DESIGN

Michael Anastassiades: “Lavoro per sottrazione”

Le scelte del designer cipriota, di base a Londra, prendono forma ricercando l'essenziale. Con incursioni fra attrezzi del Neolitico, sculture multicolor e lampade dadaiste

di Fabrizia Villa

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Michael Anastassiades

Le scelte del designer cipriota, di base a Londra, prendono forma ricercando l'essenziale. Con incursioni fra attrezzi del Neolitico, sculture multicolor e lampade dadaiste


5' di lettura

I segni distintivi del mio stile. Non credo alla parola stile, piuttosto a un processo che definisca il mio lavoro, che è fatto per sottrazione, rimuovendo gli strati superflui dell'informazione. Mi piace la semplicità.

La mia icona di stile Patricia Field, una cara amica di New York (fashion designer, ha curato i costumi di Sex and the City e Il diavolo veste Prada, ndr). È un'autentica visionaria. Ci siamo conosciuti a metà degli anni Novanta negli Stati Uniti. Le sue origini greche ci hanno fatto incontrare, ma quello che più mi ha attratto sono state la sua visione e la sua eccentricità.

Una pietra trovata da Anastassiades sulla spiaggia di Cipro, parte della sua prima personale “Things That Go Together” al NiMAC di Nicosia, nel 2019.

La vista che mi ispira. Mi piacciono gli spazi vuoti, anche se potrebbe sembrare una contraddizione, visto che ho scelto di essere un designer di oggetti.

L'oggetto da cui non mi separo mai. Un taccuino. Di solito una Moleskine formato A5 a quadretti con copertina morbida.

L'ultima cosa che ho comprato e amato. Un grande quadro di Enrico David. Amo il modo in cui il tratto occupa la tela. È un dipinto del 2010, senza titolo. Sono sempre stato un estimatore del lavoro di Enrico, che nel corso dell'ultimo anno è diventato anche un buon amico (michaelwerner.com).

E quella su cui ho messo gli occhi. Una scultura di Lynda Benglis, artista originaria di Kastellorizo, l'isola dove ho trascorso le vacanze estive negli ultimi quattro anni. Lo scorso dicembre sono stato invitato all'opening della sua mostra alla Thomas Dane Gallery di Napoli, e ho avuto la fortuna di incontrarla e passare del tempo con lei a parlare di Kastellorizo, durante la cena. Amo il forte elemento femminista nella sua opera e la sua visione pionieristica, che arriva dai primi anni Settanta (www.thomasdanegallery.com).

L'oggetto che avrei voluto disegnare. Un attrezzo del Neolitico. Da anni lì colleziono acquistandoli su eBay, per me sono di grande ispirazione. La loro forma ridotta all'essenziale li rende incredibilmente funzionali.

Vertigo, l'ultima creazione di Anastassiades, in alluminio nero satinato anodizzato (5.105 € su shop.mohd.it).

E quello di cui sei più orgoglioso. L'armadio Bird Cage per Svenskt Tenn, che nel 2013 ha ospitato una mia mostra. Questo storico negozio di Stoccolma fu aperto da Estrid Ericson nel 1930, quando invitò nella città svedese l'architetto austriaco Josef Frank, per dare vita a una bellissima collezione di oggetti e pezzi di arredamento. La mostra, che si è tenuta in occasione della Stockholm Furniture Fair, presentava una collezione di mobili creati da me come omaggio al lavoro di Frank. L'armadio Bird Cage faceva parte di un'edizione limitata di tre pezzi, uno di questi oggi è nel mio salotto (www.svenskttenn.se; www.stockholmfurniturelightfair.se).

La mia lampada preferita. La Super Lamp di Martine Bedin per Memphis Milano, così diversa da qualsiasi lampada io abbia mai disegnato (www.memphis-milano.com).

Il designer che più mi ha ispirato. Nessuno in particolare, traggo ispirazione dai singoli lavori di diversi designer. Sono più affascinato dagli artisti.

