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Mezzo secolo di meccaniche gaddiane

Il protoromanzo dell’ingegnere uscì per Garzanti nel 1970

di Alberto Fraccacreta

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Il protoromanzo dell’ingegnere uscì per Garzanti nel 1970


3' di lettura

La meccanica di Carlo Emilio Gadda, che vinse il Premio Selezione Campiello ed entrò nella rosa dei finalisti al Premio Strega, compie cinquant'anni. Il protoromanzo dell'Ingegnere, scritto in realtà tra il '28 e il '29 (anche se un capitolo è da retrodatarsi al '24), fu pubblicato in tre lunghi stralci sulla celebre rivista fiorentina «Solaria» nel '32. Gli excerpta videro la luce in volume con Novelle del Ducato in fiamme (1953) e, dieci anni dopo, con Accoppiamenti giudiziosi. Nel febbraio del 1970, però, Garzanti stampò la prima edizione integrale (più o meno) dell'opera come «iniziativa meramente editoriale (Gadda è ormai distante dall'occuparsene, stanco e remissivo), condotta con pragmatismo empirico, e non certo con esigenze e criteri filologici. Il risultato è una sorta di patchwork messo insieme con parti desunte dai quaderni della bella copia e parti riprese dalle stampe».

Nell'89 La meccanica è inserita nel secondo volume di Romanzi e racconti, a cura di Dante Isella, con un assetto filologico più rigoroso e con il recupero di alcune pagine inedite.
La storia, ambientata a Milano all'ombra della Prima guerra mondiale, ruota essenzialmente attorno al triangolo amoroso tra Zoraide (poi chiamata Irma), Luigi Pessina, suo marito, e Franco Velaschi (poi Verlati), operaio proveniente dall'alta borghesia lombarda. I due uomini partono per il fronte: durante un'operazione di autocolonna, Franco salva Luigi ferito da un'incursione nemica. Il sospetto di tubercolosi di Pessina diviene realtà ed è spedito all'ospedale militare di Salcedo. Di qui ottiene un permesso per visitare la moglie a Vicenza, trasferitasi da una parente. Là scoprirà, poco prima di morire, la verità su Zoraide e Franco. Similmente a molti altri scritti gaddiani, la stesura della Meccanica — che trae il titolo dalla passione per la tecnica costruttiva di Franco — è interrotta d'emblée: come ricorda lo studioso Aldo Pecoraro, nel corpo del romanzo, scrupolosamente documentato dalla presa visione dei bollettini ufficiali e dei luoghi di guerra, si intravedono i complessi meccanismi della società milanese nonché un'aspra recusatio politica contro le avide speculazioni economiche della Grande Guerra e i dogmi nascenti del fascismo.

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Giovane e sgargiante, lirico

È un Gadda giovane e sgargiante, lirico, più lineare, imbevuto nell'acidulo intingolo della letteratura di stampo verista (come si vede dalle feroci dinamiche interpersonali tra i protagonisti) e non ancora ingrommato dalle incrostature del pastiche che trionferà nella sua sintassi. Eppure, sin dalle prime battute si nota l'eccentricità della scrittura modulata sull'amata prosa del Duecento e già occupata a segnalare sé stessa, a distrarre il lettore da ogni possibile pianezza narrativa: «Ma per piani aridi e illuni o nell'aggrovigliata paura delle giungle immense udrà forse taluno di là da ogni voce de' viventi come segui il torbido fiume delle generazioni a devolversi e penserà che sciabordi contro sue prode le rame e li steli dalle selve divelti; e verdastre, con i quattro piffari all'aria, le carogne pallonate de' più fetidi e malvagi animali, quali furono in vita e saran pecore, jene, sanguinolenti sciacalli, saltabeccanti scimie, asini con crine de' lioni e gran baffi: e il branco lurido e tronfio arriverà nelli approdi lutulenti a travolgersi, dove è soltanto la vanità buia della morte».

Se la tonalità poetica del testo è dotata di enfasi (talora eccessiva) e di trovate sonore dal sapore futurista, il precoce sarcasmo sulla farisaica moralità del microcosmo sociale di appartenenza si abbatte con un'energia diegetica già capace di segnare il passo del grande scrittore. Il riferimento, di primo acchito marginale, del titolo assume così una nuova significanza: meccanica è la trama delle relazioni umane, composta di dispositivi malfunzionanti e aggrovigliate concause. Meccanico è anche il materiale linguistico messo in campo dall'Ingegnere, sapiente e sapido maneggiatore di tecniche espressive.

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