ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùI risultati dell’Election Day

Midterm Usa, ai Repubblicani mancano ancora 7 seggi per vincere alla Camera

Evitata la temuta “ondata rossa”, il tradizionale colore dei Repubblicani, manca ancora la misura esatta di quanto i Democratici hanno scampato il pericolo

Midterm, Biden: l'onda rossa gigante non c'è stata

3' di lettura

A 3 giorni dal voto di midterm, ancora l’America non ha certezze su chi guiderà il Congresso dal prossimo gennaio. Continuano infatti gli spogli per decine di seggi della Camera dove i repubblicani sono in vantaggio (al momento hanno vinto 211 seggi contro i 198 dei democratici) ma hanno ancora bisogno di altri 7 seggi per ottenere la maggioranza.

Al Gop mancano 7 seggi per vincere

Continuano quindi ad essere a un passo da una vittoria di misura - mentre invece da settimane si sentivano in tasca una vittoria a valanga, con una maggioranza di decine di seggi - che, secondo le previsioni della Cnn, probabilmente potrà portare a un equilibro di 213 seggi per i dem e 222 per il Gop (Grand old party), appena 4 in più della maggioranza minima. «È quindi più facile che si arrivi a questa soluzione, ma la ragione per cui ancora non abbiamo assegnato i seggi è che è matematicamente ancora possibile uno scenario che i democratici mantengano la Camera», ha spiegato di fronte al suo ’magic wall’ John King l’anchorman della Cnn che dalla notte elettorale illustra sulla sua mappa interattiva tutti i possibili, ed ipotetici, scenari di queste elezioni infinite.

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Risultati Dem migliori del previsto

In particolare, il giornalista dell’emittente, tradizionalmente vicina ai democratici, ipotizza che i democratici possano confermare i risultati migliori del previsto anche nei duelli ancora da chiudere nel West del Paese, arrivando così a 212. Altri due seggi, ipotizza ancora, potrebbero arrivare da Maine ed Alaska - dove è in testa la democratica Mary Peltola, grazie al voto spaccato tra Sarah Palin ed un altro democratico - dove è vigore un sistema di ’seconde scelte’ nel caso che nessuno dei candidati raggiunga il 50%.

Così potrebbero arrivare a 214. È «veramente difficile» che i dem possano però ottenere gli ultimi 4 seggi, ammette King, spiegando che uno di questi potrebbe arrivare dalla sconfitta di un’altra pasionaria dell’estrema destra, la deputata repubblicana amante delle armi e di QAnon, Kaureb Boebert, che è in testa per appena 1.136 voti in Colorado.

L’esultanza di Biden

«È stata una grande notte per i democratici». Da martedì 8 novembre, il presidente degli Stati Uniti non smette di tirare sospiri di sollievo per il risultato del voto Usa. Ad un evento a Washington per ringraziare gli attivisti del partito, Biden ha ricordato che si trattava della «prima elezione dopo l'attacco (a Capitol Hill, ndr) del 6 gennaio 2021 e c’era la paura che la democrazia non superasse il test. Lo ha superato!». «Ce l’hai fatta Joe!», ha sintetizzato la sua vice Kamala Harris ripetendo la frase pronunciata in una telefonata, di cui il video era poi diventato virale, dopo la vittoria alle elezioni del 2020. «We did it Joe!», celebrando il successo alle Midterm.

Evitata la temuta “ondata rossa”, il tradizionale colore dei Repubblicani, manca però ancora la misura esatta di quanto i democratici hanno scampato il pericolo. I numeri definitivi delle elezioni sono infatti ancora incerti per entrambi i rami. Alla Camera dei Rappresentanti sarà necessario aspettare giorni per avere una idea chiara della sua composizione, con il conteggio dei voti che prosegue in California, Oregon, Nevada e Arizona. Sono 35 i seggi ancora da assegnare.

Senato appeso al risultato in tre Stati

Al Senato, nel frattempo, i Repubblicani possono contare su 49 seggi, i Democratici su 48, e l'assegnazione della maggioranza spetterà a un trio di Stati ferocemente contesi; Nevada, Arizona e Georgia. Entrambe le parti possono ancora prevalere in Nevada e Arizona, dove si prevede che il conteggio delle schede in arrivo in ritardo durerà ancora diversi giorni, e potrebbe terminare, secondo le autorità elettorali locali, all’inizio della prossima settimana. Per il risultato finale della Georgia sarà invece necessario aspettare il voto di ballottaggio fissato al 6 dicembre.

Secondo alcuni analisti, il Nevada dovrebbe andare ai Repubblicani (con l’83% delle schede scrutinate il candidato trumpiano Adam Laxalt conduce con il 49,4% contro il 47%,6% della senatrice uscente Catherine Cortez Masto) mentre l’Arizona dovrebbe restare appannaggio dei dem (l’ex astronauta Mark Kelly guida con il 51,5% contro il 46,3% del finanziere Blake Master, anche lui sponsorizzato dal tycoon, dopo lo spoglio del 70% dei voti). In tal caso il Grand Old party salirebbe a quota 50, il partito dell’Asinello a 49, e diventerebbe determinante il ballottaggio in Georgia tra il reverendo dem Raphael Warnock (al 49,42% col 95% delle preferenze scrutinate) e l’ex leggenda del football Herschel Walker (48,52%) imposto da Trump.

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