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Migliori amici: cresce il numero degli animali che entrano nelle nostre case

Cani, gatti, pesci, uccelli. Nel 2020 – complice lo smart working sempre più diffuso – 3,5 milioni di italiani ne hanno acquistato o adottato uno.

di Kate Finnigan

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L'interior designer Flora Soames con la sua amata spaniel Humbug.

5' di lettura

A partire dalla primavera dello scorso anno, ho visto arrivare tanti nuovi animali nelle case dei miei amici e familiari. C'è Paddy, un cockapoo castano con zampe grandi quanto il suo appetito; i fratelli Donny e Bruno, due gattini che, dopo aver interagito per settimane solo fra loro, iniziano a riconoscere i nuovi co-abitanti della casa; Bob, un altro piccolo micio, figlio di un randagio e di una gatta abituata alle fughe, che sta regalando notti insonni alla sua padrona; infine, Beau, un levriero inglese adottato di sette anni: i suoi giorni da corridore sono ormai finiti, ma se si trova davanti a una rete metallica, si ferma immobile come se stesse aspettando il segnale di via. Milioni di pet con nomi buffi e caratteri particolari si stanno abituando a vivere in una nuova casa. Nel 2020 il desiderio di trovarsi accanto un animale domestico, preferibilmente a quattro zampe, acquistandolo o adottandone uno, è aumentato in modo esponenziale. In Italia, sono stati 3,5 milioni i cittadini che hanno comprato un pet durante o appena dopo il lockdown primaverile. Anche sul fronte delle adozioni, nel 2020 si è registrato un incremento importante del 15 per cento, come sottolinea Enpa in una nota di gennaio, pari a 8.100 cani e 9.500 gatti che hanno trovato casa, per un totale di 17.600 animali domestici adottati.

Il Rapporto Assalco – Zoomark 2020, che ogni anno fotografa la situazione di alimentazione e cura degli animali da compagnia, stima che in Italia ci siano 60,3 milioni di cani, gatti, pesci, uccelli ecc., con un rapporto di uno a uno fra abitanti residenti e pet. E il giro d'affari di questo segmento di mercato si attesta sui 2.078 milioni di euro, con una crescita su base annua del 2,8 per cento. Secondo Fediaf, la European Pet Food Industry Federation, gli animali d'affezione nell'Ue sono più di 200 milioni. Nel Regno Unito, tra marzo e settembre, sono stati acquistati 5,7 milioni di animali domestici, tra cui 2,2 milioni di cani, secondo i dati della compagnia assicurativa Direct Line. A maggio gli allevatori del Regno Unito erano a corto di cuccioli, con liste d'attesa quadruplicate e prezzi raddoppiati. Al contempo, l'ente di beneficenza Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals ha registrato un aumento del 600 per cento nelle visite alle pagine dedicate all'adozione di cani e un aumento del 30 per cento alla sezione “trova un animale”.

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«Ogni sguardo alla vita di un animale stimola la nostra stessa vita, la rende migliore e più ricca in ogni modo possibile», affermava il naturalista scozzese-americano John Muir nel XIX secolo. Sembra che molti di noi siano andati alla ricerca di quello stimolo e di quell'arricchimento. In termini pratici, è facile capire il perché. Lavorando prevalentemente da casa, l'ostacolo maggiore al tenere un animale domestico – che cosa gli succede mentre siamo al lavoro – è stato superato. Gli svantaggi – le spese veterinarie, il costo del cibo, il figlio teenager che si rifiuta di portare a spasso l'amico che ha implorato di avere, il cane che abbaia al postino durate la call su Zoom... – emergono successivamente.

Nel suo memoir Una terra promessa (Garzanti), l'ex presidente americano Barack Obama racconta che il piacere più grande del 2009, il suo primo anno alla Casa Bianca, è stato l'arrivo di Bo, un cane d'acqua portoghese regalatogli dal senatore Ted Kennedy e dalla moglie Vicki. «Bo è stato per me quello che qualcuno ha descritto come l'unico amico fedele che un politico possa avere a Washington», scrive Obama. «Mi dava anche una buona scusa per lasciare da parte il lavoro la sera e unirmi alla famiglia nelle passeggiate dopo cena lungo la South Lawn. Era proprio durante quei momenti – con la luce del tramonto che colorava il cielo di sfumature rosse, Michelle che sorrideva stringendomi la mano, mentre Bo saltellava dentro e fuori dai cespugli rincorso dalle ragazze – che mi sentivo normale, completo, e fortunato come qualsiasi uomo ha il diritto di essere».

