immunoterapia&tumori

Mieloma multiplo, nuove speranze dalla Car-T

Anche se su una casistica limitata, uno studio clinico ha dimostrato di raggiungere una risposta terapeutica nel 100% dei casi, con una risposta molto buona o migliore nell'86% dei pazienti e parziale nel 14%

di Francesca Cerati

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(Afp)

Anche se su una casistica limitata, uno studio clinico ha dimostrato di raggiungere una risposta terapeutica nel 100% dei casi, con una risposta molto buona o migliore nell'86% dei pazienti e parziale nel 14%


2' di lettura

Arriva la Car-T therapy anche per il mieloma multiplo: l'immunoterapia “potenziata” (basata sulle cellule T rimaneggiate del paziente che vengono prelevate e ingegnerizzate per “armarle” contro il tumore) in un primo studio clinico ha dimostrato di raggiungere una risposta terapeutica nel 100% dei casi, con una risposta molto buona o migliore nell'86% dei pazienti e parziale nel 14%.

Si tratta dello studio di fase Ib/II Cartitude-1, che ha coinvolto 29 pazienti con mieloma multiplo (un tumore del sangue con esordio nel midollo osseo) che non ha risposto alle cure o si è ripresentato per valutare l'efficacia di una Car-T mirata alla molecola Bcma delle cellule immunitarie di tipo B.

I risultati preliminari dello studio sono stati presentati al Congresso annuale dell'American Society of Hematology da Janssen, azienda farmaceutica di Johnson & Johnson. Sono stati coinvolti pazienti molto complessi, con recidive o resistenti a tutti i farmaci disponibili a oggi; in questi pazienti la terapia con Car-T anti-Bcma (cellule T umane che codificano per un recettore chimerico di antigene, diretto verso l'antigene di maturazione delle cellule B) ha consentito a 27 pazienti su 29 di essere liberi da progressione di malattia al monitoraggio a sei mesi.

«Lo studio con la Car-T cell anti-Bcma della Janssen ha mostrato dei risultati davvero molto promettenti» - ha commentato Paolo Corradini, direttore della Struttura di ematologia dell’Istituto nazionale dei tumori, Università di Milano e Presidente Sie (Società italina di ematologia) .

«Sebbene si tratti di una casistica limitata (29 pazienti della fase I) - ha aggiunto - le percentuali di risposte globali e di risposte complete (69%) sono molto alte e fanno sperare che questo tipo di risposta possa essere duraturo cambiando il trattamento nel mieloma multiplo ricaduto. L'attività di queste Car-T cells è stata testata in una popolazione di mieloma molto sfavorevole perché avevano già fallito tutte le opzioni terapeutiche importanti (PI, IMIDs e daratumumab) ».

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