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Migranti, verso nuovo vertice Ue: i ricollocamenti previsti

Il meccanismo volontario di solidarietà prevede la redistribuzione annua di circa 10mila migranti. L’Italia è il primo beneficiario dei trasferimenti con 3.500 relocalizzazioni di rifugiati previste entro l’estate 2023

Migranti, Francia: "Italia irresponabile"

2' di lettura

Si chiama “Meccanismo volontario di solidarietà” e prevede la redistribuzione dei migranti annua di circa 10mila migranti individuati principalmente tra le persone salvate in mare a seguito di operazioni Sar nel Mediterraneo centrale e lungo la rotta atlantica occidentale. Fa seguito alla dichiarazione politica adottata il 10 giugno 2022 a Lussemburgo dal Consiglio europeo affari interni, sotto la presidenza di turno francese. La Dichiarazione è stata condivisa da 19 Stati membri e da 4 associati all’Unione europea che quindi partecipano al Meccanismo.

Fonti Ue: si lavora ad un vertice ad hoc sui migranti

Intanto, nel pieno dello scontro fra Italia e Francia, la Commissione Ue chiede una riunione straordinaria dei ministri degli Interni per discutere di migranti. A dirlo è il vice presidente Margaritis Schinas in un’intervista a Politico.eu nella quale spiega che «a Bruxelles si sta elaborando un piano di emergenza per risolvere le crescenti tensioni tra i Paesi dell’Ue su come affrontare i richiedenti asilo salvati in mare». La riunione straordinaria dei ministri dell’Interno dovrebbe essere convocata dalla Repubblica ceca, che attualmente detiene la presidenza di turno del Consiglio, ricorda Politico e dovrebbe tenere prima del Consiglio Affari Interni previsto nella prima settimana di dicembre.

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Per l’Italia 3.500 relocalizzazioni

I Paesi firmatari della Dichiarazione di giugno sono Belgio, Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Germania, Grecia, Spagna, Finlandia, Francia, Croazia, Irlanda, Italia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Olanda, Portogallo, Romania, Danimarca, Islanda, Norvegia, Svizzera e Liechtenstein. Impegni veri e propri per partecipare alla relocation sono stati però presi finora da 13 Paesi, per un totale di 8.289 quote: Germania, Francia, Portogallo, Irlanda, Romania, Norvegia, Bulgaria, Finlandia, Belgio, Croazia, Lussemburgo, Lituania e Islanda. L’Italia è il primo beneficiario dei trasferimenti, con 3.500 relocalizzazioni di rifugiati previste entro l’estate 2023, sulla base degli arrivi registrati nel nostro paese. Olanda e Lussemburgo hanno già comunicato di non intendere sospendere la loro partecipazione al Meccanismo di Solidarietà per la redistribuzione dei migranti.

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Accolti in Francia 38 richiedenti asilo

La Francia è stato il primo Paese a partecipare al Meccanismo accogliendo, lo scorso 25 agosto, 38 richiedenti asilo che erano sbarcati in Italia. L’operazione è stata preceduta dalle attività di pre-identificazione, foto-segnalamento e controlli sanitari da parte delle autorità italiane e dall’analisi dei dossier individuali e dalle interviste da parte della delegazione francese arrivata appositamente nei centri di accoglienza italiani. La Francia è il Paese che partecipa più “generosamente” al meccanismo, avendo dato la disponibilità ad accogliere 3.500 richiedenti asilo sui 10mila complessivi previsti dall’accordo. Ora, però, Parigi, dopo il caso della Ocean Viking, ha deciso la sospensione dell’accoglienza. Una nuova delegazione francese era attesa a breve per farsi carico di ulteriori 50 migranti.

In Germania 74 rifugiati

Ad ottobre era stata la Germania (che dovrebbe accogliere complessivamente 3mila persone) a ricevere 74 rifugiati che erano arrivati in Italia. Altri 5 sono stati accettati dal Lussemburgo e il portavoce del ministero degli Esteri lussemburghese ha fatto sapere: «Non intendiamo sospendere la nostra partecipazione» al Meccanismo di solidarietà per la redistribuzione dei migranti e «continueremo a mostrare solidarietà. Anche l’Olanda conferma la sua partecipazione al patto a cui aveva aderito a giugno (ma senza offrire ricollocamenti di migranti, preferendo optare per l’erogazione di finanziamenti, come previsto dagli articoli del patto).

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