In vista del Consiglio europeo

Migranti: le elezioni tedesche dettano legge. Sì alla Turchia, no ai trasferimenti

L’attenzione si sposterà dalla questione dagli sbarchi alle partenze e sul rifinanziamento dell'Esao l'ufficio europeo per il sostegno all'asilo

di Gerardo Pelosi

Migranti, Draghi: "Con Germania lavoriamo insieme e aiutarci l'un l'altro "

3' di lettura

Dietro ai sorrisi, ai complimenti e alle battute sul calcio della cancelliera tedesca Angela Merkel e del premier italiano Mario Draghi si è giocata a Berlino una partita delicata sul futuro del dossier migranti in Europa. Che, a differenza del calcio, non ci trova nettamente vincenti. Se Draghi teme per l’estate un aumento degli sbarchi in Sicilia che possano dar voce alle critiche di Fratelli d’Italia e anche da parte della Lega di Salvini, a guidare le decisioni politiche in questa fase sono le elezioni tedesche e quelle francesi del prossimo anno. Due appuntamenti che mal si conciliano con le necessità dei Paesi del Sud Europa come Italia, Spagna e Grecia di vedere ripartito l’onere di una distribuzione dei migranti salvati in mare.

La Merkel non vuole aprire prima delle elezioni la questione sbarchi

Che termini come «sbarchi» e «relocation» dovessero essere banditi dal colloquio e dalla cena con la cancelliera, il premier italiano lo sapeva benissimo. Ogni migrante economico che nelle prossime settimane metterà piede sul suolo tedesco non farà altro che irrobustire le fila delle destra nazionalista Afd (così come accadrà in Francia con i seguaci della Le Pen in vista delle presidenziali 2022). Questo rischio la Merkel non intende certo correrlo nonostante il suo amore per l’Italia e la stima per l’attuale premier mentre chiederà (e certamente otterrà) dagli altri partner un nuovo impegno finanziario per la Turchia che ha accolto 3 milioni di migranti. Al Consiglio Europeo di giovedì e venerdì prossimi l’attenzione si sposterà infatti dalla questione dagli sbarchi alle partenze e sul rifinanziamento (ancora non è chiaro a quali condizioni) dell’Esao, l’ufficio europeo per il sostegno all'asilo. «Dovremo lavorare insieme e aiutarci l’un l’altro ed è questa la direzione in cui i due Governi italiano e tedesco stanno lavorando», dice Draghi.

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Al Consiglio Ue di giovedì interventi solo per le partenze, non per sbarchi

Ma le richieste dei Paesi del Sud dovranno inevitabilmente cedere il passo ad azioni politiche ed economiche sul lato delle partenze. Interventi economici e incentivi a favore dei Paesi di origine e transito, accordi di rimpatri assistiti anche con fondi e progetti dell'Oim e Unhcr. Un approccio di cui c'è qualche traccia anche nelle dichiarazioni alla stampa rese da Draghi e dalla cancelliera Merkel, impegnati soprattutto a mostrarsi uniti e divisi, eventualmente, solo dal calcio. Non si è parlato di sbarchi ma neppure di movimenti secondari anche perchè durante il Covid il rientro in Italia da Francia e Germania dei cosiddetti “dublinanti” si è fermato e ora c’è il rischio che il meccanismo possa riprendere a svantaggio del nostro Paese.

Relocation? Per Draghi i negoziati prenderanno del tempo

Nel merito Draghi spiega: «Abbiamo vicinanza di vedute su quella che si chiama dimensione esterna, ovvero maggior presenza dell’Ue nel Nordafrica, non solo Tunisia e Libia ma anche quei Paesi da dove ormai viene la maggior parte dell’immigrazione cioè Sahel, Mali, Etiopia, Eritrea. Occorre che l’Ue sia economicamente più sentita anche sotto forma di assistenza tecnica». «Ma la relocation?», Chiedono a Draghi che risponde: «Sui meccanismi di riallocazione si sta discutendo, i negoziati prenderanno del tempo ma c’è gran volontà di visione congiunta e mutuo beneficio». La cancelliera offre il suo punto di vista: «Sulle politiche di migrazione - osserva - Germania e Italia hanno situazioni diverse: l’Italia è un Paese di arrivo, noi invece siamo colpiti da movimenti secondari ma siamo completamente d’accordo su come gestire il fenomeno: bisogna iniziare dai Paesi di provenienza e l’immigrazione illegale va sostituita da quella legale».

La Merkel chiede aiuto per la Turchia e apprezza gli sforzi italiani sulla Libia

Quanto alla Turchia la Merkel spiega che «dobbiamo aprire una prospettiva sul futuro, la Turchia ha tutti i diritti a essere appoggiata perchè accoglie più di 3 milioni di rifugiati. Non possiamo andare avanti senza la cooperazione con la Turchia». E Draghi si mostra d’accordo sul rinnovo dell’accordo con Ankara (6 miliardi di euro) sulla cooperazione per il dossier immigrazione. La Merkel apprezza gli sforzi italiani per la stabilizzazione in Libia, ricorda che il processo di Berlino continuerà e domani è previsto un nuovo incontro a livello di ministri degli Esteri.

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