il ministro a torino

Migranti, Alfano: dopo Libia puntiamo ad accordo con Niger

(ANSA)

2' di lettura

«Dopo l'accordo con la Libia il governo è impegnato su un altro importante traguardo, un accordo con il Niger che confina a sud con la Libia, Paese di attraversamento principale di coloro che arrivano in Libia dal Corno d' Africa. Se riusciremo a fare questo accordo aiuteremo noi stessi e la Libia a regolare il transito». Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, a margine di un incontro con il Coordinamento Interconfessionale 'Noi siamo con voi', al centro italo-arabo Daar al Hikma di Torino.

«Abbiamo forza per proteggere diga di Mosul»
«Abbiamo una grande responsabilità, che è quella di proteggere la diga di Mosul, e abbiamo anche la forza di farlo» ha continuato Alfano, spiegando che «questo prova quanto siamo impegnati per la pace e la sicurezza nel mondo, anche perché stabilizzare quell'area significa stabilizzare non solo quel Paese ma anche l'intera area». «Sulla diga abbiamo fatto un lavoro importante sia dal punto di vista militare - ha aggiunto - sia da quello infrastrutturale».

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«Noi responsabili, Ue sia solidale»
Il ministro degli Esteri ha poi sottolineato che «l'Europa non può essere solo l'Europa della moneta e del mercato, deve essere anche quella dei doveri e dei diritti. Dobbiamo avere un sistema comune di asilo, e non dimenticare che fino al 1989 abbiamo avuto rifugiati dall'Europa». «Ci vogliono tutti i principi dell'accoglienza - ha rimarcato Alfano - abbinati però a regole che la rendano sostenibile, altrimenti si dà vantaggio a chi dice 'nessuna accoglienza'. La ricerca della giusta misura è una responsabilità importante di chi governa».
«In Europa - ha aggiunto - abbiamo il diritto di chiedere una corresponsabilità. L'Europa si fonda su due grandi pilastri, la responsabilità e la solidarietà. Noi siamo stati responsabili, ora spetta all'Europa essere solidale, condividendo il peso dei migranti che non vogliono venire in Italia ma vogliono andare in Europa. Tutto questo per noi significa lavorare insieme all'Europa per realizzare alcuni obiettivi di redistribuzione dei flussi».

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