SÌ ALL’UNANIMITÀ del consiglio dei ministri

Migranti, ecco il decreto. Salvini: stop alla protezione dopo la prima condanna


Decreto Salvini: dalla stretta sull’asilo ai migranti al taser ai vigili urbani

4' di lettura

Via libera all’unanimità del Consiglio dei ministri al decreto che ha unificato i precedenti testi su sicurezza e migranti. Dopo il rinvio di giovedì 20 settembre e una trattativa con il Colle sui contenuti che avrebbero potuto sollevare dubbi di costituzionalità, con una serie di limature - alcune dell’ultimo minuto - per accorpare i due testi iniziali in un unico provvedimento - scatta il semaforo verde per il “pacchetto sicurezza”.

Le misure per gestire l’immigrazione sono il tema forte del decreto. «Per i richiedenti asilo lo stop alla domanda si avrà in caso di pericolosità sociale o condanna in primo grado. Questa è stata una delle mediazioni raggiunte e suggerite», ha spiegato il vicepremier e responsabile del Viminale Matteo Salvini, che ha illustrato le misure in una conferenza stampa al termine della riunione del Cdm. «L’obiettivo - ha affermato - è chiudere tutti i campi rom entro la fine della legislatura».

Tra le misure previste nel pacchetto, la revoca della cittadinanza concessa agli stranieri di fronte a condanna definitiva per terrorismo internazionale e, appunto, la sospensione della domanda d’asilo per cause legate all’ordine pubblico (la disposizione si applica ai migranti con condanna in primo grado per reati come spaccio di droga, violenza sessuale, violenza a pubblico ufficiale e lesioni gravi). «Saranno sei le fattispecie che renderanno possibile l’ingresso nel nostro paese per motivi umanitari - ha spiegato ancora Salvini -: l’ingresso è consentito alle vittime di grave sfruttamento, per motivi di salute, violenza domestica, calamità, cure mediche e atti di particolare valore civile». Lo Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, ndr) «continuerà ad esistere per rifugiati e minori non accompagnati, cioè per le fattispecie che meritano di essere accolte», ha affermato.

Una nota di Palazzo Chigi ha chiarito che il provvedimento prolunga da 90 a 180 giorni la durata massima del trattenimento dello straniero nei Centri di permanenza per il rimpatrio e prevede la possibilità di procedere per l’esecuzione dei lavori di costruzione o ristrutturazione dei Centri per i rimpatri attraverso procedure negoziate, per lavori di importo inferiore alle soglie comunitarie in un arco temporale di tre anni.

Nei piani del governo la stretta sui migranti dovrebbe liberare risorse, che potrebbero essere utilizzate per la copertura delle misure che entreranno nella manovra. «I 35 euro a migrante stanziati per l’accoglienza verranno rivisti in base alla media europea con un netto taglio alle spese che porterà un risparmio medio annuo di un miliardo e mezzo di euro», ha chiarito Salvini.

Al fianco del segretario federale del Carroccio in conferenza stampa, il premier Giuseppe Conte. «Continueremo ad assicurare il sistema di protezione, evitiamo solo gli abusi. In Italia c’è stata accoglienza indiscriminata e la normativa ha assecondato tutto questo», ha aggiunto il capo del governo.

Per quanto riguarda le disposizioni in materia di sicurezza, viene consentito anche alla Polizia municipale di utilizzare in via sperimentale armi comuni ad impulso elettrico. Si predispongono poi misure finalizzate al contrasto del fenomeno delle occupazioni arbitrarie di immobili, attraverso l’inasprimento delle pene fissate nei confronti di promotori o organizzatori dell’invasione, nonché con la possibilità, nei confronti degli stessi, di disporre intercettazioni.

Il Cdm è iniziato in ritardo, in quanto è stato preceduto, questa mattina da un vertice, sempre a Palazzo Chigi, tra Conte, i due vicepremier, Luigi Di Maio e Salvini, i ministri Giovanni Tria, Paolo Savona e il sottosegretario Giancarlo Giorgetti. Tema: la manovra. Entro questa settimana il governo dovrà varare la nota di aggiornamento al Def che prelude alla legge di bilancio.

Tornando al decreto sicurezza, la forma del pacchetto è quella di un corposo decreto legge (44 articoli). «Per una questione di rispetto il decreto su sicurezza e immigrazione verrà consegnato al Quirinale un’ora dopo del decreto Genova», ha chiarito il ministro dell’Interno.Il provvedimento esprime la svolta securitaria più volte messa in evidenza da Salvini. «In un quadro di assoluta garanzia dei diritti delle persone e dei Trattati, andiamo a operare una revisione per una disciplina più efficace», ha chiarito Conte. «Ci sono norme contro la mafia e il terrorismo», ha aggiunto. Quanto ai rilievi del Colle, il capo del Governo ha ricordato che «quando c’è un decreto, cortesia istituzionale prevede che si anticipi i contenuti e un testo. Cosa che è stato fatto anche in questo caso. C’è stata una interlocuzione. Non dico che Mattarella abbia approvato eccetera, non sarebbe rispettoso del galateo istituzionale... Il Presidente avrà tutto l’agio di fare eventuali rilievi».

Da parte sua Salvini ha ricordato che il provvedimento «non è blindato» e che il via libera, all’unanimità, dimostra che non ci sono state distanze su questo tema nella coalizione giallo verde. «Non lediamo nessun diritto fondamentale - ha sottolineato Salvini -: se entri a casa mia e spacci ti accompagno da dove sei arrivato. Se sei condannato in via definitiva è di buon senso toglierti al cittadinanza. È stato il decreto più condiviso, più modificato della storia almeno di questo governo», ha aggiunto.

Il Consiglio dei ministri, ha spiegato il ministro dello Sviluppo economico e del Welfare Di Maio, ha nominato come direttore dell’Ispettorato nazionale del lavoro il generale dei carabinieri Leonardo Alestra. «Alestra - ha ricordatop il vicepremier - è stato comandante provinciale dei carabinieri in Calabria - terra di mafia e caporalato - e capo del nucleo tutela del lavoro».

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