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Miart annuncia un’edizione in crescendo

La 27ª edizione dal 14 al 16 aprile conta 169 espositori da 27 paesi, il doppio rispetto all'anno scorso e numerose collaborazioni con le istituzioni della città

di Silvia Anna Barrilà

Felix De Clerc, Brothers, 2022

3' di lettura

La terza edizione di Miart curata da Nicola Ricciardi prosegue sul tema musicale che non è fine a sé stesso, ma riflette l'andamento della fiera. L’edizione del 2021 è stata dedicata all'idea di “smantellamento del silenzio” della pandemia attraverso i contenuti e la fiducia, e quella del 2022 al “primo movimento”, inteso come ripartenza post-pandemica, la prossima edizione, in calendario dal 14 al 16 aprile, è ispirata al “crescendo”. “L'edizione 2023 nasce nel novembre 2020” ha affermato Nicola Ricciardi nel corso della conferenza stampa che si è svolta alla Pinacoteca di Brera, invece che a Palazzo Marino, sottolineando così il legame con la città e le sue istituzioni e tra arte contemporanea e storica. “È allora che abbiamo cominciato la ricostruzione che culmina in questa edizione della fiera – ha continuato Ricciardi –, un'edizione in crescita sia dal punto di vista dei numeri, che della qualità”.

Giorgio Morandi, Natura morta, 1950

La crescita

Infatti, quest’edizione ospiterà 169 gallerie da 27 paesi. “Miravamo a 160 gallerie” prosegue il direttore “e inaspettatamente abbiamo superato il numero poiché continuavamo a ricevere application anche da gallerie che non hanno mai partecipato prima alla fiera”. L'anno scorso avevano partecipato 150 gallerie da 21 paesi, quindi l’incremento quest’anno è del 13,7%. Tra le novità ci sono Esther Schipper da Berlino, Dvir Gallery da Tel Aviv, Gregor Staiger di Zurigo (con sede anche a Milano). Le application sono state più del doppio rispetto alle possibilità. Oltre il 40% delle gallerie ha uno spazio anche all'estero. “Sono gallerie che hanno deciso di dare fiducia alla città di Milano e alle fiere d'arte” così Ricciardi. “Non vogliamo essere esterofili, ma la loro presenza sulla lista delle gallerie attrae il pubblico, che poi scopre anche le gallerie italiane. Inoltre, quest'anno abbiamo superato anche le limitazioni sui viaggi, per cui abbiamo la presenza di direttori di importanti istituzioni straniere, coinvolti nelle giurie dei premi”. Per esempio, Massimiliano Gioni, direttore del New Museum di New York e della Fondazione Nicola Trussardi di Milano, Ralph Rugoff, direttore della Hayward Gallery e Nicholas Cullinan, direttore della National Portrait Gallery di Londra.

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Nathalie Djurberg & Hans Berg, The Soft Spot (Floor, 51.5 cm), 2020

I riconoscimenti

Per quanto riguarda i premi, sono stati confermati quelli degli anni passati, come il fondo di acquisizione di Fondazione Fiera Milano, del valore di 100.000 euro; il Premio Henro allo stand con il miglior progetto espositivo; il Premio LCA Studio Legale per una galleria nella sezione Emergent; e il Premio Covivio per un artista della stessa sezione a cui commissionare un'opera site-specific con un investimento fino a 20.000 euro. Ma quest'anno i premi raddoppieranno. Il direttore non li ha ancora annunciati tutti, ma ne ha anticipato uno: quello della Fondazione Henraux, che commissionerà un'opera in marmo da esporre per un anno al Museo del Novecento.

La forza della rete

“È particolarmente importante perché è un modo per restituire qualcosa a Milano e al pubblico” ha affermato Ricciardi. Fondamentale, a questo proposito, il rapporto con la città, come hanno sottolineato sia Ricciardi che l'Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi. In particolare, la fiera ha avviato una collaborazione con la Triennale, in cui verranno organizzati talk, performance (contemporaneamente si svolgerà il FOG Performing Art Festival) ed è un modo per arricchire di contenuti e far sì che Miart non sia “solo” una fiera, ma anche un “generatore di progettualità e idee”, come lo ha definito Ricciardi. Anche Sacchi ha insistito sulla progettualità delle istituzioni milanesi nella settimana di Miart e l'importante riallestimento delle collezioni al Museo del Novecento, con la donazione della Collezione Antognini e il prestito della Collezione Mattioli, e alla Gam con l'importante risistemazione del «Quarto Stato» di Pellizza da Volpedo, finalmente nella postazione che lo valorizza come merita. Intanto, prima ancora di Miart, la prima manifestazione fieristica italiana dell'anno è la 46° edizione di Arte Fiera, in programma tra due settimane a Bologna: un'edizione improntata ad un profondo rinnovamento sia per quanto riguarda il coinvolgimento del collezionista Enea Righi come managing director, sia come programma pubblico, dedicato alla performance in collaborazione con la Fondazione Furla, sia come allestimento e accoglienza del pubblico. L'appuntamento è dal 3 al 5 febbraio.

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