere della regina Alessandra, la partenza venne arretrata alla tenuta di Windsor, per permettere ai nipotini reali di goderne. Mantenuto l'arrivo allo stadio di White City, si arrivò alla così alla fatidica distanza di 42km e 195 metri, che tanto costo' al nostro Dorando Pietri...Oggi si parla piuttosto del limite delle 2 ore, sotto il quale si punta a portare la migliore prestazione mondiale, con percorsi levigati, 'corridori-lepri' a dare continuamente il ritmo, rifornimenti ogni 2km. Di fatto, un limite che quasi sta diventando ossessione.

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Cambiamenti genetici
«Sono tutti interventi che cambiano la natura della maratona», dicono in coro Daniele Meucci e Stefano La Rosa, i due azzurri impegnati nella maratona iridata. «Intorno al limite delle due ore si è creata molta attenzione - sottolinea Meucci, campione europeo in carica e reduce dalla delusione di Rio, quando fu limitato da una microfrattura a un tallone pochi km dopo il via - ma mi sembra più marketing che vera atletica«; «ci sono troppe variabili specifiche, in questi tentativi studiati a tavolino, rispetto alle gare vere», gli fa eco La Rosa, anche lui reduce da un infortunio post-olimpico, ma «ora sono pronto e punto a dare il massimo».

Pronostici
«Spero non si corra subito a ritmo folli, ma che si arrivi in modo progressivo ai momenti-chiave», continua La Rosa. Ma Meucci - dato in buone condizioni e che potrebbe fare anche gara da protagonista - la pensa diversamente: «Il percorso è ondulato, la temperatura ottimale (siamo intorno ai 25-28 gradi, ben lontani dal caldo torrido di questi giorni in Italia, ndr): chi vorrà, potrà andare forte fin da subito. E a quel punto potrà succedere di tutto». Per la gioia di (almeno) 150mila appassionati.

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