«pacchetto salvini»

Migranti e sicurezza: decreto lunedì in Cdm tra i dubbi di Colle e M5S

di Nicola Barone


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(AFP)

3' di lettura

Allo stato di sicuro c’è solo che dai due decreti legge in materia di sicurezza ed immigrazione su cui da giorni il vicepremier Matteo Salvini tiene alta la pressione si passerà a uno. Anche se dal Viminale si negano modifiche alla sostanza dei provvedimenti i testi hanno subìto delle limature allo scopo di «rispondere pienamente ai requisiti di necessità e urgenza», questa la versione fatta trapelare. Tutti i segnali raccolti nelle ultime ore convergono tuttavia sul fatto che l’incoraggiamento ad andare «avanti spediti», pronunciato da Salvini al termine della riunione di governo a Palazzo Chigi, sta incontrando non poche resistenze all’interno della stessa maggioranza.

Nel M5S, dove il capo pentastellato deve darsi un gran da fare per tenere a bada l’ala più movimentista della sua formazione che trova in Roberto Fico il frontman. A maggior ragione dopo che il leader del Carroccio ha ravvivato l’intesa su più asset con Berlusconi, in vista delle regionali. Col risultato che il passaggio di lunedì in Consiglio dei ministri per l’approvazione formale non si preannuncia proprio una passeggiata.

In particolare è sulla stretta circa permessi di soggiorno e cittadinanza agli stranieri che si appunta lo scetticismo dei Cinque Stelle. Parte dei contenuti emersi, oltre ad allarmare sul terreno politico, potrebbe anche presentare rischi di incostituzionalità ed è su questo che si lavorerà fino all’ultimo. E non è nemmeno che qualcosa salti o venga radicalmente ammorbidito. Nelle versioni iniziali circolate era previsto l'ampliamento dei reati che portano alla revoca del permesso di rifugiato, uno dei punti salienti del decreto: dalla violenza sessuale alla rapina, dalla resistenza a pubblico ufficiale al traffico di droga. Sempre in tema di asilo si cancella la protezione umanitaria (che era diventata la principale misura concessa ai richiedenti), circoscrivendo alcuni permessi speciali quali gravi condizioni di salute, calamità naturali nel Paese di provenienza, valore civile. La protezione è inoltre revocata in caso di rientro nel Paese di origine. E viene escluso il gratuito patrocinio nei casi in cui il ricorso contro il diniego della protezione è dichiarato improcedibile o inammissibile.

Il decreto, in fase di revisione, riserverebbe inoltre esclusivamente ai titolari di protezione internazionale nonché ai minori stranieri non accompagnati i progetti di integrazione ed inclusione sociale. I richiedenti asilo troveranno invece accoglienza solo nei centri ad essi dedicati (i Cara). Per facilitare le espulsioni dei migranti irregolari sarebbe previsto poi il raddoppio dei tempi di trattenimento nei Centri per i rimpatri, da 3 a 6 mesi. Nonchè procedure più veloci per costruirne di nuovi («ne serve almeno uno per regione e contiamo di raddoppiare la capienza», ha spiegato il ministro Salvini qualche giorno fa). Il testo indica che in attesa del procedimento di convalida dell'espulsione, il migrante possa essere ospitato non solo nei Cpr, ma anche in locali nella disponibilità delle questure. Introdotta infine la revoca della cittadinanza italiana per reati con finalità di terrorismo ed il raddoppio dei tempi (da 2 a 4 anni) della concessione della cittadinanza per matrimonio e per residenza.

Salvini: con dl sicurezza più difficile fare furbi per migranti

Alla voce sicurezza si intende anche prevenire il rischio dei veicoli lanciati contro la folla, tecnica jihadista sperimentata da Nizza a Londra a Berlino. I noleggiatori avranno l'obbligo di comunicare al Centro elaborazione dati delle forze di polizia l'identità di chi richiede un autoveicolo e la comunicazione deve essere fatta «con un congruo anticipo rispetto al momento della consegna». Il centro verifica e se ci sono situazioni sospette invia una segnalazione di allerta alle forze di polizia «per le conseguenti iniziative di controllo». Si allarga poi le zone dove può scattare il Daspo urbano includendo anche i presidi sanitari e quelle destinate allo svolgimento di fiere, mercati, pubblici spettacoli. La polizia municipale dei Comuni con più di 100mila abitanti potrà sperimentare il taser. Un giro di vite inoltre riguarderà le occupazioni arbitrarie di immobili.

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