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Michelin incorona Bartolini al Mudec, primo Tre Stelle a Milano dopo 25 anni

Premiati oltre trenta ristoranti top. L’Italia secondo Paese più stellato

di Vincenzo Chierchia


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Lo chef Enrico Bartolini, del Mudec di Milano durante la premiazione(Ansa)

4' di lettura

La Guida Michelin 2020 incorona l'Italia e lo chef Enrico Bartolini: la classica Terza Stella, che segna i locali che valgono un viaggio, è stata assegnata al ristorante di Bartolini al Mudec, museo di Milano gestito dal Gruppo 24 Ore. Bartolini ha poi vinto la seconda stella per il ristorante Glam presso l'hotel Palazzo Venart di Venezia che fa capo al gruppo cinese Ldc.
Personaggio schivo ma affabile, Bartolini ha così collezionato numerose stelle costituendo un caso pressochè unico nella storia della celebre Guida Rossa: tre stelle al Mudec, due al Glam, ed una per i ristoranti Casual di Bergamo Alta, La Trattoria presso L'Andana resort (Gruppo Moretti) a Castiglione della Pescaia (Grosseto) e Locanda del Sant'Uffizio (Gruppo Ldc) a Cioccaro di Penango (Asti). In totale otto stelle in cinque ristoranti. Con quello del Mudec - Museo delle Culture - Milano torna ad avere un ristorante a tre stelle dopo 25 anni. All'epoca c'era lo scomparso Gualtiero Marchesi.


La storia
Enrico Bartoliniha conquistato la sua prima stella nel 2010 a le Robinie e poi nel 2011 al Ristorante Devero, la seconda nel 2014. Nel 2017 approda al Mudec, confermando la seconda stella e guadagnando oggi la terza. La motivazione: «Per la sua varietà, che armonizza tradizioni regionali e creatività, per la ricchezza dei suoi prodotti e l'eccellenza dei suoi chef, l'Italia brilla al centro del panorama gastronomico globale. 33 nuovi ristoranti stellati si affacciano sulla scena culinaria offrendo la propria, personale testimonianza delle infinite varianti della cucina del Bel Paese. Su tutti, brilla il nuovo ristorante tre stelle Enrico Bartolini al Mudec, in cui la personalità dello chef spicca per ricerca e sperimentazione, armonizzandosi perfettamente con la dinamicità di Milano e regalando un tocco da artista al ricco patrimonio gastronomico italiano».
«È un onore aver riportato le tre stelle a Milano - commenta Bartolini -. Milano ha sempre rappresentato una dualità per me: così amata e, al tempo stesso, così temuta. È qui che ho deciso di stabilire il mio headquarter: è al Mudec che nascono le idee e i progetti che poi trasferiamo negli altri ristoranti. Milano è creatività, grazie anche ai molti colleghi che stanno facendo un lavoro egregio nella proposta gastronomica».

Le nuove stelle
Nella Guida Michelin 2020, i ristoranti che propongono una cucina che vale il viaggio, e quindi le Michelin, sono:
Piazza Duomo ad Alba (CN), Da Vittorio a Brusaporto (BG), St. Hubertus, a San Cassiano (BZ), Le Calandre a Rubano (PD), Dal Pescatore a Canneto Sull'Oglio (MN), Osteria Francescana a Modena, Enoteca Pinchiorri a Firenze, La Pergola a Roma, Reale a Castel di Sangro (AQ), Mauro Uliassi a Senigallia (AN) e Enrico Bartolini al Mudec a Milano.

Sono due le novità tra i 35 ristoranti che “meritano una deviazione”, le Due Stelle Michelin.

- La Madernassa, a Guarene in provincia di Cuneo. Lo chef Michelangelo Mammoliti classe 1985, propone una cucina che è diventata una tappa irrinunciabile - come spiegano alla Michelin - nel circuito dei grandi ristoranti della regione. I piatti esprimono rigore, tecnica e precisione, ma l'anima viene dalla tradizione e dai prodotti piemontesi, a cui si aggiungono proposte di mare, ingredienti esotici, talvolta asiatici, e i prodotti coltivati personalmente da Michelangelo nell'orto del ristorante.

- Glam sempre di Enrico Bartolini a Venezia. Con tanta fantasia la carta “pesca” nel mercato di Rialto e non solo per le specialità ittiche, a cui si aggiungono ricette del territorio reinterpretate dall'estro dello chef Donato Ascani, classe 1987. La sua proposta è una solenne sintesi tra creatività e istinto ispirati nel quotidiano dagli ingredienti locali con tocchi d'oriente e erbe aromatiche della laguna.

E veniamo ai locali con Una Stella. Sono 328 i ristoranti dalla cucina di grande qualità, che merita la tappa, dei quali 30 new entry: le regioni più ricche di novità sono la Lombardia, la Campania e la Toscana, alle quali sono state assegnate più del 50% delle nuove stelle.

La Lombardia è anche la regione più stellata, con 6 novità: 62 ristoranti . Il Piemonte, con 4 novità, è sempre in seconda posizione, con 46 ristoranti, mentre la Campania, con 6 novità, si colloca al terzo posto del podio, con 44 ristoranti. A seguire, la Toscana, con 6 novità, per un totale di 40 ristoranti e, infine, il Veneto, a quota 37, con due novità.
Tra le province, Napoli è sempre in vetta con 26 ristoranti, Roma in seconda posizione con 24. Seguono Milano con 20 ristoranti, la cui vitalità in molti campi vede oggi finalmente premiata anche la sua scena gastronomica grazie al nuovo tre stelle. (1 3 16 ), Bolzano con 19, Cuneo a quota 18.

Chi perde le stelle
Sono tredici i locali declassati. In particolare perdono una stella, scendendo da due a una, Al sorriso di Soriso (Novara), Locanda Don Serafino a Ragusa, Vissani a Baschi (Terni) e Locanda Margon a Ravina (Trento). Il celebre Vissani ha protestato eccependo sulla qualità dei giudizi.


Il turismo enogastronomico un business da 12 miliardi
Con 374 ristoranti stellati, che segnano altrettanti punti di riferimento certificati a livello internazionale per il turismo gourmet, l'Italia si consolida al secondo posto nel mondo dopo la Francia (632) e prima della Spagna. Secondo stime Unioncamere il turismo enogastronomico vale oltre 12 miliardi con 110 milioni di presenze.

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