IL BRACCIO DI FERRO NELLA MAGGIORANZA

Migranti, nel 2020 quasi il triplo degli sbarchi rispetto all’anno precedente. Dl sicurezza, nuovo round il 9 luglio

Durante la prima fase del lockdown scattato a causa dell’emergenza sanitaria Covid-19 - ovvero dal 25 febbraio alle prime aperture del 4 maggio, sono sbarcati in Italia 1.562 migranti. A giugno - dato aggiornato al 23 del mese - risultano 1.065 arrivi (erano 241 a marzo, in pieno lockdown)

di Andrea Carli

Coronavirus, 28 migranti positivi sulla nave quarantena Moby Zaza

Durante la prima fase del lockdown scattato a causa dell’emergenza sanitaria Covid-19 - ovvero dal 25 febbraio alle prime aperture del 4 maggio, sono sbarcati in Italia 1.562 migranti. A giugno - dato aggiornato al 23 del mese - risultano 1.065 arrivi (erano 241 a marzo, in pieno lockdown)


4' di lettura

Una riscrittura delle regole in tema di gestione dei flussi migratori in un periodo dell’anno in cui gli arrivi registrano un’accelerazione. È questo lo scenario che si va delineando in queste ore, uno scenario che trova le forze di maggioranza alle prese con un dossier complesso, quale quello che punta a una intesa sul restyling dei decreti sicurezza Salvini.

Con la stagione estiva e la situazione politica della Libia lontana da una stabilizzazione il tema migranti torna di stretta attualità. Per rimanere solo alle ultime ore, dopo un nuovo salvataggio al largo della Libia della Mare Jonio, che ha recuperato 43 persone su un’imbarcazione a rischio di affondare Alarm Phone, il servizio telefonico dedicato ai migranti in difficoltà in mare, ha riferito di circa 47 persone alla deriva in mare dopo essere fuggite dal paese del Nord Africa.

Durante la prima fase del lockdown 1.562 arrivi

Nel 2020 gli sbarchi sono saliti a 6.576 (quasi il triplo rispetto ai 2.508 del 2019). Durante la prima fase del lockdown scattato a causa dell’emergenza sanitaria Covid-19 - ovvero dal 25 febbraio alle prime aperture del 4 maggio, sono sbarcati in Italia 1.562 migranti. A giugno - dato aggiornato al 23 del mese - risultano 1.065 arrivi (erano 241 a marzo, in pieno lockdown).

Nuovo round al Viminale sul restyling dei decreti Salvini

La politica cerca un’intesa su un nuovo provvedimento che superi i decreti sicurezza approvati dall’esecutivo precedente, a trazione M5s-Lega, quando il leader del Carroccio Matteo Salvini era ministro dell’Interno. Il Viminale ha ospitato in mattinata un nuovo “round”, il terzo sul tema, durato circa un’ora e mezza tra la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese e le forze di maggioranza. Alla fine dell’incontro - a quanto si apprende -, si è deciso di darsi un nuovo appuntamento, il 9 luglio per consentire un’ulteriore messa a punto del testo che supera i decreti Salvini. A poche ore dal vertice di questa mattina l’Ufficio legislativo del Viminale aveva ricevuto le proposte dei Cinquestelle. Da qui al 9 si lavorerà ad una nuova formulazione raccogliendo le indicazioni arrivate dai partiti di maggioranza per arrivare ad un testo condiviso da tutti.

Il viceministro Mauri (Pd): si andrà oltre i rilievi di Mattarella

Al termine dell’incontro il viceministro dell’Interno Matteo Mauri (Pd) ha spiegato che la riunione di oggi è stata «molto positiva», c’è stata «condivisione su obiettivi e strumenti da usare. La cosa più importante è che oggi si è sancito in modo definitivo che c’è la volontà di tutte le forze di maggioranza di andare ben oltre i rilievi espressi dal capo dello Stato sui dl Salvini, intervenendo in profondità per azzerare gli effetti negativi che hanno determinato».

Il pressing di Pd, Iv e Leu per cambiare i decreti

Pd, Iv e Leu sono compatti nel chiedere una forte discontinuità con i provvedimenti firmati dal leader leghista, i Cinquestelle hanno messo a punto un loro documento che supera la posizione iniziale di limitarsi ad accogliere solo i rilievi del capo dello Stato Sergio Mattarella.

L’apertura di M5s

Nel movimento è stata trovata una linea condivisa dove trovano spazio anche la riorganizzazione del sistema Siproimi, con lo stop ai grandi centri per puntare sull'accoglienza diffusa, la convertibilità dei permessi di soggiorno per motivi di lavoro e l'ampliamento dei permessi speciali a chi rischia di subire trattamenti inumani e degradanti nel proprio Paese. L'Ufficio legislativo del Viminale ha in mano tutti i “desiderata” delle forze di maggioranza. A questo punto lo step successivo sarà quello di predisporre un testo di sintesi, integrando quello iniziale (cancellazione multe alle ong, ampliamento permessi speciali, dimezzamento tempi di trattenimento nei Cpr, iscrizione all’anagrafe comunale per i richiedenti asilo).

Ma i Cinque Stelle chiedono di rimandare la soluzione a settembre

Rimane tuttavia un “problema tempi”, posto con forza dagli esponenti M5S Giuseppe Brescia e Vittoria Baldino: un decreto approvato ora, è il ragionamento dei pentastellati, risulterebbe di difficile conversione nei due mesi concessi, tenuto conto della pausa estiva e dei tanti provvedimenti all’esame delle Camere. Di qui la richiesta M5s di rimandare a settembre, dopo le elezioni. Pd, Iv e Leu vogliono fare il più presto possibile, ma potrebbero concedere due mesi di tempo in cambio di un testo più vicino alle loro posizioni. Rimane il fatto che, come gli ultimi dati del Viminale hanno messo in evidenza, gli sbarchi sono in crescita. E un restyling ai decreti Salvini avrebbe senso prima dell’autunno, quando il flusso degli arrivi, complice anche la bella stagione, diventano più consistenti.

Lamorgese: adottate dall'inizio misure anti-Covid

Uno degli aspetti del “dossier migranti” riguarda il rischio che con l’aumento degli sbarchi cresca il rischio di nuovi contagi Covid-19. Una donna di 31 anni, originaria del Cameroun, risultata positiva al coronavirus è stata evacuata stamani dalla nave-quarantena “Moby Zazà”. La donna faceva parte del gruppo dei 28 migranti risultati, la scorsa settimana, positivi al Covid-19. La giovane si trovava nella cosiddetta “zona rossa”, assieme appunto agli altri 27. È stata trasferita, in via precauzionale, essendo alle prime settimane di gravidanza, all’ospedale Cervello di Palermo. «Per tutti i migranti accolti nel nostro territorio - ha spiegato la ministra Lamorgese, in audizione al Comitato Schengen - è stata disposta la misura preventiva obbligatoria dell’isolamento per almeno 14 giorni. Misura assicurata non solo per gli arrivi via mare, ma anche per quelli terrestri».

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