il voto siciliano e l’economia

Micari-Musumeci: sì al ponte. Stop di Cancelleri alle raffinerie

di Nino Amadore

3' di lettura

I ritardi ma anche le grandi potenzialità. È la Sicilia a due facce o, forse è più giusto, a tante facce. Una regione che chiede ricette, programmi solidi, indicazioni e se li aspetta dai candidati alla presidenza della Regione. Si vota domenica e in questi ultimi giorni proveremo a capire cosa propongono per la Sicilia su questioni cruciali come l’energia, le infrastrutture, l’agroalimentare, il turismo, il credito, la burocrazia.

Energia
La prima questione riguarda l’energia. Abbiamo provato a capire quali sono i progetti dei candidati sui maggiori poli energetici (Priolo, Gela, Milazzo) e cosa intendono fare sul fronte dello sviluppo dell’energia rinnovabile. «La riforma del settore - dice Nello Musumeci, candidato del centrodestra - passa dalla riformulazione del Piano energetico della Regione siciliana che dovrà prevedere azioni per la promozione del risparmio energetico e dell’efficienza energetica, e lo sviluppo dell’energia rinnovabile. Serve poi la promozione di una rinnovata politica industriale che porti alla completa conversione degli impianti di raffinazione siciliana in impianti green». Per Claudio Fava, candidato della sinistra, «è urgente un Piano energetico regionale per il progressivo aumento dell’energia prodotta da fonti rinnovabili e la conseguente diminuzione di quella da idrocarburi. Occorre puntare non più sui grandi impianti ma su reti piccole distribuite sul territorio».

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Giancarlo Cancelleri, candidato del Movimento Cinque Stelle invece spiega: «Siamo in una fase di transizione energetica: il vecchio modello energetico, basato sulle fonti fossili, sarà sostituito da un nuovo modello distribuito che sfrutta le fonti rinnovabili. I tre poli dovranno quindi essere via via dismessi, bisognerà formare il personale attualmente impiegato e obbligare chi ha devastato quei territori a bonificarli». Fabrizio Micari, candidato del centrosinistra, spiega: «La Sicilia deve avviarsi a un graduale processo di de-carbonizzazione incentivando interventi caratterizzati da bassa emissione di gas clima alteranti, sostenendo l’installazione di impianti di produzione da fonti di energia rinnovabile. Va istituito un sistema autorizzativo snello, trasparente, con tempi predefiniti e certi. Attenzione particolare infine all’accesso al credito per la costruzione di nuovi impianti creando ad esempio fondi di garanzia per la diffusione delle fonti rinnovabili ad alto contenuto di innovazione».

Infrastrutture
Il secondo tema sottoposto ai candidati è quello delle infrastrutture e delle gare d’appalto. «Troppe opere pubbliche incomplete - dice Musumeci -: istituiremo una task force e avvieremo le procedure per mandare a bando tutte le opere già finanziate. Vogliamo completare la parte sud del Corridoio scandinavo mediterraneo, Ponte sullo Stretto incluso, trasformare in gateway i porti siciliani strategici, potenziare il sistema aeroportuale, mettere in efficienza i trasporti interni su gomma e ferro anche attraverso una unica holding regionale». Per Fava, serve «un piano straordinario di messa in sicurezza del territorio e delle infrastrutture, usando in modo coordinato le risorse nazionali e regionali. Spesso ci sono i fondi, ma mancano i progetti: la Regione deve saper orientare le amministrazioni locali ad incrementare la capacità progettuale. Attiveremo la cabina di regia per far partire subito i cantieri». Mentre Cancelleri dice: «Fondamentale prima di tutto l’approvazione del Piano trasporti, nonché utilizzare al meglio le risorse extraregionali disponibili e avviare una cooperazione con la Bei per piani di investimento infrastrutturali, quindi il completamento e la previsione ex novo di opere stradali e ferroviarie. Vanno risolte con lo Stato le questioni relative agli appalti e gli eccessivi ribassi. Faremo una battaglia per ottenere il regime di Continuità territoriale per tutta l’isola, per garantire tariffe aeree ridotte e uniche a residenti e non». E Micari rilancia: «La prima azione che svilupperemo è la creazione di una governance unica per i principali sistemi di trasporto e che seguirà la visione Sicilia Strategica 2030: l’obiettivo è la realizzazione di tutte quelle infrastrutture che servono come condizioni primarie per la costruzione del Ponte sullo Stretto e lo sviluppo del sistema aeroportuale come principale porta di accesso all’Isola. Il nostro obiettivo poi è di rendere la nostra terra una piattaforma logistica nel Mediterraneo».

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