molti i ritirati per una burrasca

Middle Sea Race, Rambler primo sul traguardo ma il trofeo va a Bogatyr

di Antonio Vettese

2' di lettura

Le previsioni lo avevano promesso: la Rolex Middle Sea Race sarebbe stata una regata dura, per marinai veri. E così è stato, lo dichiara un autentico bollettino di guerra sul numero dei ritirati: 50 su 104 partenti hanno invertito la rotta per rientrare a Malta per la via più breve oppure si sono ritirati in un porto vicino in attesa del termine della burrasca. Dopo un avvio lento, il vento ha iniziato a soffiare deciso quando la flotta ha superato Stromboli rendendo la navigazione verso le Egadi una bolina impegnativa, con il vento che spingeva l’anemometro a superare i trenta nodi.

Vela, i venti forti spazzano la Middle Sea Reace

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C'è un vincitore in tempo reale, il favorito della vigilia Rambler 88 dell'armatore americano George David, che ha allestito un equipaggio di grandissimi “grey haired” che non hanno avuto paura delle condizioni. Il pubblico conosce meglio alcuni nomi, come il timoniere Dean Barker, relativamente giovane con i suoi 44 anni, o il tattico Brad Butterworth, ma a bordo c'erano grandi esperti di ogni tipo di regate con Curtis Blewet, considerato per anni il miglior prodiere del mondo, vincitore sia del giro del mondo che della Coppa America, oppure Dean Pipps o Simon Daubney. Rambler, che è stato in grado di percorrere 300 miglia in 14 ore dopo Favignana non è riuscito a battere il record che lo stesso armatore ha stabilito dieci anni fa in 47 ore e 55 minuti con un altro Rambler.

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Il tempo finale per la vittoria in tempo reale, che gli inglesi chiamano “line honours” è di 2 giorni 9 ore e 48 minuti. Dietro di lui Leopard, un maxi grande e metallizzato, ma appesantito dagli interni da crociera. Attardato Hugo Boss, la barca più moderna tuttavia non costruita per la lunghe boline ma per planare con vento in poppa.

Rambler 88, nonostante la prestazione, non ha vinto la regata: avrebbe dovuto correre ancora più forte per sbarazzarsi degli avversari in tempo compensato, e per aspettare quello che prende la coppa giusta del vincitore bisognerà aspettare qualche giorno, con l’arrivo di tutti i piccoli. Poco meno di undici metri, una barca quasi di serie, il JPK 1080 Bogatyr (dal nome di un cavaliere errante del medioevo, servito anche per navi imperiali russe) dello skipper Igor Rytov che ha superato di soli sei minuti lo Swan 53 Music del sud africano James Blackmore, uscito dalla tempesta in bolina molto bene, e al terzo posto Teasing Machine una barca rapida e aggressiva di Eric de Torkheim che normalmente risiede a Malta.

Gli italiani? Beh, se ne sono ritirati 24 su 27 iscritti, decimati dal vento e dalle condizioni del mare, anche quelli che correvano con le barche più grandi non sono riusciti a restare in regata. Rimasto bene in regata Bora Fast di Giovanni Bonzio assieme all'IMX 45 Tetta (si avete letto bene…) di Giacomo Dall'aria.

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