protocollo d’intesa cei-sant’egidio

Migranti, a Fiumicino 139 profughi dall’Etiopia con i corridoi umanitari

di Andrea Gagliardi

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Il sottossosegrtario agli Esteri Emanuela Del Re in mezzo ai migranti arrivati all’aeroporto di Roma


3' di lettura

Sono arrivati questa mattina all'aeroporto di Fiumicino, con un aereo di linea della compagnia Ethiopian Airlines proveniente da Addis Abeba, 139 profughi del Corno d'Africa - di cui 134 di nazionalità eritrea, 5 somala - che erano rifugiati nei campi del Tigrai, in Etiopia. Il loro ingresso in Italia è stato reso possibile grazie allo strumento dei cosiddetti “corridoi umanitari”, ossia al Protocollo di intesa con lo Stato italiano, siglato dalla Cei, che opera attraverso Caritas Italiana e Fondazione Migrantes e dalla Comunità di Sant'Egidio.

Rifugiati accolti in 13 regioni
Tra i 139 migranti sbarcati sono presenti numerosi nuclei famigliari e 56 bambini sotto i 14 anni, il più piccolo di loro, Emanuel, di appena 3 mesi. Con questo nuovo arrivo, secondo quanto ha riferito la Cei, attualmente si è raggiunta la quota di 327 rifugiati accolti in Italia, sui circa 500 previsti in due anni. Dopo le consuete procedure di identificazione e di prima accoglienza a Fiumicino, i rifugiati saranno quindi accolti in 13 regioni italiane (Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto).

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Obiettivo: accogliere 500 profughi dall'Etiopia in due anni
L’accoglienza prevede l’intervento di parrocchie, famiglie e istituti religiosi e l'utilizzo di appartamenti privati, con il supporto di famiglie tutor italiane che si occuperanno di accompagnare il percorso di integrazione sociale e lavorativa di ognuno sul territorio garantendo servizi, corsi di lingua italiana, cure mediche adeguate.

Del Re (Esteri): corridoi iniziativa-pilota strategica
«Voglio ricordare che ormai da tre anni i Corridoi umanitari rispondono alla sfida della protezione dei diritti umani - ha detto il Sottosegretario agli Esteri Emanuela Del Re, tra le personalità presenti nello scalo romano ad accogliere i 139 profughi del Corno d'Africa giunti all'alba da Addis Abeba- rappresentano davvero un esempio virtuoso emulato anche dalla Francia e dal Belgio. Perché insieme ai ricollocamenti costituiscono l’unica via legale perché i migranti in stato di difficoltà possano godere dell'effettiva protezione garantita dalle norme nazionali e internazionali». E ha aggiunto: «Si tratta di persone, che sono state individuate grazie al prezioso lavoro dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e grazie al grande impegno dell'Ambasciata italiana ad Addis Abeba».

Il protocollo con il Libano
Oltre a quello con l’Etiopia ne sono stati firmati due protocolli con il Libano. Il secondo (che rinnova il primo) firmato lo scorso novembre prevede l’ingresso in Italia con i corridoi umanitari di mille profughi siriani provenienti dai campi profughi del Libano (altri mille sono arrivati in seguito al primo protocollo) e vede protagonisti la Comunità di Sant'Egidio, la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) e la Tavola Valdese con i ministeri dell'Interno e degli Esteri.

Che cosa sono i corridoi umanitari
I corridoi umanitari consentono di concedere visti con validità territoriale limitata per motivi umanitari, in deroga alle condizioni di ingresso previste in via ordinaria. I profughi che versano in condizioni di particolare vulnerabilità hanno così la possibilità di entrare in Italia a bordo di un volo di linea, evitando così il dramma di affrontare il viaggio della speranza via mare (e privando i trafficanti di esseri umani della possibilità di lucrare sulla vita di queste persone), e di avanzare richiesta di asilo. L'accoglienza dei beneficiari di questa formula è del tutto a carico delle associazioni che promuovono l’inziativa, e si sviluppa per il periodo necessario a ottenere i documenti necessari e a inserire questa persone nella società italiana.

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