ADDII. (1930-2019)

Michel Serres, filosofo dell’alleanza nel segno della biogea

di Gaspare Polizzi

2' di lettura

Difficile trovare nel panorama filosofico attuale un pensatore globale come Michel Serres. Un filosofo “volpe” che, come il suo nume tutelare Ermes, ha attraversato, negli oltre sessanta volumi della sua vastissima produzione, l'insieme possibile delle conoscenze. Matematico e scrittore finissimo, tanto che si è pensato di proporlo per il premio Nobel per la Letteratura, studioso di storia romana e fumetti, di Lucrezio e Leibniz, Montaigne e Poincaré, di geometria, fisica, diritto, religioni, Serres era convinto che nessuna buona filosofia possa emergere senza immergersi con umiltà nella totalità delle discipline, senza una veduta globale di tutte le varietà regionali del sapere.

Serres è stato tra i primi a comprendere che l'umanità ha abbandonato il mondo della produzione per indirizzarsi verso quello della comunicazione e nel 1968 ha avviato il progetto di una filosofia della comunicazione, alla ricerca del passaggio di Nord-Ovest, difficile e tortuoso passaggio dalle scienze naturali alle scienze umane. Un progetto che ha condotto con costanza nella sua carriera universitaria, prima a Clermont-Ferrand, poi a Vincennes e infine nella cattedra di Storia delle Scienze della Sorbonne, affascinando folle di studenti. E che ha proseguito alla Stanford University e dal suo seggio all'Académie Française. L'obiettivo, ambizioso era quello di tracciare, nella sommatoria di multiformi sondaggi transdisciplinari, l'orizzonte di una nuova cultura della comunicazione e dello scambio che unisse le scienze, le arti, le leggi e le religioni in una “nuova alleanza”. Una filosofia della globalità che imponesse un ripensamento sulla biogea, sul cambiamento globale degli equilibri terrestri. Serres ha lottato fino all'ultimo, anche grazie alla sua popolarità, diffusa dalla Francia negli USA e nel resto del mondo (con una notevole presenza anche in Italia), per rendere la filosofia funzionale a due obiettivi epocali e planetari. Far comprendere l'urgenza di un nuovo patto naturale e morale tra uomini e natura, di un “contratto naturale” che ponga al centro i diritti della biogea. Trasformare radicalmente l'impegno pedagogico per trasmettere e incrementare la conoscenza, nel mondo nuovo della rivoluzione informatica, tra i giovani, Pollicine e Pollicini che hanno scardinato i comportamenti consolidati, sociali, politici e professionali. Il più giovane dei filosofi, con il sorriso e la saggezza di un bambino di 88 anni, ha indicato, grazie a un sapere enciclopedico, una strada per l'umanità futura, forse l'unica percorribile. Lascia un testimone che soltanto unendo le competenze e l'impegno di tanti, potrà essere trasmesso all'umanità futura.

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