intervento del premier all'onu

Migranti, Conte: ora l’Italia non è più sola. Di Maio: stabilizzare la Libia per fermare partenze

Nel suo discorso alle Nazioni unite, il premier ha sottolineato la «svolta» su scala europea nella gestione dei flussi migratori. Fra gli altri temi toccati le riforme, la situazione libica e l’emergenza climatica


Conte, l'intesa di Malta sui migranti e' una svolta

5' di lettura

«Oggi l'Italia non è più sola»: lo ha detto il premier Giuseppe Conte intervenendo a New York all'Assemblea generale dell'Onu a proposito dell'immigrazione e dell' accordo che si sta raggiungendo in Europa . «L'Unione europea ha l'occasione di fare la sua parte senza ulteriore indugio in modo serio e risolutivo», ha affermato, pensando all'accordo raggiunto a Malta che rappresenta per l'Italia «una svolta».

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Ma non basta: «Non possiamo transigere nell'assicurare un sistema di rimpatri rigoroso ed efficace per gli immigrati irregolari». In ogni caso, ha detto Conte, «siamo oggettivamente vicini ad una svolta, al passaggio da una gestione emergenziale a una strutturale fondata su un partenariato tra Stati»

In Italia al via «stagione riformatrice»
Nel suo discorso, durato una ventina di minuti, il leader italiano ha parlato della «stagione riformatrice» inaugurata con il nuovo governo. «In Italia - ha detto - abbiamo inaugurato una nuova stagione riformatrice, che punta a costruire un futuro sostenibile per tutti coloro che verranno dopo di noi». Si tratta di «un progetto che mette al centro le soluzioni che migliorano la qualità di vita dei cittadini e che rispondono alle urgenze che assillano la nostra società.

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È un percorso che si rafforza grazie ad alcune misure di inclusione sociale e di sostegno al lavoro di qualità già adottate e che continueremo a portare avanti e attuare con la massima determinazione». Conte ha ribadito che una delle priorità del governo formato da Movimento 5 Stelle e Partito Democratico è quella di dare vita a un "Green New Deal" «per riorientare l'intero sistema produttivo verso uno sviluppo sostenibile e incentivare i comportamenti socialmente responsabili dei vari attori economici».

Libia, urgente il «cessate il fuoco»
Il premier è intervenuto anche su due fronti aperti nello scacchiere medio-orientale, Libia e Iran. «Raggiungere un cessate il fuoco credibile (in Libia, ndr) - ha detto - non è che un primo passo urgente e necessario per riavviare un dialogo politico inclusivo tra tutte le parti libiche». Il premier ha fatto appello alla comunità internazionale, perché «è giunto il momento di rilanciare l'impegno verso una Libia pacificata, unita, indipendente e democratica».

Invitando ad agire a sostegno della Missione di Sostegno Onu (Unsmil) e degli sforzi del Rappresentante Speciale del Segretario Generale, Ghassan Salamé, Conte ha invece auspicato una «maggiore e più incisiva presenza delle articolazioni delle Nazioni Unite che operano a favore dei migranti vulnerabili e dei rifugiati». Ai Paesi membri dell'Onu ha chiesto di «rispettare ed attuare l'embargo di armi verso la Libia, prevenendo un'ulteriore escalation del conflitto».

L’Iran rispetti gli obblighi dell’accordo nucleare
Quanto all’Iran, nel suo intervento Conte ha auspicato che Teheran «ritorni al pieno adempimento dei suoi obblighi ai sensi del Joint Comprehensive Plan of Action» (JCPOA), l'accordo sul nucleare iraniano siglato nell'estate del 2015 con i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (Cina, Francia, Russia, Regno Unito e Stati Uniti più la Germania) insieme alla Ue. Parlando davanti ai membri dell'Assemblea Generale dell'Onu nella notte italiana, il presidente del Consiglio ha parlato del JCPOA - da cui l'America di Donald Trump si è ritirata nel maggio del 2018 - come di un «elemento chiave dell'architettura globale di non proliferazione».