Da parecchio tempo, ormai, avere un cane è un simbolo per gli uomini politici, il modo con cui dimostrano empatia e responsabilità. Il presidente Joe Biden ha assunto l'incarico con i suoi due pastori tedeschi Champ e Major, e proprio Major è il primo cane adottato ad alloggiare alla Casa Bianca. Entrambi sono comparsi spesso durante la campagna elettorale di Biden (è circolato anche un video molto seguito in cui si diceva che Trump è stato il primo presidente, da oltre un secolo, a non avere un cane. Un monito a “scegliere i propri umani con più saggezza”).

Ma la passione canina non è solo una prerogativa dei leader mondiali. È risaputo che gli animali domestici (inclusi gatti, pesci, canarini) possono essere di grande aiuto per la salute mentale delle persone. La pet therapy è efficace nel ridurre il senso di dolore fisico, l'ansia, la depressione e la fatica, viene usata in aiuto di pazienti oncologici, ma anche di bambini che devono andare dal dentista. Uno studio delle università di York e Lincoln, pubblicato lo scorso settembre, ha rivelato che avere in casa un animale durante il lockdown ha contenuto e ridimensionato lo stress psicologico. In oltre il 90 per cento dei casi, gli intervistati hanno affermato che il proprio pet li ha aiutati a superare emotivamente il lockdown e il 96 per cento ha detto che è stato un incentivo a mantenersi in forma e attivi.

Non solo cani e gatti, però. Anche gli acquari, ad esempio, nelle case europee, occupano un posto di tutto rispetto: si stima siano più di 15 milioni. Ciascun Paese dell'Ue ha le sue preferenze: la Germania il maggior numero di gabbiette di roditori, l'Italia il primato di uccelli ornamentali, la Francia di felini, il Regno Unito è al primo posto per i cani. Qualunque sia la specie e la razza scelta, ovviamente, il rapporto non è a senso unico. In cambio di tutto ciò che ci donano, gli animali domestici richiedono cure, tempo e denaro. L'associazione di beneficenza veterinaria The People's Dispensary for Sick Animals, ha stimato il costo di un cane tra le 4.500 e le 13mila sterline per tutto il corso della sua vita.

In un anno difficile come quello appena passato e un inizio 2021 ancora tutto in salita, in Italia è stato varato un Bonus animali che alza di poco il tetto delle spese detraibili. I tassi di disoccupazione in crescita potrebbero creare dei problemi e diversi nuovi proprietari di animali potrebbero trovarsi in difficoltà a sostenere i costi di mantenimento. Accanto alle questioni economiche, ci sono quelle di tempo e spazi. Che cosa succederà a tutti i nuovi arrivati, quando si uscirà di nuovo di casa per andare a lavorare? Per molti sarà un problema che vale la pena di affrontare. Come minimo si registrerà un boom nella richiesta di dog sitter. Lo scorso agosto, la società d'investimento LetterOne ha pubblicato The Pet Factor, una rivista che esamina i benefici economici e in termini di salute di chi possiede un animale. Se nel futuro non emergeranno nuovi atteggiamenti e nuove politiche nei confronti dei pet sui luoghi di lavoro, sarà una grande occasione persa per tutti.

Per esperienza personale, grazie alla mia cavapoo di tre anni, Meghan Barkle, so che non c'è niente di meglio dall'essere accolta a casa, dopo il lavoro, da un cane scodinzolante (lo stesso vale per le fusa e gli strofinamenti di un gatto contro le gambe). Questo difficilmente cambierà: una volta scoperto, è quasi impossibile rinunciare all'amore e alla fedeltà incondizionata di questi amici di famiglia.

Un pet e il suo padrone

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