COMITATO PER L’ORDINE E LA SICUREZZA 

Migranti, il “blocco navale” solo con l’ok del parlamento

Salvini gioca le sue carte a effetto ma una scelta come quella annunciata lunedì passa anche da una condivisione in Consiglio dei ministri. Dovrà fare i conti con gli altri componenti dell’esecutivo giallo verde. E, innanzitutto, con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte

di Marco Ludovico


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(foto Ansa)

2' di lettura

La necessità, ora, è tradurre in un percorso concreto un’intenzione politica. L’input arrivato dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ieri al termine del Cnosp (comitato nazionale ordine e sicurezza pubblica) è impegnativo. Schierare le navi della Marina militare a presidio dei porti italiani considerati “chiusi” dal leader leghista è una suggestione potente.

Una sorta di blocco navale – piace molto a Giorgia Meloni , presidente di Fratelli d’Italia – di grande impatto. Ma non può proprio scaturire da un pur prestigioso consesso come quello che riunisce i massimi vertici dell’Interno, delle forze di polizia e di intelligence.

Le missioni già in corso
Oggi la Marina militare, al comando dell’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, ha due missioni in atto. “Sophia”, a conduzione italiana – l’ammiraglio Giorgio Gomma sostituisce Enrico Credendino - è sotto l’egida dell’Unione europea. “Mare sicuro” è invece tutta italiana, sempre nel Mediterraneo. Scartata l'ipotesi di chiedere a Bruxelles una modifica per “Sophia” resta l’opzione “Mare sicuro”. Ma uno schieramento delle unità navali militari a guardia dei porti è decisione politica collegiale. In ogni caso, così come per ogni missione, un’eventuale decisione dell’esecutivo deve avere l’ok del parlamento.

Il ruolo del governo e del Parlamento
Salvini gioca le sue carte a effetto ma una scelta come quella annunciata lunedì passa, innanzitutto, da una condivisione in Consiglio dei ministri. Dovrà fare i conti con il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta: i loro rapporti sono critici se non inesistenti. E, innanzitutto, con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Il vertice di domani convocato a palazzo Chigi servirà proprio a capire quanto di concreto e condiviso ci sia in campo. Al momento, non troppo.

Le norme e il vertice supremo delle Forze armate
Ferma restando la libera scelta dell’esecutivo di pianificare la politica dell’immigrazione e l’impiego dei mezzi per il contrasto ai flussi di irregolari, un ricorso così imponente allo strumento militare non può non prevedere un passaggio anche con gli uffici del Quirinale visto, com'è noto, che il presidente della Repubblica è il capo supremo delle Forze armate. L’impiego in grande stile delle navi della Marina, poi, è costoso, e Salvini dovrà fare i conti con il collega titolare del Mef, Giovanni Tria. Comunque, secondo gli articoli 111 e 115 del Codice dell’ordinamento militare, la Marina svolge vigilanza «al di là del limite esterno del mare territoriale» e può integrare il ruolo della Guardia Costiera «in base alle direttive emanate d’intesa fra il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministro della difesa, sentite, se occorre, le altre amministrazioni interessate». La rivisitazione dell’impegno della Marina, se possibile, non sarà uno scherzo.

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