Di Maio: stabilizzare la Libia per fermare le partenze
A poche ore dall'Intervento di Conte al Palazzo di vetro di Libia e dell'emergenza migranti ha parlato anche il ministro degli Esteri e leader M5S Luigi Di Maio. Il problema - ha spiegato in una intervista a Sky Tg24 a New York, «non si risolve distribuendoli negli altri Paesi europei ma fermando le partenze e per questo siamo impegnati in vari colloqui sulla stabilità della Libia, per fermare il conflitto e evitare che il Paese diventi ulteriormente una rotta di migranti verso l'Italia». Soddisfatto per l'accordo raggiunto al mini-summit Ue di Malta ma attento a non enfatizzarlo, Di Maio ha sottolineato che l'emergenza si crea «se l'Italia viene lasciata sola». Ora «a differenza di quando venivano fatti sbarcare anche con il ministro Salvini perché si sequestravano le navi e ce li dovevamo tenere tutti», abbiamo «un meccanismo di redistribuzione».

I rischi dell'escalation inel Golfo persico
Alla fine di una giornata in cui il presidente americano Donald Trump, davanti allo stesso platea, aveva puntato il dito contro il «regime repressivo» di Teheran, Conte ha sottolineato che è «interesse di tutta la Comunità internazionale» che «opportuni canali di dialogo con Teheran» siano mantenuti. Se il giorno prima del suo intervento al Palazzo di vetro Francia, Germania e Regno Unito si erano schierati con gli Stati Uniti nell'accusare l'Iran di essere il responsabile degli attacchi che il 14 settembre scorso hanno colpito infrastrutture petrolifere cruciali dell'Arabia Saudita, Conte ha invitato alla «riduzione delle tensioni nella regione del Golfo, dove è forte il rischio di escalation». Per il premier italiano «è interesse non solo italiano, ma collettivo, assicurare la libertà di navigazione, tenendo presenti anche le sue importanti ricadute sull'economia globale».

L’Italia sostiene un multilateralismo «efficace»
L’Italia, ha aggiunto Conte, si schiera a favore di un «multilateralismo efficace, perché solo un'azione collettiva e coordinata può porre le premesse per offrire soluzioni adeguate alle molteplici sfide». La stella polare dovrebbe essere «è il rispetto della persona, a partire dal riconoscimento della sua dignità, personale e sociale. Senza questo fondamento il multilateralismo diventa una mera tecnica operativa, che può rivelarsi senz'altro utile, ma che non può pretendere di orientare solide scelte di valore». Conte ha consigliato ai leader presenti al Palazzo di Vetro di «cadere nell'errore di agire inseguendo un facile consenso a breve termine», ma di dimostrare di «saper immaginare il futuro e di saperlo costruire per lasciarlo ai nostri figli e ai nostri nipoti», perché «la loro voce si fa ogni giorno sempre più forte. Il dovere di noi governanti è ascoltarla e riuscire a tradurla in atti concreti».

Sul clima: il rischio di crollo di un ghiacciaio sul Monte Bianco deve scuoterci
Giuseppe Conte ha poi portato alla riunione annuale delle Nazioni Unite la notizia del rischio del crollo di un ghiacciaio lungo il versante italiano del Monte Bianco, «la vetta più alta e maestosa dell'arco alpino». In una edizione dell'Assemblea Onu particolarmente centrata sulla lotta contro il cambiamento climatico, lotta simboleggiata dalla sedicenne attivista Greta Thunberg, Conte ha fatto riferimento alla notizia del ghiacciao parlando di un «allarme che non può lasciarci indifferenti, nell'illusione che non ci riguardi o che sia qualcosa di lontano nel tempo o nello spazio. Piuttosto deve scuoterci e mobilitarci».

Monte Bianco, il ghiacciaio rischia di crollare

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VIDEO/Il grido di Greta all’Onu

Dicendo che l'Accordo di Parigi sul clima - siglato nel dicembre del 2015 e da cui l'America di Donald Trump si è sottratta nel giugno del 2017 - «è un punto di partenza essenziale», Conte ha ribadito concetti espressi nella due giorni newyorchese: «Dobbiamo essere consci del dovere morale e politico di consegnare ai nostri figli un pianeta nelle migliori condizioni possibili». E come aveva già scritto ieri su Twitter, Conte ha detto di puntare a «inserire la protezione dell'ambiente e della biodiversità e lo sviluppo sostenibile, direttamente tra i principi fondamentali della nostra Costituzione».

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