SOSTENIBILITA'

Microsoft: impegnati a cancellare le emissioni, piano per l'Italia


Futuro e passato a emissioni zero e per il nostro Paese un piano da 1,5 mld $ e Alleanza per la sostenibilità , spiega in un'intervista la coo Barbara Cominelli

di Alessandra Capozzi

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(IMAGOECONOMICA)


Futuro e passato a emissioni zero e per il nostro Paese un piano da 1,5 mld $ e Alleanza per la sostenibilità , spiega in un'intervista la coo Barbara Cominelli


3' di lettura

Futuro e passato a emissioni zero. Il percorso verso un futuro sostenibile di Microsoft passa per i target di carbon negative al 2030 e cancellare le emissioni anche quelle "storiche", dalla fondazione dell'azienda. E soprattutto investire per una crescita sostenibile. In Italia, spiega il coo Barbara Cominelli in una intervista a SustainEconomy.24, report di Luiss Business School e Il Sole 24 Ore Radiocor, questo si traduce in un piano di investimenti di servizi cloud e iniziative per il Paese da circa 1,5 miliardi di dollari e un Alleanza per la sostenibilità, che sarà formalizzata nell'autunno, con player e startup. Un percorso da accelerare, in risposta alla pandemia, "con un po' di coraggio".

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Guardiamo ad un futuro sempre più sostenibile. Quali sono i vantaggi e le criticità per una big tech come Microsoft?

"Noi come altre società del settore riconosciamo l'urgenza di identificare e guidare la trasformazione per spingere nella direzione della sostenibilità. Lavoriamo su due leve: primo, mettere casa nostra in ordine, nel senso che se vogliamo essere degli esempi su come gestire il futuro in modo sostenibile, dobbiamo essere i primi ad applicare; poi, per il ruolo di media tecnologico abbiamo la capacità di lavorare insieme con i nostri clienti. Abbiamo presentato recentemente una ricerca con Pwc che mostra come un utilizzo della tecnologia, in particolare l'Intelligenza artificiale coniugata con altri elementi, può portare a ridurre le emissioni del 4%, che sembra poco ma sono le emissioni dell'Australia, del Canada e del Giappone, da qui al 2030, avere un impatto del 4% sul Pil mondiale e sull'occupazione. Noi davvero crediamo che tecnologia, sostenibilità e sviluppo possano camminare assieme e il nostro impegno è investire per far realizzare un tale scenario.

Veniamo al percorso di Microsoft. A che punto siamo?

"Proprio a proposito della casa a posto, dal 2012 siamo carbon neutral e l'impegno che abbiamo annunciato è di essere carbon negative entro il 2030, quindi riducendo le nostre emissioni di oltre la metà sia per quello che riguarda Microsoft ma anche per tutta la nostra catena di fornitura. In più ci siamo impegnati al 2050 a rimuovere dall'azienda tutto la CO2 ‘storica' che abbiamo creato direttamente o consumando energia fin dal 1975, quando siamo stati fondati, come se Microsoft non avesse mai inquinato. Un obiettivo che si raggiungerà con il 100% di rinnovabili al 2025, con veicoli elettrici, nuovi processi di supply chain e nuove tecnologie: tutto un insieme di iniziative per un ecosistema Microsoft. Ma è importante che queste competenze siano anche a disposizione dei clienti. Per questo abbiamo creato un fondo da 1 miliardo di dollari per l'innovazione climatica con l'obiettivo di accelerare lo sviluppo di tecnologie che possano essere utilizzate da noi e anche dai clienti, anche con startup e in collaborazione con università e ricerca per creare un polo che sia un acceleratore per la tecnologia per la sostenibilità.


Parlando dell'Italia. Avete progetti di sostenibilità dedicati anche al nostro Paese?

Il primo impegno che abbiamo annunciato è un piano per l'Italia da circa 1 miliardo e mezzo per la realizzazione di una infrastruttura digitale per il cloud e questa rete di database sarà alimentata al 70% da rinnovabili innescando un circolo virtuoso che porterà alla costruzione di un 10-11% in più di fotovoltaico rispetto al 2018. Quindi torniamo al tema: investiamo per crescere in maniera sostenibile e essere un volano. All'interno di questo piano abbiamo previsto anche un'Alleanza per la sostenibilità, che formalizzeremo dopo la pausa estiva. Insieme a partner di diversi settori, dall'energia alle banche piuttosto che il mondo del largo consumo, insomma con tutti coloro che come noi hanno a cuore questi obiettivi, andremo a creare un ecosistema di open innovation. Facendo scouting di tecnologie per la sostenibilità, aiutando startup e facendo in mondo che le aziende innovative si incontrino e lavorino con grandi corporation italiane per uno scambio positivo e virtuoso. Vogliamo replicare in Italia esperienze che abbiamo in giro per il mondo.


L'emergenza legata alla pandemia Covid-19 può accelerare o rallentare il percorso di sostenibilità?


Pensiamo che è un momento cruciale dove tutti quanti si rendono conto di come la nostra economia sia esposta a rischi sistemici e questi rischi ambientali in senso lato che non possiamo più ignorare. Crediamo che chi come noi si occupa di tecnologia e aiuta le aziende a trasformarsi deve essere un po' coraggioso e tracciare un percorso che ogni azienda seguirà a modo suo. Noi vogliamo e speriamo in un futuro sostenibile proprio come reazione alla pandemia.

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