la ricostruzione

Migliaia di cantieri, ma a terra resta oltre la metà del legno

In Veneto, una delle regioni più colpite, avviati lavori per quasi 468 milioni di euro

di Giovanna Mancini


2' di lettura

A un anno dal terribile ciclone Vaia – che tra il 26 e il 30 ottobre dello scorso anno ha soffiato con venti fino a 200 chilometri orari, schiantando a terra oltre 10 milioni di piante - la situazione dei boschi nelle regioni colpite (Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige, in primis) è ancora difficile. Imprese e istituzioni locali hanno fatto tanto per recuperare il materiale schiantato a terra, ma gran parte del lavoro resta ancora da fare: secondo i dati forniti da Pefc Italia (il Programma europeo per la certificazione forestale), degli 8,7 milioni di metri cubi abbattuti, a oggi è stato recuperato circa il 30%, anche se il dato varia di regione in regione.

E più passa il tempo, più scende il valore commerciale dei tronchi abbattuti: nonostante le numerose iniziative avviate per cercare di calmierare il mercato, già nei primi mesi il valore dei tronchi sul mercato era crollato, colpito anche dalle speculazioni degli acquirenti esteri (in particolare da Austria e Slovenia), che hanno cercato di approvvigionarsi da subito dei legni migliori. Secondo le stime di Legambiente, la riduzione del valore commerciale provocherà l’80% di incassi in meno da parte di proprietari pubblici e privati delle foreste.

Nel post-emergenza sono mancate probabilmente una regia nazionale e la capacità di fare sistema a livello nazionale, come invece auspicato dall’associazione che rappresenta le imprese della filiera, FederlegnoArredo, che all’indomani della devastazione aveva proposto un Decalogo di buone pratiche non soltanto per limitare i danni economici e ambientali di Vaia, ma anche per ripensare le politiche di gestione delle foreste in Italia.

Il governo ha stanziato in totale 3,1 miliardi di euro, di cui il 30% destinato al Veneto, che ha registrato danni per circa 1,6 miliardi di euro. Qui, in un anno, sono stati avviati lavori per quasi 468 milioni, con 1.746 cantieri già aperti. «Abbiamo circa un miliardo di euro di risorse previste in tre anni - ha spiegato il presidente del Veneto Luca Zaia nei giorni scorsi- . Laprima tranche è già arrivata ed è stata tutta investita. Abbiamo altri 68 milioni di euro in arrivo dall’Europa e chiederemo ancora risorse a Roma».

Nella Provincia di Trento, invece, sono 552 i cantieri aperti finora.Qui Vaia ha causato, secondo la commissione speciale del Consiglio provinciale, 360 milioni di euro, con le Valli di Fiemme e di Fassa a soffrire i maggiori danni.

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