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Migranti, i costi dell’accoglienza: 35 euro al giorno. Ma ai richiedenti asilo ne vanno 2,50

di Andrea Gagliardi


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3' di lettura

Nella corso della sua visita all’hotspot (centro di identificazione di migranti) di Pozzallo in provincia di Ragusa, il neo ministro dell’Interno Matteo Salvini ha detto di aver aperto al Viminale numerosi fascicoli, tra i quali quelli del costo per l’assistenza dei richiedenti asilo che a lui risulterebbe il più caro d'Europa.

Costo di 35 euro al giorno nel sistema enti locali
Ma quale è il costo per l’accoglienza dei richiedenti asilo in Italia? Quello medio è di 35 euro al giorno nel sistema di protezione gestito dagli enti locali (Sprar). Il sistema Sprar è finanziato dal Viminale, che attinge le risorse dal Fondo Nazionale per le Politiche e i Servizi dell'asilo, devolvendo agli enti locali (e non ai richiedenti asilo) i fondi in base alla stima che, per accogliere un migrante adulto, servano circa 35 euro al giorno (45 euro per i minori). Secondo i dati del Def 2018 a inizio aprile erano 25.657 i richiedenti asilo accolti nel sistema Sprar, che offre servizi all’avanguardia: dall’assistenza sanitaria alle attività multiculturali; dall’inserimento scolastico dei minori alla mediazione linguistica e interculturale; dall'orientamento e informazione legale all’inserimento lavorativo, ai tirocini, ai corsi formazione.

Costi analoghi nelle strutture temporanee
Quando i posti Sprar non sono sufficienti (come accade sistematicamente), entra in gioco il sistema di accoglienza straordinaria, gestito dalle prefetture. Qui, sempre secondo i dati del Def 2018, a inizio aprile 2018 erano concentrati 138.504 richiedenti asilo in strutture temporanee e 8.990 in centri di prima accoglienza, su un totale di 174mila migranti ospitati. Sono valutate tutte le offerte di posti letto, anche quelle che provengono da cooperative, albergatori o soggetti privati. E dato che questa accoglienza deve costare non più di 35 euro al giorno per persona (nel Def 2018 si parla di un costo medio di 32,5 euro al giorno) non si può trattare di strutture di lusso.

Ai migranti pocket money di 2,50 euro
Le prefetture offrono dunque la cifra massima di 35 euro a persona al giorno, riservandosi di aggiudicare i bandi col criterio del massimo ribasso. Come sono spesi questi soldi? I servizi offerti variano a seconda dei bandi, ma sono in genere essenziali: pulizia, vitto, beni di prima necessità (lenzuola, vestiti ecc.); servizi di mediazione linguistica e culturale, una tessera di ricarica telefonica all'arrivo. Ai migranti spetta solo un pocket money di 2,50 euro al giorno. Il resto serve a pagare strutture, operatori, costi indiretti.

Controlli da potenziare
Ad ogni modo dal territorio arrivano a volte segnalazioni di strutture inadeguate e di controlli insufficienti da parte delle prefetture sulla qualità dei servizi erogati dalle cooperative. Di qui la necessità di maggiori verifiche sull’utilizzo delle somme statali impiegate.

Sistema di accoglienza da potenziare
Una delle criticità rilevate dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema di accoglienza, identificazione ed espulsione dei migranti, nella sua relazione finale, è invece la mancanza di «fluidità» nel passaggio dalle strutture di prima accoglienza a quelle di seconda legata essenzialmente alla carenza di posti nel servizio Sprar. Con messa in rilievo del fatto che «la mancanza del necessario turn over, unitamente all'incremento esponenziale degli arrivi dei migranti verificatosi nell'ultimo quadriennio, determina la saturazione e l'eccessiva permanenza dei migranti nelle strutture di prima accoglienza senza, quindi, possibilità per molti di essi di accedere concretamente a quei percorsi personalizzati di integrazione assicurati nelle strutture di seconda accoglienza, che dovrebbero garantire l'inclusione socio-lavorativa nel nostro Paese».

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