ipotesi allo studio del viminale per l’accoglienza

Migranti, aiuti con case confiscate alla mafia. L’Ue: «Bene l’Italia su Libia e Ong»

di Alessia Tripodi

Il presidio degli ex occupanti del palazzo di via Curtatone (Ansa)

4' di lettura

Utilizzare i beni confiscati alla criminalità organizzata per dare alloggio alle persone sgomberate da edifici occupati. Sarebbe questa, a quanto si apprende, una delle ipotesi più concrete allo studio per le linee guida sugli sgomberi degli edifici occupati di cui si discuterà domani al Viminale in una riunione con il ministro dell'Interno, Marco Minniti. La direttiva - che, come trapelato nei giorni scorsi, va verso il divieto degli sgomberi in assenza di soluzioni abitative già concordate - punta a coinvolgere e responsabilizzare prefetti e sindaci, ma si valuta anche di coinvolgere il sociale, non solo attraverso gli organi delle amministrazioni comunali deputati a questo settore, ma anche tramite associazione qualificate.

La prossima settimana vertice Minniti-Raggi
Intanto, la prossima settimana si terrà a Roma un vertice tra Minniti e la sindaca Virginia Raggi. La riunione, che verterà sui temi migranti, accoglienza e politiche abitative, sarebbe stata chiesta dal Campidoglio nell'ambito dei «buoni rapporti e costanti contatti istituzionali».

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Oltre 17mila immobili sequestrati
Sono oltre 17mila, tra immobili e aziende, i beni definitivamente confiscati alle mafie, in base ai dati aggiornati al 30 settembre 2015 censiti dall'Agenzia nazionale beni sequestrati e confiscati. Di questi, alla data della rilevazione, 9.310 risultavano destinati, 7.955 in gestione e 312 usciti dalla gestione. L'ipotesi di usare i beni confiscati per accogliere chi è sgomberato da edifici occupati potrebbe venire incontro anche alle osservazioni e alle critiche che spesso, in passato, sono state mosse in merito al mancato riutilizzo o a un utilizzo non “virtuoso” dei beni requisiti alla criminalità. Alcuni organi di stampa avevano invece fatto riferimento all'ipotesi che il ministero dell'Interno procedesse a far requisire edifici pubblici vuoti: ipotesi che però - spiegano fonti del Viminale - appare non praticabile anche da un punto di vista giuridico.

Al Viminale riunione presieduta da Minniti
Durante la riunione tecnica convocata per domani al Viminale, Minniti indicherà ed esaminerà con i suoi collaboratori come definire le linee guida. Al centro ci sarà anche, ma non solo, il tema dei migranti. Fonti del ministero sottolineano che, invece, non è ancora deciso quando la circolare Minniti, che deve ancora essere messa a punto, verrà emanata. Il nodo migranti sarà solo uno dei punti all'ordine del giorno all'interno di una più ampia discussione sugli edifici occupati e sulle relative linee guida, perché in realtà le occupazioni non riguardano i soli stranieri. Il panorama delle case e degli stabili occupati riguarda anche edifici e aree in cui si sono insediati cittadini italiani, centri sociali, nomadi. Le situazioni, in particolare quelle più consistenti anche da un punto di vista numerico, sono note e censite dalle prefetture e circoscritte - si fa notare da fonti del Viminale - soprattutto ad alcuni grossi centri: Roma, Milano, Napoli (dove c'è soprattutto un problema legato a occupazioni dei rom), Torino,
Bologna.

Le nuove linee guida
Le linee guida sugli sgomberi su cui sta lavorando il Viminale saranno una 'costola' del cosiddetto pacchetto Minniti-Orlando, il decreto sulla sicurezza nelle città varato tra aprile e febbraio scorsi e che comprende già misure sugli sgomberi degli edifici occupati. La direttiva che dovrebbe arrivare dal ministro dell'Interno nei prossimi giorni, diretta a prefetture e questure, prenderà quindi le mosse proprio da quel provvedimento per fornire un quadro più stringente sul piano operativo riguardo alla gestione degli sgomberi, al rapporto tra Prefetture e Comuni, alla ricerca di soluzioni abitative alternative come premessa per procedere agli sgomberi, così da evitare situazioni di disordine e disagio sociale. Alle linee guida - e all'ipotesi dell'utilizzo dei beni confiscati alle mafie - arriva anche l'ok dei prefetti. Che però sottolineano la necessità di «concordarle e coinvolgere anche gli altri livelli istituzionali, in particolare l'Anci a nome dei Comuni», dice Antonio Giannelli, presidente del Sinpref, associazione sindacale dei funzionari prefettizi.

Merkel: profughi, no peso solo a Italia e Grecia
Intanto, sul fronte immigrazione arriva la solidarietà della cancelliera tedesca Angela Merkel: «Tutti in Europa devono accettare che il vecchio sistema- ublino non è sostenibile - ha detto la cancelliera in un'intervista alla Welt am Sonntag - non può essere che Grecia e Italia debbano sopportare da sole tutto il carico, soltanto a causa del fatto che la loro posizione geografica è tale che i profughi arrivano da loro». Per questo - ha aggiunto - i profughi vanno distribuiti in modo solidale».

Vertice di Parigi: bene codice Italia su Ong
Secondo un'anticipazione del documento del vertice a quattro sull'immigrazione che si terrà domani a Parigi tra Italia, Francia, Germania e Spagna, i paesi Ue «si felicitano per le misure prese dall'Italia nel pieno rispetto del diritto internazionale» e «il codice di condotta in materia di salvataggi in mare è un passo avanti positivo, che consente di migliorare coordinamento e efficacia dei salvataggi». «I capi di Stato e di governo chiedono a tutte le Ong che operano in zona di firmare il codice e di rispettarlo» si legge ancora nel documento del vertice che domani riunirà a Parigi i premier Macron, Gentiloni, Merkel e Rajoy.

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