L'ultimo regalo fatto e ricevuto. Del tempo per me stesso. Ultimamente, la necessità di dover restare a casa senza poter viaggiare, mi ha permesso di concentrarmi sulle cose che amo fare. Inizio la mia giornata con la pratica dello yoga, che ho riscoperto dopo una lunga pausa dovuta a un infortunio. Mentre l'ultimo regalo che ho ricevuto sono state delle calle raccolte nel giardino del mio vicino.

Un piacere a cui non rinuncerei. Occuparmi di Michael Anastassiades, il mio brand di illuminazione, la mia grande passione. L'ho creato nel 2007 per vedere realizzate le mie idee senza compromessi. Abbiamo appena lanciato Vertigo, una nuova sospensione Led che segna una svolta precisa per il marchio. E poi amo ascoltare i merli che nidificano nel mio terrazzino.

Che cosa non manca mai nel mio frigo. L'halloumi, il formaggio tipico di Cipro. Ne porto con me grandi scorte quando vado a trovare i miei genitori, che vivono lì. Mio fratello lo ordina da una signora che lo prepara in casa in un villaggio vicino a Paphos, suo marito va a Nicosia una volta la settimana per venderlo.

Il podcast che sto ascoltando. Art and Photography in the Heroic Age of Antarctic Exploration, un podcast in due parti della National Gallery of Art di Washington.

Il mio grooming guru. Ho avuto solo uno yoga guru, K. Pattabhi Jois. Ho iniziato a praticare Ashtanga nel 1994 al The Life Centre a Notting Hill Gate, e cinque anni dopo mi sono formato come maestro. Ho avuto la fortuna d'incontrare e seguire gli insegnamenti di Sri Pattabhi Jois, il fondatore di questa pratica. Ho insegnato yoga per 15 anni, fino al 2007, quando ho fondato il mio brand. Un altro incontro importante è stato quello con Kristina Karitinou Ireland, attualmente una delle migliori insegnanti di Ashtanga yoga del mondo. Ha base ad Atene e Creta, ma organizza workshop internazionali, soprattutto in Italia (thelifecentre.com; yogapractice.gr).

I primi siti e app che vedo la mattina. Leggo sempre The Guardian e, visto che sono un collezionista di pietre, guardo spesso eBay 

L'ultimo pasto che mi ha impressionato. Una zuppa di lenticchie che ho cucinato seguendo la ricetta di un amico. Uno dei miei ristoranti preferiti è Beba, a Nicosia (Pindarou 2 a,b,c, Nicosia).

La mia stanza preferita. La mia biblioteca, all'ultimo piano, che ha una grande finestra con vista su Waterloo Station. Mi piace guardare i treni in arrivo e in partenza.

Il miglior souvenir portato a casa da un viaggio. Una pietra arrotondata che ho raccolto in spiaggia a Cipro, sembra che indossi un paio di Ray-Ban.

L'ultimo capo aggiunto al guardaroba. Un costume da bagno per la mia nuotata quotidiana nella piscina municipale accanto allo studio. È un costume da competizione nero, per le lunghe distanze, di Speedo. L'ho indossato una sola volta, poi la piscina ha chiuso per il lockdown.

Il capo di abbigliamento che conservo e che mi piacerebbe trasmettere. Un maglione lavorato a maglia di Atelier E.B.

Se dovessi limitare lo shopping a un quartiere, sceglierei... La zona delle mura veneziane della città vecchia di Nicosia, dove il sabato mattina si tiene il mercato municipale all'aperto della frutta e della verdura.

Il libro sul comodino. Il libro d'artista Joan Jonas: I Know Why They Left di Joan Jonas (30 euro su www.corraini.com).

L'artista che collezionerei se potessi Brice Marden (gagosian.com).

Il museo che attualmente mi sembra più interessante. Il Museo Archeologico Regionale Eoliano “Luigi Bernabò Brea” di Lipari, nelle Isole Eolie.

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