m&A nel Lusso

Michael Kors conquista Versace per 1,8 miliardi di euro. Ora i fondi puntano a Trussardi

di Carlo Festa

La moda italiana sempre piu' in mani straniere

2' di lettura

Il gruppo americano Michael Kors rileva Versace per 1,83 miliardi di euro (2,12 miliardi di dollari) e diventa “Capri Holding”. L’obiettivo di fatturato globale è posto a 2 miliardi di dollari, con la presenza di 300 store. Ai Versace restano azioni per 150 milioni di euro. Arriva così a conclusione il riassetto del gruppo della Medusa, sul quale circolavano indiscrezioni di vendita dall’estate.

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Il mega-prezzo ha fatto la differenza: Michael Kors ha messo sul piatto la cifra più elevata battendo chi tra i diversi gruppi strategici che stavano guardando il dossier (come l’americana Tapestry, che possiede marchi Coach, Kate Spade e Stuart Weitzman) e chi come la francese Kering ha invece trattato a lungo.

Proprio il colosso transalpino sarebbe arrivato a offrire una cifra ben inferiore (ma superiore al miliardo di euro). I desiderata della famiglia Versace erano altri: vicini alla cifra che ora è stata assecondata dallo stilista statunitense Micheal Kors (assistito da Barclays), che non ha badato quindi a spese .

Del resto, tutto il settore italiano del lusso e della moda sembra pronto a un riassetto: una sorta di rivoluzione in cui le famiglie proprietarie sembrano pronte a lasciare il campo a nuovi investitori sull’altare della globalizzazione. Continuano da mesi, anche se la famiglia ha sempre smentito, le indiscrezioni sulla cessione di Ferragamo a fondi di private equity, mentre la maison Trussardi, controllata dalla famiglia e guidata da Tomaso Trussardi, è vicina alla vendita al fondo di turnaround della Cdp, cioè Quattro R.

Tornando a Versace, il prezzo di vendita a 2 miliardi di dollari implica multipli stellari. Versace è una maison globale, con un marchio conosciuto in tutto il mondo e forti possibilità di sviluppo sul mercato americano: ma il gruppo esce da una fase di ristrutturazione e ha rivisto l’utile (15 milioni rispetto alla perdita di 7,4 milioni dell’anno precedente) soltanto nell’ultimo esercizio. Inoltre Michael Kors, secondo i rumors, dovrebbe finanziare con debito bancario una bella fetta dell’acquisizione, tanto che a Wall Street il titolo è sceso ieri del 7 per cento. Come mai Versace ha deciso di vendere? Il gruppo della Medusa è arrivato al termine di un processo di ristrutturazione durato anni e Blackstone ha supportato la maison in questo passaggio aziendale.

Ora è necessaria una nuova fase fatta di grandi investimenti e sinergie internazionali: una fase che poteva essere realizzata solo all’interno di un grande gruppo internazionale quotato. Se poi Michael Kors sia la scelta giusta (rispetto a Kering, che ha in portafoglio, tra gli altri, Gucci e Bottega Veneta) lo dirà il futuro, sicuramente ha offerto il prezzo più alto. All’accordo hanno lavorato i banchieri di Goldman Sachs e gli studi legali Cleary Gottlieb, Chiomenti, Gianni Origoni Grippo Cappelli e Orsingher Ortu.

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