ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLo studio di due economisti siciliani

Migranti, ecco il modello che rivela le strategie dei trafficanti

Uno strumento che si fonda sul Business model canvas rivela le strategie delle organizzazioni criminali. E ora può tornare utile nelle inchieste

di Nino Amadore

(EPA)

3' di lettura

Uno strumento di analisi e di lavoro utile per chi indaga sulla criminalità organizzata e in questa fase misurato sul traffico internazionale di migranti. Talmente utile da essere già sul tavolo dei magistrati europei che, in qualche caso, hanno già cominciato a utilizzarlo. Uno strumento messo a punto da due economisti palermitani (Carlo Amenta e Paolo Di Betta) con la collaborazione di un magistrato palermitano particolarmente impegnato sul fronte delle inchieste sul traffico di migranti come Calogero Ferrara detto Gery.

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Il metodo, le analisi e i dati sono stati raccolti in un paper che sarà presentato il 10 e 11 giugno nell’ambito del Congresso annuale della Società italiana di management che potrebbe tenersi a a Palermo, pandemia permettendo.

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Uno strumento per indagare

Fulcro di questo strumento, messo a punto dal gruppo di lavoro siciliano, è il Business model canvas che inquadra l'attività delle organizzazioni criminali e può essere utilizzato per le inchieste anche per la cooperazione tra forze di polizia e magistrati europei. «Quando gli investigatori hanno a che fare con diverse organizzazioni criminali - dice Ferrara - questo strumento potrebbe essere utilizzato per le investigazioni per evidenziare modelli comuni di modus operandi dei criminali e come strumento di cooperazione investigativa e giudiziaria per condividere informazioni tra diverse forze di polizia, basate su paesi diversi e che si occupano dello stesso tipo di reato ma condotte con diversi modelli di business».

Il modello per individuare le linee di azione dei trafficanti

Il modello consente di individuare le linee di azione delle organizzazioni criminali dimostrando di fatto un vero e proprio salto di qualità: da semplici criminali a manager del crimine capaci di studiare e programmare la strategia di crescita del business secondo le logiche più moderne.

«Il principale incentivo individuale nelle attività criminali - spiegano i ricercatori - è il profitto e seguirne le tracce può aumentare le possibilità di successo nella lotta alla criminalità organizzata. È stata questa una delle grandi intuizioni di giovanni falcone che adottò una innovativa strategia investigativa riassunta dal motto: Follow the money. Le organizzazioni criminali sanno adattarsi a un ambiente economico e sociale in continua evoluzione e nonostante i successi ottenuti dalla polizia e dai magistrati, prosperano ancora in molte parti del mondo. Le teorie e i modelli di management possono contribuire al successo delle attività investigative e possono essere utilizzati come strumenti di lavoro utili».

La sperimentazione voluta dal Consiglio d’Europa

Il Business model canvas è stato già sperimentato in un progetto sviluppato dal Consiglio d’Europa che punta a promuovere la cooperazione tra le procure europee e le forze dell’ordine. Alla base del lavoro dei ricercatori palermitani c’è l’analisi, sulla base del business model canvas, di due diverse organizzazioni criminali scoperte grazie alle indagini Glauco e Skorpion fish.

In particolare le organizzazioni criminali coinvolte nelle 4 indagini Glauco che hanno scoperto un vasto traffico di clandestini sulla rotta del Mediterraneo centrale che è la più «pericolosa rotta migratoria al mondo - dice Carlo Amenta -: nel periodo da noi preso in considerazione, da gennaio 2011 a luglio 2018, sono stati rilevati 17.840 morti, cioè 196 al mese, cifra che è una approssimazione per difetto del numero effettivo».

Il giro d’affari delle organizzazioni criminali

Le intercettazioni delle indagini, si legge nello studio, hanno svelato che le organizzazioni si preoccupano del successo dei viaggi per almeno due motivi: mantenere un’’immagine di marca positiva dell’organizzazione; mantenere vivi i “clienti” ai quali vengono forniti servizi sempre più redditizi una volta in Europa.

Il giro d’affari stimato è di tutto rispetto. Due le stime possibili. Secondo la prima il flusso di migranti genera un ammontare di profitti per i criminali che su base annuale si può stimare in 91,4 milioni di dollari; secondo un’altra stima, fondata su una diversa osservazione dei dati disponibili, i profitti sono nell’ordine di 109,3 milioni di dollari l’anno.

E c’è una terza stima che riguarda invece l’effetto sul giro d’affari delle organizzazioni criminali che avrebbero avuto le Sar (acronimo di search and rescue con cui si indicano le operazioni di salvataggio dei migranti a opera delle Ong): «Complessivamente possiamo dire - si legge nella ricerca - che l’intervento delle Sar ha fatto intascare ai criminali, per via dell’aumento delle partenze, maggiori profitti per 100 milioni di dollari l’anno».

Infine un piccolo accenno all’importanza di smentallare le organizzazioni criminali: nei paesi interessati da Glauco 1 in cui operava il network smantellato dalle indagini della procura di Palermo, «il contributo offerto dalla presenza del netrwork era di 458 persone al mese per ciascun Paese» con un profitto dei criminali per ogni migrante di circa 1.035 dollari. Lo smantellamento dell’organizzazione criminale operante nei 9 Paesi Glauco 1 ha fatto perdere 4.122 “clienti” ai criminali per un totale di mancati profitti pari a 4.269.732 dollari al mese per un totale di 51,2 milioni in un anno.

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