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Migranti, Frontex: altri Stati Ue non disponibili su apertura porti

di Andrea Gagliardi

(ANSA)

4' di lettura

«Ieri c’è stato un incontro a Varsavia per vedere come il piano operativo di Triton può essere migliorato e potenziato, per vedere come possa essere migliorata la solidarietà per sostenere l’Italia, perché possa affrontare questa straordinaria pressione». Lo ha detto il direttore dell’agenzia Frontex (l’agenzia europea della guardia costiera e di frontiera) Fabrice Leggeri in audizione al Parlamento europeo. La riunione a Varsavia nella sede di Frontex, sollecitata dall'Italia, ha portato dunque all’apertura della discussione sulle regole dell’operazione Triton di controllo delle frontiere (che indica nell’Italia il solo Paese di sbarco dei migranti soccorsi nel Mediterraneo). Anche se da qui alla certezza che saranno cambiate c'è ancora da lavorare molto e a lungo.

Frontex: altri Stati non disponibili su porti
La richiesta italiana è di «regionalizzare» gli sbarchi, aprendo i porti Ue alle navi dell’operazione Triton con a bordo i migranti soccorsi nel Mediterraneo Centrale, per alleggerire la pressione sugli scali siciliani e calabresi. Al vertice di ieri a Varsavia «ho sentito una richiesta italiana ma non ho sentito Stati membri disponibili» ha commentato Leggeri . «È una questione complessa - ha aggiunto -, prima di tutto per ragioni politiche. Non spetta a Frontex risolvere questioni politiche».

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«Entro settembre proposte per nuovo piano operativo Triton»
Una delle conclusioni più importanti raggiunte ieri a Varsavia, ha proseguito Leggeri, «è che ci sarà gruppo di lavoro tecnico che si occuperà di elaborare proposte per cambiare il piano operativo dell’operazione Triton». In prima battuta, ha sottolineato, «ci sarà un bilaterale tecnico Frontex-Italia per elaborare una serie di proposte che saranno poi condivise con tutti gli Stati che partecipano all'operazione secondo il nostro regolamento». Il gruppo per migliorare il mandato dell'operazione Triton, ha aggiunto ancora Leggeri «si riunirà immediatamente, questa estate». L'obiettivo è «potere condividere per settembre un progetto con gli Stati membri dell'Ue e di Schengen che partecipano alla missione Triton».

Verso il codice di condotta per le Ong
«Ho incontrato diverse Ong e vedo la pertinenza di introdurre una qualche forma di codice di condotta. Non spetta a noi decidere del contenuto ma siamo
pronti a contribuire con una consulenza tecnica» ha aggiunto il direttore di Frontex Fabrice in merito al lavoro portato avanti dall’Italia e dalla Commissione europea a riguardo.

Secondo la bozza del Codice di condotta che l’Italia ha messo a punto e che
è ora all’attenzione degli uffici europei le Ong impegnate nel soccorso ai migranti nel Mediterraneo dovranno rispettare 11 regole. Nel documento c'è il divieto di telefonare «per facilitare la partenza di barconi che trasportano migranti», l'obbligo a far salire a bordo la polizia giudiziaria e quello
di avere una certificazione tecnica per poter fare salvataggio. Chi non firma il Codice potrebbe non ricevere l'autorizzazione ad accedere nei porti italiani. Secondo la proposta italiana le navi delle Ong non potranno entrare nelle acque territoriali libiche, dovranno spegnere il transponder - il sistema per la localizzazione a bordo – e non dovranno entrare in conflitto con la Guardia costiera libica. Ma la Germania avrebbe sollevato perplessità sul varo di un codice di condotta per le Ong. Non è un caso che quelle tedesche sono molto attive nel Mediteraneo.

Di Maio (M5s) vede Frontex: svenduti per 80 euro
Non si placa la polemica sulla clausola prevista dall’operazione Triton, varata ai tempi del governo Renzi, che esclude lo sbarco dei migranti recuperati nel Mediterraneo in Paesi diversi dall’Italia. «Stiamo incontrando il direttore di Frontex, Fabrice Leggeri. Ci ha confermato, dopo averlo chiarito anche in audizione al Parlamento Ue, che Triton, voluta da Renzi, prevede che tutti i migranti siano portati in Italia. Questa è la verità: ci hanno svenduti per 80 euro trasformandoci nel più grande porto d'Europa, pensando di poterci trattare come gli scemi, convinti che saremmo rimasti in silenzio»ha attaccato il vicepresidente della Camera M5S Luigi Di Maio, in queste ore a Bruxelles.

2700 migranti salvati ieri, oggi soccorsi in 1.100
Intanto non si fermano gli sbarchi, dopo una settimana di stop. Sono circa 2700 i migranti soccorsi ieri in una ventina di interventi coordinati dalla Guardia Costiera. Altri 1.100 i migranti salvati da questa mattina davanti alla Libia in diverse operazioni di soccorso coordinate dalla Centrale operativa della
Guardia Costiera di Roma.

Parlamento Gb: con operazione Sophia più morti nel Mediterraneo
Da segnalarte infine un rapporto del Parlamento di Westminster che ha definito fallimentari i risultati dell'Operation Sophia, lanciata dall'Ue e dalla Royal Navy per contrastare il traffico di persone nel Mediterraneo, perché i migranti morti in mare sono aumentati, arrivando l'anno scorso a 4581, il 42% in più rispetto al 2015. L’operazione «non ha in alcun modo significativo ridotto il flusso di migranti» o «interrotto il network dei trafficanti» si legge nel documento dei Lord (riportato dal Times), il cui parere è contrario al rinnovo della missione il cui mandato è in scadenza. Nel rapporto si legge che una delle «conseguenze indesiderate» della distruzione dei barconi è stata un progressivo adattamento da parte dei trafficanti di essere umani che fanno viaggiare in mare i migranti su mezzi ancora più di fortuna, col rischio naufragi che aumenta in modo esponenziale. Sophia, ufficialmente denominata European Union Naval Force Mediterranean (con l'acronimo EUNAVFOR Med), è un'operazione militare lanciata dall'Unione europea nel giugno 2015 con l’obiettivo di individuare, catturare e distruggere le navi ed attrezzature utilizzate o sospettate di essere utilizzate dai trafficanti di migranti.

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