il soccorso in mare

Migranti: bozza codice Ong, le 11 regole da rispettare

di Redazione Online

(AP)

2' di lettura

Undici regole per le ong impegnate nel soccorso ai migranti nel Mediterraneo. Sono contenute in una bozza del Codice di condotta che l'Italia ha messo a punto e che è ora all'attenzione degli uffici europei. Nel documento, secondo quanto riferisce l’agenzia Ansa, c'è il divieto di telefonare «per facilitare la partenza di barconi che trasportano migranti», l'obbligo a far salire a bordo la polizia giudiziaria e quello di avere una certificazione tecnica per poter fare salvataggio.
Chi non firma il Codice potrebbe non ricevere l'autorizzazione
ad accedere nei porti italiani.

Assoluto divieto per le navi umanitarie di entrare in acque libiche

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La prima regola del Codice è «l' assoluto divieto» per le navi umanitarie di entrare in acque libiche, che possono essere raggiunte «solo se c'è un evidente
pericolo per la vita umana in mare». Si chiede poi alle Ong di non fare telefonate o mandare segnali luminosi per facilitare la partenza e l'imbarco di mezzi
che trasportano migranti, con «l'ovvia intenzione di non facilitare i contatti con i trafficanti». Tra gli altri obblighi, quello di non trasportare migranti su altre navi, che siano italiane o appartenenti agli assetti internazionali, tranne che in una situazione di emergenza. E dopo il salvataggio, le navi delle organizzazioni «dovranno completare l'operazione portando i migranti in un porto sicuro».

Si chiede inoltre di non ostruire le operazioni di ricerca e soccorso della guardia costiera libica, di rendere note le fonti finanziamento per le attività di salvataggio e di notificare al Centro di coordinamento marittimo del proprio Stato di bandiera l'intervento, «così che questo Stato è informato sulle attività
della nave e può assumere la responsabilità anche per finalità di sicurezza marittima».

Minnniti: lasciare sola l’Italia un drammatico errore

Oggi il ministro dell’Interno Marco Minniti a Berlino, parlando all'ambasciata italiana insieme all'omologo Thomas De Maiziere ha ricordato che «lasciare l'Italia da sola sarebbe un drammatico errore».
L'Italia ha sottolineato «in questi anni e in queste ore si sta assumendo un peso notevole. L'Italia è un Paese che ha accolto, accoglie e continuerà ad accogliere. E
tuttavia sono venuto qui a dire con una certa chiarezza che in questa partita sarebbe un drammatico errore lasciare l'Italia da sola» ha ribadito Minniti perché «di fronte a una partita così epocale, nessuno può farcela da solo» ha aggiunto. Minniti ha incitato alla solidarietà e alla collaborazione anche per far sì che nessuno in futuro possa dire, davanti al bilancio cui ci porrà di fronte la storia, «io potevo fare di più».

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