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Michelin farà ad Alessandria le gomme che abbattono i consumi

Lo stabilimento Michelin di Alessandria rilancia sulla sostenibilità e lo fa grazie ad un investimento da 18 milioni di euro per costruire una linea pilota dove sviluppare gli pneumatici del futuro

di Filomena Greco


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3' di lettura

È il più grande stabilimento per la produzione di pneumatici per autocarro in Italia, con una capacità di oltre un milione di pezzi all’anno e 920 addetti. Lo stabilimento Michelin di Alessandria rilancia sulla sostenibilità e lo fa grazie ad un investimento da 18 milioni di euro per costruire una linea pilota dove sviluppare gli pneumatici del futuro, con materiali capaci di ridurre la resistenza al rotolamento e abbassare consumi energetici ed emissioni inquinanti.

Michelin Italia conta tre impianti – tutti in Piemonte, il maggiore dei quali a Cuneo –, 4mila addetti e ricavi per 1,6 miliardi come ricorda Simone Mattion, il presidente e ceo del ramo italiano. «Il radicamento in Italia del Gruppo Michelin è storico, a Torino – racconta il ceo Mattion – è nato il primo stabilimento estero di Michelin all’inizio del Novecento, nel 1906, oggi puntiamo sullo sviluppo di competenze tecnologiche all’interno del gruppo, anche per questo Michelin è tra i soci fondatori del Competence Center del Politecnico di Torino». L’impianto pilota di Alessandria rafforza questo posizionamento visto che qui si svilupperanno una serie di prototipi, con una forte componente di innovazione e ricerca, sostenuta anche dai fondi europei per la coesione regionale attraverso la Regione Piemonte, per circa 1,7 milioni. «Svilupperemo – spiega Simone Rossi, direttore dello stabilimento alessandrino – pneumatici in grado di ridurre del 20% l’energia consumata per ogni chilometro percorso, obiettivo di sostenibilità che l’intero Gruppo si è dato per il 2030 e che Alessandria ha adottato. L’impianto di nuova generazione è costituito da una linea di estruzione simultanea per la fabbricazione di battistrada complessi». L’industrializzazione del prodotto è prevista tra il 2021 e il 2022.

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Un tema, quello della riduzione dei consumi legata a migliori performance dello pneumatico fondamentale per tutte le motorizzazioni ma ancora più strategico, ad esempio, se si guarda allo sviluppo futuro della mobilità elettrica ed alternativa in generale. «La dinamica dell’autoveicolo – spiega il ceo – è legata alle caratteristiche dei pneumatici e resta una delle caratteristiche fondamentali, per questo i produttori sono chiamati a coprogettare i modelli con il car maker».

Ad Alessandria si lavora su tre turni, oltre il 90% della produzione va all’estero e di questa quota, poco meno della metà, il 40%, è destinato ai mercati oltreoceano. Uno stabilimento molto flessibile, con un portafoglio di 75 diversi modelli di pneumatici per il trasporto pesante, oltre che per i mezzi industriali e agricoli e la capacità di lavorare su 37 diverse tipologie di prodotti al giorno. Da un lato una quota alta di automatizzazione, ad esempio nel repartyo dove si lavorano i cerchi di acciaio inseriti all’interno dello pneumatico, dall’altro una lavorazione sartoriale per la rifinitura del prodotto in fase finale, prima della cottura.

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    Il tema della fabbrica sostenibile è stato dunque al centro della giornata organizzata ieri in collaborazione con Confindustria Alessandria per condividere progetti e best practice. Per la Michelin di Alessandria si tratta di un percorso avviato a partire dal 2012, con 55 milioni di investimenti totali per migliorare i processi produttivi e modificare il footprint del plant. Sostenibilità economica accanto a sostenibilità ambientale, sintetizza l’amministratore delegato Mattion. Da allora i costi di produzione sono diminuiti del 25% mentre i volumi sono quasi raddoppiati. In campo lo sviluppo del progetto digital twin per la gestione virtuale della fabbrica, l’introduzione dei carrelli automatici per gli spostamenti all’interno dei reparti e l’applicazione denominata Vibes per ottimizzare i processi di saldature dei diversi strati del pneumatico riducendo il contestuale utilizzo di solventi chimici.

    L’obiettivo adotatto dallo stabilimento di Alessandria, coerentemente con le scelte del Gruppo Michelin, è di dimezzare entro il 2020, a confronto con il 2005, l’impatto ambientale in base a una serie di indicatori che misurano consumo di risorse – cioé energia e acqua – emissioni e quantità di rifiuti. Con la torinese Enerbrain, ad esempio, Michelin ha sviluppato su Alessandria un sistema di monitoraggio di temperatura, umidità e qualità dell’aria che permette di intervenire in tempo reale e ridurre i consumi energetici, modello che presto sarà adottato anche nella sede di Cuneo. Mentre sul ciclo dei rifiuti il lavoro fatto finora ad Alessandria ha permesso di valorizzare al 100% gli scarti, una parte dei quali è utilizzata nelle filiere della gomma-plastica.

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