LA FOTOGRAFIA DELLA FONDAZIONE ISMU

Migranti: nel 2017 +87mila stranieri, 56mila irregolari

di Andrea Carli


default onloading pic
(ANSA)

4' di lettura

Nel 2017 sono cresciuti gli stranieri presenti in Italia. Ad aumentare sono state soprattutto le persone presenti nel paese in maniera irregolare. Al 1° gennaio 2017 la popolazione straniera in Italia ha raggiunto la quota di 5 milioni e 958mila presenze (regolari e non), con un aumento di 87mila unità (+1,5%) rispetto all’anno precedente. Un incremento - spiega il XXIII rapporto della Fondazione Ismu sulle migrazioni 2017, presentato oggi a Milano - «dovuto soprattutto alla componente irregolare (+56mila), che registra una lieve ripresa: al 1° gennaio 2017 l’Istituto stima che non sono in possesso di un valido titolo di soggiorno 491mila stranieri (contro i 435mila alla stessa data dell’anno precedente)». L’incidenza degli irregolari sul totale della popolazione straniera presente è quindi dell’8,2 per cento.

Italia prima in Europa per acquisizioni di cittadinanza
Il report mette in evidenza una crescita delle acquisizioni di cittadinanza, che vedono l'Italia al primo posto in Europa. Il 2016 ha registrato 202mila nuovi italiani. Nel 2015 (ultimi dati disponibili per un confronto) la Penisola risultava al primo posto per numero di cittadinanze concesse (178mila), seguita dal Regno Unito con 118mila, Spagna e Francia con 114mila, Germania con 110mila, Svezia con 49mila, Belgio e Paesi Bassi con 27-28mila. Un primato che nel 2016 si è con ogni probabilità consolidato.

NUOVI CITTADINI ITALIANI TRA IMMIGRATI EXTRA UE

Il 41,2% degli extracomunitari divenuti italiani nel 2016 ha meno di 20 anni. La gran parte si è vista «trasmettere» la cittadinanza da uno dei genitori (ex art 14 legge 91/1992). Dati in migliaia<br/>(Fonte: elaborazioni Ismu su dati Istat)

NUOVI CITTADINI ITALIANI TRA IMMIGRATI EXTRA UE

Rumeni, albanesi e marocchini ai primi tre posti
Per quanto riguarda le provenienze, anche per il 2016, si conferma il primato dei rumeni, che, con quasi un milione e 169mila residenti, rappresentano il 23,2% del totale, cui seguono circa 450mila albanesi (8,9%) e 420mila marocchini (8,3%). Ismu inoltre sottolinea una crescita delle acquisizioni di cittadinanza: nel corso del 2016 si contano ben 202mila nuovi italiani (in 4 casi su 10 si tratta di minori).

Nei prossimi 20 anni sempre più ridotto aumento degli stranieri residenti
Ma quali sono le previsioni sul futuro? In base alle stime contenute nel report, estrapolando le tendenze in atto nel periodo 2014-2016 (tenuto conto delle crescenti acquisizioni di cittadinanza), nel prossimo ventennio potremmo assistere a un sempre più ridotto incremento della popolazione straniera iscritta nelle anagrafi dei comuni italiani, sino a raggiungere un massimo di 5 milioni e 374 mila unità alla fine del 2033 e a dar vita, da allora in poi, a una fase di sostanziale stabilità (i residenti si assesterebbero quindi sui 5,3 milioni).

Il 10,5% degli occupati in Italia sono stranieri
Sul fronte lavorativo il report mette in evidenza che gli stranieri occupati nel 2016 raggiungono la cifra di 2 milioni e 401mila, contro i 2.359.065 del 2015: rappresentano il 10,5% dell’occupazione complessiva. Il lavoro immigrato resta «in netta prevalenza» di tipo dipendente (86,6% degli occupati rispetto al 74,8% degli italiani) e operaio (76,6% rispetto al 30,7% degli italiani). Diminuisce la disoccupazione: nel 2017 gli stranieri senza lavoro sono 437mila, contro i 456mila del 2015. Nel 2016 sono 1 milione e 181mila gli stranieri inattivi in età lavorativa (ovvero tra i 15 e i 64 anni), di cui il 72% per cento è costituito da donne.

I giovani stranieri più inseriti nel mercato del lavoro
I giovani stranieri tra i 15 e i 24 anni, rispetto ai coetanei italiani, mostrano una più precoce transizione al mercato del lavoro. Se si considera l’incidenza degli occupati sulle forze lavoro e l’incidenza dei disoccupati - osserva la Fondazione Ismu -, i giovani stranieri non sembrano essere colpiti da una condizione di svantaggio. Anzi, gli stranieri maschi 25-34enni risultano addirittura decisamente meno soggetti al rischio di disoccupazione rispetto ai coetanei autoctoni. Un’attenzione particolare va però rivolta ai giovani e giovani-adulti che non sono impegnati né nello studio, né nel lavoro, né nella formazione professionale (Neet): tra di loro, in tutti i paesi europei, infatti i ragazzi con un background migratorio sono ampiamente sovra-rappresentati, un fenomeno che addirittura si accentua nel caso italiano.

Stabili gli alunni stranieri nel sistema scolastico italiano
Rimangono stabili gli alunni stranieri presenti nel sistema scolastico italiano: nell’anno 2015/2016 gli studenti non italiani sono 814.851 (solo 643 in più rispetto all’anno scolastico precedente) e rappresentano il 9,2% del totale della popolazione scolastica.

I casi di Tbc in stranieri superano quelli delle persone nate in Italia
Nel decennio 2006-2015 il numero totale dei casi di tubercolosi notificati in Italia mostra una progressiva diminuzione della loro incidenza (da 7,7 casi per 100mila abitanti nel 2006 a 6,3 casi per 100mila nel 2015). Dal 2009 la percentuale dei casi di Tbc in stranieri supera quella registrata per le persone nate in Italia. In base ai dati dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane, l’indagine Ismu mette in evidenza che, «pur attribuendo alla popolazione immigrata una parte consistente dei casi di Tbc riscontrati nel 2016 (soprattutto per ragioni legate alla condizioni di indigenza in cui vivono), l’Italia resta un paese a bassa endemia per Tbc e la trasmissione della malattia da immigrati alla popolazione residente continua a rappresentare un evento raro».

«Non siamo di fronte a un’invasione»
L’indagine conclude mettendo in evidenza che «la dinamica degli ingressi in Italia rimane pur sempre ai livelli del recente passato, se non inferiori. La caduta del numero di iscrizioni anagrafiche “tradizionali/regolari” per trasferimento dall’estero, avvenuta ininterrottamente dal 2007 al 2014 - si legge nel documento -, ha trovato compensazione negli arrivi non autorizzati sulle nostre coste. I dati quantitativi sulla presenza straniera in Italia non sembrano mettere in luce dinamiche e prospettive preoccupanti. Infatti anche se gli sbarchi sulle coste italiane sono passati da 63mila del 2011 a 181mila del 2016, fino agli oltre 117mila del 2017 (dati aggiornati al 4 dicembre), non siamo di fronte a un’invasione».

QUANTI NUOVI ITALIANI IN PIÙ NELL'IMMEDIATO FUTURO?

Un milione negli ultimi 15 anni, due milioni nei prossimi dieci. Dati in migliaia<br/>(Fonte: Stima ISMU 2017)

QUANTI NUOVI ITALIANI IN PIÙ NELL'IMMEDIATO FUTURO?

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...